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Libertà di informazione: bufera su Report per un servizio sulle ville di Berlusconi ad Antigua. Ghedini chiede lo stop

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Roma, 17 ott – Torna Report e prima ancora di andare in onda con, tra l´altro, un servizio sugli investimenti del presidente del Consiglio ad Antigua, si scatena la bufera politica con il centrodestra che invoca il contraddittorio e l´opposizione che grida alla censura. Ad attaccare il programma, che riporta Milena Gabanelli su Raitre, e´ Niccolo´ Ghedini, deputato Pdl ed avvocato del premier che bolla alcuni articoli che anticipano un servizio di Report come ´´totalmente fuorvianti e palesemente diffamatori poiche´ si basano su assunti gia´ dimostratisi insussistenti´´. Il tema e´ quello delle ´´ville di Berlusconi´´ e gli ´´affari offshore´´ ad Antigua, una vicenda che per Ghedini ´´e´ gia´ stata ampiamente trattata dai giornali alcuni mesi or sono e tutte le delucidazioni e i documenti pertinenti erano stati ampiamente offerti´´. Ghedini legge una ´´evidente strumentalita´ delle ricostruzioni offerte che saranno perseguite nelle sedi opportune. Sarebbe davvero grave – conclude – se la Rai mandasse in onda un programma con notizie cosi´ insussistenti e diffamatorie e senza alcun contraddittorio´´. Una richiesta di stop che innesca una giornata di violente polemiche con l´opposizione unita al grido di censura e la maggioranza che, interpretando il pensiero del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parla di killeraggio mediatico e invoca il contraddittorio per spiegare che in realta´ e´ gia´ tutto chiarito. Nessuna replica ufficiale dalla Rai mentre Milena Gabanelli sottolinea: ´´Ma l´avvocato Ghedini come fa a parlare se non l´ha ancora vista la puntata di stasera? Non capisco gli interventi prima di vedere i contenuti di un servizio´´. Quanto alla richiesta di stop: ´´Non mi risulta che ci siano problemi, quindi io stasera andro´ regolarmente in onda e daro´ puntualmente conto della posizione di Ghedini leggendo in trasmissione una sua nota. Ma quello che lui dice non risponde alla domanda fondamentale che viene posta nel pezzo che andra´ in onda stasera´´. L´opposizione la pensa come la giornalista di Report, cosi´ dal Pd parla Dario Franceschini giudicando le parole di Ghedini ´´una intimidazione arrogante e vergognosa e insieme un altro attacco alla liberta´ di informazione´´. Per l´Udc parla Roberto Rao spiegando che ´´Questa volta l´avvocato del premier ha sbagliato strategia difensiva: invocare la censura per una trasmissione senza conoscerne i contenuti e´ sempre sbagliato, perche´ l´unico effetto sara´ quello di farle pubblicita´, come accaduto recentemente in casi analoghi´´. Dall´Idv Antonio Di Pietro tuona dicendo che ´´La censura sta diventando lo sport preferito di maggioranza e governo´´. A suo avviso ´´in un Paese normale, chi ricopre incarichi pubblici, e tanto piu´ un presidente del Consiglio, se vuole avere titolo morale per rappresentare i cittadini dovrebbe spiegare la natura dei suoi affari e, in questo caso, il meccanismo di societa´ offshore che ha messo in piedi´´. Ma, replica netto il sottosegretario alla presidenza del consiglio Paolo Bonaiuti, ´´Non c´e´ niente da dire, e´ stato gia´ chiarito tutto mesi fa e non c´e´ niente altro da chiarire´´. Piuttosto, spiega il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, ´´Ghedini sta semplicemente sottolineando l´esigenza di un contraddittorio che, per la stessa natura di servizio pubblico della Rai, dovrebbe realizzarsi sempre e comunque in ogni talk show ed in ogni format televisivo accessibile ai politici o che tratti della materia´´. Il problema, per il capogruppo Pdl in Vigilanza Alessio Butti, e´ che ´la Gabanelli ha una sola verita´, la sua. Sara´, come sempre, una inchiesta ´democratica´ e a senso unico´´, conclude ironicamente. In serata la controreplica di Ghedini che parla di ´´speculazioni´´ politiche da parte di chi parla di ´´censura preveniva´´ al programma. Al riguardo, l´avvocato del premier ha poi chiarito di aver preannunciato azioni legali non nei confronti di ´Report´ ma di ´´articoli di giornale palesemente diffamatori´´. Ulteriori azioni legali- ha poi spiegato- potrebbero esserci solo nel caso in cui i contenuti annunciati da alcuni quotidiani fossero realmente inseriti nel programma televisivo. (ansa)

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