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Intercettazioni: interviene Napolitano, serve una una legge più accettabile. Pdl, terremo conto delle parole del capo dello Stato

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Roma, 2 giu 2010 – Giorgio Napolitano interviene per parlare di intercettazioni auspicando una legge piu´ accettabile; il Pdl risponde che ne terra´ conto e che il testo puo´ essere ancora migliorato. Il Capo Dello Stato ritiene che dal confronto in corso possano uscire soluzioni, se non condivise da tutti, almeno ´´piu´ accettabili per tutti´´. ´´Mi pare che la discussione sia ancora del tutto aperta – aggiunge – e mi auguro che ci sia il massimo avvicinamento possibile tra posizioni finora contrapposte´´. Da qui il convincimento della volonta´ dell´opposizione di dare un contributo ´´alla soluzione dei problemi´´. Problemi ´´complessi´´ che riguardano la liberta´ di stampa e di indagine, nonche´ il rispetto della dignita´ e della privatezza delle persone´´. Un monito che il Pdl accoglie replicando che si terra´ conto dei rilievi del Quirinale sul testo che puo´ ancora essere migliorato ma che dovra´ obbligatoriamente vedere la luce in quanto previsto dal programma di governo. Intanto, Il ministero della Giustizia ridimensiona l´emendamento ´salva-007´, presentato ieri dal governo al ddl intercettazioni: ´´Lungi dall´allargare, riduce la portata del segreto di Stato´´ in ossequio alla sentenza della Consulta sul caso Abu Omar. L´emendamento, comunque resta e apre un nuovo fronte di polemica nel Pdl nel giorno in cui, in realta´, i finiani sembrano credere nella possibilita´ di un intesa interna. ´´Allargare il segreto di Stato e´ un clamoroso errore politico´´, attacca il finiano Fabio Granata che, come Walter Veltroni e l´Idv, associa i tempi dell´emendamento alle nuove verita´ emerse sulle stragi del ´92. Il ministero di via Arenula interviene con una nota per spiegare il senso dell´emendamento governativo, nel tentativo di arginare interpretazioni e polemiche. L´opponibilita´ del segreto, sostiene il ministero, ´´e´ circoscritta all´attivita´ funzionale dei servizi e non puo´ esser fatta valere al di fuori di questo ristretto ambito´´ ed e´ stato presentato per accogliere la richiesta del senatore Pd Felice Casson e per ´´conformarsi´´ alla sentenza della Corte Costituzionale sul caso Abu Omar. Ma in ambienti della Consulta c´e´ chi non nasconde un certo stupore sulla asserita esigenza del governo di volersi conformare alla decisione sul caso Abu Omar. Sul segreto di Stato il governo, dunque, tira dritto mentre l´opposizione preannuncia la richiesta di un ´´approfondimento´´ dell´emendamento in commissione quando martedi´ prossimo il ddl intercettazioni tornera´ in Aula al Senato dopo il rinvio degli emendamenti chiesto dal presidente Renato Schifani. E anche il Copasir si occupera´ del contenuto dell´emendamento: dall´entourage del presidente Massimo D´Alema si fa, infatti, notare che il ´salva-007´ e´ stata un´iniziativa del governo, della quale lo stesso presidente del Copasir non era stato informato. Ma non solo l´opposizione ha il sospetto che il ´salva-007´ possa incidere sulle indagini in atto sulle stragi del ´92 e del ´93 e sugli intrecci, ipotizzati da piu´ parti nell´ultimo mese, tra mafia e servizi deviati. Il finiano Fabio Granata esprime timori molto simili al senatore Idv Luigi Li Gotti e a Walter Veltroni e chiede al ministro Alfano di spiegare il senso dell´emendamento davanti alla commissione Antimafia. ´´Una forza politica – afferma Granata – non puo´ non assumersi le responsabilita´ di ogni sforzo per il raggiungimento della verita´ ed in questa prospettiva ci sembra grave e radicalmente non condivisibile la proposta di allargare ancor piu´ la copertura del segreto di Stato´´. Eppure, emendamento a parte, oggi i finiani sembrano credere in un accordo piu´ di ieri e a poche ore dal vertice, a Palazzo Grazioli, tra il premier Silvio Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl, gettano acqua sul fuoco. Per Italo Bocchino ´´ci sono tutte le condizioni per evitare problemi interni alla maggioranza´´, migliorando il testo. E il senatore Andrea Augello nega ´´prove muscolari´´ dentro il Pdl e spera che nelle prossime 48 ore le posizioni si avvicinino ´´per chiudere l´intera questione con la votazione finale del provvedimento al Senato della Repubblica´´. Auspicio che, a margine delle celebrazioni del 2 giugno, il presidente del Senato Renato Schifani rinnova: ´´Spero che il tempo aiuti l´avvicinamento delle parti. Abbiamo lavorato in questo senso, si tratta di un lavoro per tentare di avere punti di coesione e di contatto tra la maggioranza e l´opposizione´´. (ansa)

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