Milano, 19 lug – Giorgio Napolitano raffigurato seduto attorno a un tavolo, assieme, tra gli altri, a Gianfranco Fini, con le posate nelle mani e davanti a se´ una pizza a forma di stivale, come l´Italia. La vignetta e´ comparsa stamani sulla prima pagina di Libero, con sopra il titolo ´Assedio ai papponi di Stato´, e non e´ proprio ´andata giu´´ alla Procura di Milano e, in particolare, al procuratore ´capo´ Edmondo Bruti Liberati che in mattinata, dopo aver sfogliato i giornali, ha deciso di aprire un´inchiesta per vilipendio al Capo dello Stato a carico del direttore Maurizio Belpietro. ´´Non volevo offendere nessuno, ma porre un problema; domani sul mio giornale scrivero´ un editoriale e una lettera al Capo della Stato in cui spieghero´ le mie ragioni´´, e´ stata la prima reazione del direttore di Libero, dopo l´informazione di garanzia che gli ha inviato la Procura. ´´Credevo comunque che in questo Paese ci fosse il diritto di satira´´, ha aggiunto Belpietro. Per il procuratore Bruti Liberati, che ha affidato il fascicolo al pm Maurizio Romanelli, invece, ´´quella vignetta associata a quel titolo´´ rappresenta ´´una offesa´´ a Napolitano e, in particolare, configura il reato di ´´offesa all´onore o al prestigio del Capo dello Stato´´, previsto dall´art. 278 del codice penale. Un reato specifico, non codificato per altre istituzioni, che tutela la persona del Presidente della Repubblica e che prevede una pena da uno a cinque anni di reclusione. La Procura, contestualmente alla notifica a Belpietro dell´iscrizione nel registro degli indagati, ha inviato anche al ministero della Giustizia la richiesta di autorizzazione a procedere nell´indagine. Richiesta necessaria per questo tipo di reato. Bruti Liberati ha voluto anche precisare che e´ ´´l´insieme di vignetta (che ritrae anche Roberto Calderoli e Pier Luigi Bersani attorno al tavolo, ndr) e titolo´´ a rappresentare il vilipendio al Presidente della Repubblica. Per il capo della Procura milanese, invece, l´editoriale a firma dello stesso Belpietro, pubblicato oggi per annunciare una nuova inchiesta giornalistica sulla ´casta´ dei politici, ´´parla anche delle spese eccessive del Quirinale, ma questo rientra nel diritto di critica´´. ´´Mi spiace se il Presidente della Repubblica e´ rimasto male – ha chiarito Belpietro – ma noi volevano richiamare l´attenzione su un problema come quello degli sprechi. Domani nella mia lettera spieghero´ bene i nostri motivi, il problema c´e´, e´ molto sentito dalla gente, cerchero´ di chiarirlo bene anche al Capo dello Stato´´. Ed ha aggiunto: ´´Sono rimasto stupito nell´apprendere della mia iscrizione nel registro degli indagati. In questo paese si e´ sempre preso in giro tutto e tutti, pensavo che esistesse il diritto di satira´´. Ora la Procura deve attendere il ´via libera´ del ministero della Giustizia per procedere. Ministero che, tra l´altro, non ha ancora dato risposta sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Roberto Lassini e Giacomo Di Capua per vilipendio all´ordinamento giudiziario per i manifesti ´Via le Br dalle procure´, inviata dai pm di Milano nel maggio scorso. Dal ministro Angelino Alfano, negli ultimi tre anni, sono arrivati in totale tre ´no´ a richieste di procedere contro i reati di opinione. Tra questi anche il diniego, datato 2009, alla richiesta avanzata dalla Procura di Roma che aveva indagato proprio Belpietro per un suo editoriale intitolato ´La dignita´ dello Stato non vale un fusillotto´ nel quale si parlava sempre di Napolitano. (ansa)