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Politica & media: Napolitano, vicenda Ruby? In Italia c´è libertà di informazione

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Roma, 2 mar – ´´Non posso dire agli organi di informazione di tutto il mondo quali notizie dovrebbero dare sull´Italia: c´e´ liberta´ di informazione e ognuno si regola come crede´´. Giorgio Napolitano commenta cosi´, rispondendo ad una domanda dei giornalisti a margine dell´incontro con il presidente cileno, Sebastian Pinera, il fatto che nel Mondo il caso Ruby sia diventato oggetto di discussione e commenti. ´´Un tema che sta andando oltre l´ambito giudiziario e riguarda il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi´´, aggiunge sottolineando ´´la necessita´´´ che la realta´ italiana venga spiegata a tutto tondo. Nel corso della conferenza stampa, che Napolitano ha convocato al Quirinale insieme al presidente cileno, le ripercussioni sull´immagine internazionale dell´Italia per le vicende giudiziarie del premier sono apparse evidenti. Napolitano ha difeso la liberta´ della stampa di scegliere i temi e gli argomenti da trattare, senza tuttavia nascondere che gli farebbe piacere se si parlasse anche dei meriti dell´Italia. E ha elencato cosa l´Italia ha fatto di meritevole. Ad esempio, ha detto, ´´siamo in una fase di uscita sia pur faticosa dalla crisi globale e c´e´ una ripresa in atto´´. Il paese, ha aggiunto, ´´ha dato grandi prove di serieta´´´ sui conti pubblici, li ha tenuti sotto controllo e ha evitato ´´una esplosione del debito che grava da decenni´´. Abbiamo inoltre dimostrato, ha sottolineato con orgoglio, ´´capacita´ di vigilare sul sistema bancario´´, che si e´ rivelato ´´sano e non ha richiesto salvataggi´´, a differenza di quelli di altri paesi. E inoltre le imprese italiane non hanno la situazione debitoria delle imprese di ´´altri paesi, anche europei´´. ´´Tutto questo – ha concluso – dovrebbe essere oggetto di attenzione da parte dei mezzi di informazione´´. Insomma una difesa motivata dell´immagine complessiva dell´Italia. Napolitano ha poi invitato a non esagerare sulla previsione di afflussi migratori di massa dalle sponde africane. ´´Adesso c´e´ un´emergenza e non sono quantificabili gli afflussi. L´Italia non ha un atteggiamento difensivo e di semplice attesa. Ma allo stesso tempo si fa carico di esigenze di carattere umanitario e, sul piano politico, chiede all´Unione Europea di accelerare il cammino verso una politica comune sull´immigrazione sul diritto di asilo, e sollecita anche una forte determinazione comune per rilanciare la politica euro-mediterranea´´. ´´Non si tratta solo di accogliere persone che fuggono da quella sponda Sud, ma di dare una prospettiva di sviluppo a tutta l´area del Mediterraneo, necessaria per contenere i flussi migratori e anche per evitare crisi precipitose, catastrofiche molto difficilmente sostenibili´´. E in Italia e´ necessario un ritmo di crescita piu´ sostenuto, ha concluso, per dare lavoro ai giovani. (ansa)

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