Roma, 5 lug – I berlusconiani fanno capire che una trattativa con il Colle ci sarebbe stata, mettendo in pista il mediatore per eccellenza, il sottosegretario Gianni Letta, e che il ddl Intercettazioni potrebbe venire modificato a breve, grazie anche ai ´suggerimenti´ del Quirinale. I finiani invece continuano a ripetere che da Napolitano non arrivera´ proprio nessuna indicazione perche´ su questo punto e´ stato chiaro: sul testo dira´ la sua solo a tempo debito. E cioe´ quando sara´ stato licenziato dalle Camere. Insomma, il Capo dello Stato non intende farsi coinvolgere in nessun tipo di trattativa sull´argomento. Nel Pdl, insomma, la confusione sul tema e´ ancora massima. E il braccio di ferro tra Fini e Berlusconi non accenna a concludersi. Alcuni dei tecnici della Consulta della Giustizia, intanto, fanno capire che modifiche al testo potrebbero esserci, ma queste saranno ´´solo di lieve entita´´´. E riguarderanno per lo piu´ tre punti: le intercettazioni ambientali, le proroghe degli ascolti che potrebbero arrivare ad una settimana-dieci giorni (il testo attuale fissa il tetto a tre giorni rinnovabili di tre giorni in tre giorni), le sanzioni per gli editori che potrebbero essere ridotte o addirittura eliminate. Domani, in occasione del seminario sulle intercettazioni organizzato nella Biblioteca del Senato con la partecipazione dei parlamentari del Pdl, assicurano che si capira´ un po´ meglio cosa succedera´ nel prossimo futuro. ´´Si fara´ il punto – assicura il relatore del ddl al Senato Roberto Centaro – e ci sara´ un confronto´´. Sempre domani, in commissione Giustizia della Camera, comincera´ la discussione generale del provvedimento. Poi verra´ fissato il termine per la presentazione degli emendamenti che potrebbe essere per martedi´ o mercoledi´ della prossima settimana. Ma lo scontro tra le due fazioni del Pdl potrebbe raggiungere il suo apice proprio in commissione Giustizia. I finiani, infatti, spiegano che se il testo non cambiera´ sara´ battaglia. E, per aggirare la previsione che venne inserita nel documento finale dell´ ormai ´celebre´ Ufficio di direzione del Pdl secondo la quale chi vota contro il parere del partito e´ automaticamente fuori, stanno studiando un ´escamotage´: potrebbero non partecipare al voto in commissione e poi, per l´Aula, potrebbero presentare una pregiudiziale con voto segreto. In questo caso sarebbe davvero difficile individuare i possibili ´disobbedienti´. La Consulta della Giustizia del Pdl ancora non e´ stata convocata, ma e´ molto probabile, spiegano altri ´tecnici´ della maggioranza, che potrebbe riunirsi per mercoledi´ sera. E anche questa sara´ l´occasione per fare il punto sul provvedimento. I giornalisti intanto confermano: contro il ddl intercettazioni sara´ sciopero l´8 (carta stampata) e il 9 luglio (Tv e agenzie di stampa). (ansa)