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Etica & professione: Strauss-Khan, secondo Liberation i cronisti di Le Figaro sarebbero stufi di "servire" Sarkozy

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Parigi, 23 lug – Sono irritati per le posizioni troppo vicine al presidente Nicolas Sarkozy alcuni giornalisti del Figaro, che puntano il dito contro il modo in cui il quotidiano sta trattatando l´affaire legato a Dominique Strauss-Kahn, l´ex candidato dei sogni della sinistra alle presidenziali del 2012, su cui pesa una doppia accusa di aggressione sessuale a New York e Parigi. ´´Affaire Strauss-Kahn: alcuni giornalisti di ´Le Figaro´ sono stanchi di fare i valletti´´: scrive oggi Liberation, rivelando che a un ´´certo numero´´ di redattori non e´ piaciuta la scelta di pubblicare in prima pagina – martedi´ scorso – un fotomontaggio del candidato socialista Francois Hollande, uno dei favoriti della ´gauche´ per le presidenziali, al fianco di Tristane Banon, la donna che in Francia accusa di tentato stupro Dsk. Nelle scorse settimane, Banon ha citato il nome di Hollande come persona informata dei fatti. Cosi´, nell´ambito delle indagini preliminari, la polizia ha deciso di convocare Hollande, ma solo in veste di testimone, affinche´ racconti la sua versione. Al termine dell´audizione, mercoledi´ scorso, l´ex segretario del Ps ha negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e ha denunciato una ´operazione politica´ contro di lui. Ma il solo fatto che fosse stato sentito dagli inquirenti, e´ bastato a Le Figaro per ´amalgamare´ in prima pagina la sua foto con quella della Banon. ´´E´ assolutamente sproporzionato, era (una foto, ndr) quasi piu´ grande di quella usata per la morte di Bin Laden´´, deplora un cronista del giornale. ´´In redazione, c´e´ un sentimento di grande stanchezza – aggiunge – la linea editoriale e´ sempre la stessa: attaccare a sinistra, mentre a destra si criticano (l´esponente centrista) Jean Louis Borloo e (l´ex-premier, acerrimo rivale di Sarkozy) Dominique de Villepin´´. Davanti alla macchinetta del caffe´, racconta un altro redattore citato da Liberation, ´´la frase che torna spesso e´ ´un anno cosi´ non possiamo reggere´. Ma in fondo – continua – domina la rassegnazione´´. Tra i cronisti c´e´ anche chi si e´ spinto oltre e denuncia una ´´deriva che sta facendo diventare questo giornale il bollettino dell´Ump´´, il partito di Sarkozy. Parole pesanti, per un quotidiano che come motto ha ripreso la frase del filosofo Beaumarchais ´´Sans libert‚ de blamer, il n´est pas d´ès‚loge flatteur´´ (Senza la libertà di irridere non c´è elogio che sia lusinghiero). Nel mirino, c´e´ soprattutto Etienne Mougeotte, il direttore arrivato nel 2007 dalla tv Tf1, vicina al presidente. ´´Siamo in una sorta di dittatura molle che va avanti da quattro anni´´, racconta un altro giornalista, aggiungendo: ´´Non bisogna essere delle volpi per vedere che c´e´ una linea diretta con Serge Dassault´´, il grande industriale francese, proprietario del Figaro, che e´ anche deputato dell´Ump. Non e´ la prima volta che la linea del giornale divide la redazione. Lo scorso luglio, la societa´ dei giornalisti (Sdj) denunciava l´atteggiamento rispetto all´affaire Bettencourt, lo scandalo legato all´anziana erede dell´Oreal che ha sfiorato l´Eliseo. (ansa)

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