Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

Etica & professione: intercettazioni Rai-Agcom, l´autodifesa di Minzolini ´mi vogliono muto´

Condividi questo articolo:

Roma, 13 mar 2010 – Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini parla dritto nella telecamera nell´edizione delle 20 per ´´un rapporto di trasparenza con i telespettatori´´, si difende, secondo alcuni come Vita e Giulietti, ´´non e´ piu´ sereno´´, e contrattacca dal video: ´´mi vogliono muto, ma non saro´ un direttore dimezzato´´. ´´Per un giorno il mio nome e´ finito nel frullatore delle intercettazioni e ho provato sulla mia pelle la gogna mediatico-giudiziaria. Mi ero riproposto di non intervenire in questo periodo ma questa vicenda tocca non solo me personalmente ma il rapporto con voi´´, dice con voce forte. La vicenda e´ il suo coivolgimento nell´inchiesta della procura di Trani, una storia partita dai presunti tassi usurari applicati sulle carte di credito American Express e proseguita con discusse intercettazioni telefoniche rilanciate dal Fatto Quotidiano. Minzolini, intercettato a colloquio con il premier Berlusconi che lo chiama ´direttorissimo´, sarebbe stato indagato per concussione, cosa che oggi fonti della procura hanno smentito definendola ´´fantasiosa ricostruzione giornalistica´´. In apertura il Tg1, dopo i servizi sulla manifestazione della sinistra a Piazza del Popolo a Roma e i commenti della maggioranza aveva dedicato ampio spazio alla vicenda di Trani, riportando la smentita della procura. Poi Maria Luisa Busi ha passato la linea a Minzolini per un editoriale che il portavoce del Pdl Daniele Capezzone ha definito ´´ineccepibile´´, mentre l´esponente Pd Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai, Giorgio Merlo ´´poco opportuno´´ durante la campagna elettorale. Minzolini al pubblico del suo telegiornale dice: ´´dove e´ lo scandalo? La mia colpa e´ aver parlato al telefono non solo con il premier ma anche con tutti i politici, innanzitutto sono un giornalista, ma prima di me lo hanno fatto, al netto dell´ipocrisia, altri direttori. C´e´ chi vorrebbe un direttore muto e sordo e che se non sta al gioco va cacciato a pedate, per usare il linguaggio che Mussolini uso´ con Giovanni Amendola. Ma – aggiunge il direttore del Tg1 – non saro´ mai un direttore dimezzato per offrire invece un´informazione approfondita e libera´´. Minzolini, sulla cui vicenda i consiglieri di centro sinistra del cda Rai lunedi´ potrebbero invocare un´indagine interna, dopo avere con i giornalisti che lo chiamavano smentito ogni coinvolgimento nell´indagine di Trani, professato la propria serenita´ e rigettato con amarezza le indiscrezioni su presunte rivolte contro di lui nella redazione del Tg1, ha rilanciato stasera. Capezzone arriva a definire l´editoriale ´´uno squarcio di luce rispetto all´uso vergognoso delle intercettazioni fatto da certa stampa. La sinistra – conclude Capezzone – farebbe bene a scusarsi con il Direttore del Tg1 e con gli italiani´´. Per Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita del Pd invece ´´L´editoriale di stasera dimostra che non ha quella serenita´ e tranquillita´ necessarie a guidare il piu´ grande telegiornale del servizio pubblico televisivo´´. Per Pancho Pardi dell´Idv, Minzolini ´´umilia la storia del Tg1´´, mentre per il senatore Antonio Tomassini (Pdl) e´ un ´´perseguitato´´. (ansa)

Il network