Istanbul, 23 feb 2010 – Oltre mezzo millennio. È quanto rischia di passare dietro le sbarre Vedat Kursun, ex direttore del giornale kurdo Azadiya Welat. A chiedere la condanna, la scorsa settimana, è stato il pubblico ministero della quinta corte penale di Diyarbakir, nel sudest kurdo della Turchia, secondo cui il reporter sarebbe colpevole di “far parte di un’organizzazione terroristica” e di “diffusione di propaganda” per suo conto. In più occasioni – continua l’accusa – Kursun avrebbe dimostrato una condotta editoriale favorevole al Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), organizzazione fuorilegge in Turchia, così come negli Stati Uniti e nell’Unione europea. In particolare, in tribunale sono stati citati 33 casi, per un totale di 92 reati. Tra le accuse vi è quella di avere pubblicato la “agenda” del Pkk e le dichiarazioni dei suoi dirigenti, oltre che di essersi riferiti al suo segretario detenuto, Abdullah Ocalan, definendolo “leader del popolo kurdo”. Per sostenere la propria accusa, il procuratore di Diarbakyr si è richiamato alla famigerata legge turca anti-terrorismo, che nei mesi passati ha già portato a incriminazioni contestate, compresa quella di diversi minori kurdi responsabili solo di avere preso parte a manifestazioni di piazza contro le istituzioni di Ankara. Kursun, che è stato arrestato nel gennaio del 2009 e che da allora è sottoposto a misure cautelari, ha respinto le accuse; così come aveva fatto nella memoria difensiva presentata lo scorso settembre, il giornalista si è definito una “vittima” del sistema giudiziario turco e ha chiesto di essere assolto e rimesso in libertà. A suo favore si è schierato anche l’International Press Institute. “Questa non è la prima volta che le autorità fanno ricorso alle leggi anti-terrorismo per colpire la libertà di stampa e di espressione in Turchia”, ha dichiarato da Vienna il direttore David Dadge. I precedenti in materia, tuttavia, non fanno ben sperare per la sorte del giornalista. Lo scorso 9 febbraio la giustizia turca ha condannato a 21 anni e tre mesi di prigione Ozan Kilinc, il successore di Kursun alla guida di Azadiya Welat. Anche per lui l’accusa era di “diffusione di propaganda per il Pkk”. (www.osservatorioiraq.it)