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Libertà di stampa: Rai-Agcom, niente riunione per il Cda che invece è stato rinviato al prossimo 24 marzo. E scoppia il caso del dg Masi

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Roma, 17 mar 2010 – Dovevano riunirsi per parlare del direttore del Tg1 Augusto Minzolini ed invece al settimo piano di Viale Mazzini stamattina e´ esploso il caso Mauro Masi. A spaccare ancora una volta il Cda sono state le intercettazioni telefoniche a margine dell´inchiesta di Trani in cui era proprio il dg a parlare, in particolare della rimozione dalla direzione di Raitre Paolo Ruffini. Niente riunione e Cda rinviato al 24 marzo ´´per motivi di opportunita´´´, perche´ dopo la lettura di La Repubblica e Il Giornale il clima si era scaldato e due consiglieri di centrosinistra, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten avevano chiesto le dimissioni del direttore generale difeso pero´ da una compatta maggioranza. Non vuole fare dichiarazioni affrettate il presidente Paolo Garimberti ma aggiunge: ´´Auspico che si faccia il piu´ rapidamente possibile chiarezza su tutto ricorrendo agli strumenti previsti dallo Statuto e dai regolamenti della Rai´´, e qui sembra riferirsi all´audit interna. ´´Il Consiglio di Amministrazione e´ il luogo deputato per esaminare, insieme con il Direttore Generale, questa delicata vicenda´´, conclude Garimberti. E il consigliere Rodolfo De Laurentiis sembra pensarla come lui e vorrebbe che Masi chiarisse ´´immediatamente la sua posizione sulle vicende che lo vedrebbero coinvolto´´. Vanno oltre Rizzo Nervo e Van Straten: ´´La gravita´ del contenuto delle intercettazioni telefoniche pubblicate oggi – dicono – rendono inevitabile a tutela dell´immagine e della credibilita´ del servizio pubblico una forte e chiara assunzione di responsabilita´. L´autonomia e l´indipendenza degli amministratori sono elementi costitutivi di un servizio pubblico radiotelevisivo. Per questo riteniamo inevitabili le immediate dimissioni del direttore generale e abbiamo informato il Presidente che parteciperemo ai lavori del prossimo Consiglio, oggi giustamente rinviato, per formalizzare questa richiesta se il prof. Masi non le avra´ nel frattempo rassegnate´´. Rispondono a stretto giro i consiglieri di maggioranza, Giovanna Bianchi Clerici, Alessio Gorla, Angelo Maria Petroni, Guglielmo Rositani e Antonio Verro, rinnovando la loro piena fiducia a Masi. A loro avviso la richiesta di dimissioni ´´e´ immotivata e del tutto inaccettabile. Il direttore generale ha sempre operato nel pieno rispetto delle norme e della prassi aziendale, sempre nell´interesse della Rai´´. ´´Tra l´altro, giova ricordarlo – sottolineano – le trasmissioni di cui si parla sono tutte andate regolarmente in onda. Per quanto riguarda specificatamente la questione del dott. Paolo Ruffini, va ricordato che e´ stato sostituito – dopo un periodo di permanenza nella Direzione che non ha precedenti in azienda – dal dott. Antonio Di Bella, proveniente dalla stessa area culturale, con una delibera approvata da 8 consiglieri su 9´´. Ruffini, che e´ citato da Masi nelle intercettazioni, dice: ´´Non ho nulla da aggiungere a quello che ho gia´ detto nei mesi e nelle settimane scorse. Adesso ho deciso di tutelarmi sul piano legale e ritengo che ogni mia dichiarazione dovra´ essere resa a tempo debito nelle sedi competenti´´. Nelle scorse settimane Ruffini aveva annunciato di aver fatto causa alla Rai per essere reintegrato. La vicenda era uno dei punti di cui si doveva discutere nella riunione del cda Rai prevista per oggi e rinviata al 24 marzo. Ma De Laurentiis chiede di piu´, che ´´ora la maggioranza del CdA non si limiti a dichiarare la propria fiducia al dg, ma dimostri con scelte coerenti l´indipendenza del servizio pubblico da ogni forma di pressione cominciando con il ripristinare le trasmissioni di approfondimento sospese in questa fase di campagna elettorale´´. (ansa)

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