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Libertà di stampa: Vibo, minacce di morte al caporedattore di "Calabria Ora"

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Reggio Calabria, 5 lug – ´´Ancora un giornalista minacciato. Questa volta con una telefonata. E il ´solito´, agghiacciante, avvertimento. Al centro dell´episodio di intimidazione, l´ennesimo in Calabria, ma non solo, negli ultimi mesi, il giornalista Pietro Comito, capo servizio della redazione vibonese di Calabria Ora, attorno al quale si sono subito stretti, in un sentimento di piena solidarieta´, i colleghi della testata e il Sindacato dei Giornalisti della Calabria´´. A renderlo noto e´ Carlo Parisi, segretario del sindacato regionale e componente la Giunta esecutiva della Fnsi. ´´E´ inaccettabile – ha sostenuto Parisi – dover continuare ad assistere ad azioni vigliacche e criminose ai danni di chi ha soltanto una ´colpa´, quella di saper fare il proprio mestiere. Il giornalista. Per di piu´, in una terra innegabilmente difficile´´. ´´In tempi in cui si lotta per difendere la liberta´ di stampa non possiamo mollare la presa – ha aggiunto – anche di fronte a minacce ben piu´ pesanti di quella legislativa. Se e´ intollerabile che una legge dello Stato, uno Stato civile, libero e democratico, possa imporre il bavaglio all´informazione , figuriamoci se si possa accettare che, a farlo, sia la criminalita´´´ ´´Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, al cronista di Calabria Ora, il quotidiano diretto da Paolo Pollichieni – ha concluso Parisi – sarebbe arrivata una telefonata anonima, con una chiara minaccia di morte. E non e´ certo un caso che il destinatario dell´intimidazione, Pietro Comito, stia scrivendo, da tempo, di fatti (e misfatti) di una delle famiglie piu´ potenti del vibonese. Laddove per potenza si deve intendere, purtroppo, quella del crimine organizzato´´. (ansa)

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