ROMA, 18 feb 2010 – Augusto Minzolini, al Tg1 delle 20, si produce in un editoriale al vetriolo per sconfessare l´inchiesta sul G8 che coinvolge Guido Bertolaso: e´ la solita gogna mediatica – dice davanti alle telecamere – prodotta a orologeria poco prima delle elezioni. ´´Le intercettazioni non sono prove´´, secondo il direttore, eppure sono alla base di una ´´condanna mediatica´´ le cui vittime pagano gia´ ´´la loro pena davanti alla societa´´´, prima del verdetto dei giudici, cosa che ´´puo´ accadere anche a Bertolaso´´. E´ la scintilla di una nuova polemica: poco dopo le parole di Minzolini scattano le proteste del centrosinistra bilanciate dalla difesa compatta del Pdl´, con l´intervento deciso dei big del partito. Mentre si consuma l´ennesimo strappo politico, su Raidue Michele Santoro apre la puntata di Annozero sull´inchiesta degli appalti al G8: e, a proposito di Bertolaso, parla di un problema di natura politica perche´ la sua posizione giudiziaria e´ leggera (´´E´ semplicemente un indagato ed e´ piu´ che innocente fino a prova contraria´´). Pronta la bocciatura dell´opposizione all´editoriale del direttore del Tg1. ´´Ha dell´incredibile – dice Anna Finocchiaro – l´uso che Minzolini continua a fare del suo ruolo di direttore della maggiore testata del servizio pubblico. Dal giorno del suo insediamento, gli interventi in video del direttore del Tg1 sono stati dedicati esclusivamente ad attaccare magistratura e stampa, al solo scopo di difendere il governo´´. Rincarano la dose Giorgio Merlo e Vinicio Peluffo: ´´Il nuovo intervento del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, conferma che la tv pubblica rischia di essere piegata ad interessi di parte. Le accuse di Minzolini sono gratuite ed estranee al ruolo di chi dirige una testa del servizio pubblico´´. L´Idv – con Pancho Pardi – parla di tv di regime e annuncia che portera´ il caso in commissione di Vigilanza. ´´Il bersaglio – secondo Pardi – e´ sempre lo stesso: i magistrati che rientrano nella lista dei cattivi insieme alla libera stampa. Per Rosy Bindi, ´´puntuale come un orologio svizzero, l´editoriale del direttore del Tg1 entra nella campagna elettorale per fare il megafono di Palazzo Chigi che vorrebbe limitare le indagini della magistratura e le intercettazioni´´. Beppe Giulietti (Articolo 21) bolla il Tg1 come house organ del premier, mentre il segretario dell´Usigrai Carlo Verna attacca Minzolini e lo accusa di aver scritto una pessima pagina di propaganda politica. Sul versante opposto scendono in campo in difesa del direttore del Tg1, i colonnelli del Pdl: con una sola voce definiscono l´editoriale ineccepibile e respingono le accuse del centrosinistra . ´´Il fondo di Minzolini – dice Fabrizio Cicchitto – e´ caratterizzato da un garantismo ineccepibile. Lo attaccano solo dei ben noti forcaioli il cui sogno e´ che Travaglio si trasferisca da Annozero al Tg1´´. Secondo il vice presidente dei senatori del Pdl, Francesco Casoli, ´´c´e´ la prova che Giulietti e compagni hanno sviluppato una vera e propria allergia nei confronti del direttore del Tg1 Minzolini´´. A ruota Daniele Capezzone: ´´Vorrei dire ai signori dell´Usigrai, di Articolo 21, dell´opposizione, che sono ormai stucchevoli i loro attacchi contro Augusto Minzolini e il Tg1. Ma come? Dicono di battersi per la liberta´ di informazione e poi vorrebbero imbavagliare un direttore?´´. Dello stesso tenore gli interventi di Maurizio Gasparri, di Giorgio Lainati e di Enzo Fasano. Tutti vedono il tentativo della sinistra di imbavagliare Minzolini il quale ´´parla il linguaggio della verita´´´. Giu´ le mani da chi, come Minzolini – ammonisce Gasparri – parla chiaro e dovra´ continuare a farlo senza subire queste vergognose intimidazioni´´. (ansa)