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Inpgi: giornalisti freelance pagati poco, pensioni a rischio

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Roma, 19 lug – In Italia ci sono sempre piu´ liberi professionisti e collaboratori, nel settore giornalistico, ma guadagnano poco. Di conseguenza rischiano, un domani, un trattamento pensionistico ´inadeguato´. Lo denunciano Maurizio Andriolo e Tommaso Costantini, rispettivamente vicepresidente e direttore generale dell´Inpgi, in occasione dell´audizione informale in commissione Cultura della Camera sulla proposta di legge per la ´promozione dell´equita´ contributiva nel lavoro giornalistico´. Per l´istituto di previdenza, servono interventi per porre rimedio alla situazione, per cui ´ben venga tutto cio´ che puo´ dare maggior reddito professionale e, di conseguenza, una migliore pensione´ a queste categorie di giornalisti. I giornalisti che svolgono la professione in maniera autonoma, lamentano Andriolo e Costantini, sono una categoria ´´a ridotta retribuzione e ridotta copertura previdenziale´´. Un problema, visti i numeri. Infatti, sottolineano i due rappresentanti dell´Inpgi, i dati dicono che a oggi sono iscritti alla Gestione separata 32.392 giornalisti tra liberi professionisti (21.180) e collaboratori co.co.co (11.212), pari a circa il 33% – un terzo – degli iscritti all´Ordine. Ebbene, ´´piu´ di un terzo dei liberi professionisti (35%)- aggiungono Andriolo e Costantini- percepisce redditi che non superano i 2.500 euro lordi annui e un altro terzo percepisce redditi tra i 2.500 e i 10.000 euro lordi all´anno´´. E tra i co.co.co. il fenomeno si acuisce: ´´Il 38% di loro percepisce reddito che non supera i 2.500 euro´´. Cio´ vuol dire che ´´i bassi livelli del reddito complessivo annuale dei freelance costituiscono una evidente causa di copertura pensionistica insufficiente´´. In primo luogo per loro stessi, in quanto i trattamenti pensionistici erogati dall´Inpgi ´´oggi si aggirano attorno ai 730 euro lordi l´anno a fronte dei trattamenti per circa 64 mila euro per i giornalisti dipendenti´´; in secondo luogo, continuano, per l´intero ordine dato che i freelance di oggi non saranno in grado di coprire le spese per i pensionati di domani. Da qui, rimarcano il vicepresidente e il direttore generale dell´Inpgi, ´´la necessita´ che il sistema garantisca prestazioni pensionistiche adeguate ed idonee ad assicurare al lavoratore pensionato un tenore di vita decoroso, cosi´ da evitare che anche lo stesso sia costretto a richiedere l´assegno sociale´´. Serve quindi ´´l´adozione di una politica adeguata´´, e in tal senso, concludono Andriolo e Costantini, la proposta di legge per l´equita´ contributiva nel lavoro giornalistico ´´contribuirebbe in modo concreto a garantire a tutti i freelance un´adeguata retribuzione e a permettere loro di contribuire in modo piu´ significativo alla costruzione del loro futuro pensionistico´´. (asca)

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