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Libertà di espressione: Tg1, Minzolini punisce Maria Luisa Busi con una lettera di richiamo per l´intervista su ´Repubblica´

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Roma, 2 apr 2010 – Maria Luisa Busi resta alla conduzione del Tg1 delle 20. Ma sul suo tavolo è arrivata una lettera di richiamo di Augusto Minzolini: il direttore non ha gradito l´intervista a Repubblica in cui la giornalista criticava il suo Tg (che ´perde ascolti´ e in cui si fanno ´rappresaglie´). La lettera di contestazione è stata inviata per conoscenza al capo del personale, Luciano Flussi, chiedendo l´apertura di un procedimento disciplinare contro la giornalista: rea di non aver chiesto l´autorizzazione per l´intervista, di avere commentato la linea e i dati di ascolto del Tg1. Della “punizione” da infliggere alla Busi è stato investito anche Mauro Masi, ma il direttore generale sarebbe restio a prendere iniziative. Anche perché la Busi è nel Consiglio nazionale della Federazione della stampa: può esprimere opinioni nell´esercizio delle sue funzioni di sindacalista, rilasciare interviste senza previa autorizzazione. La redazione del Tg1 appare spaccata. I comitati di redazione di Tg2, Tg3 e Rainews condannano la rimozione di tre conduttori del Tg1 “senza adeguate motivazioni professionali e senza offrire ai colleghi una collocazione adeguata all´importanza e alla centralità del ruolo che svolgevano”. Tiziana Ferrario, uno dei volti rimossi, si limita a dire: “Sono molto stupita e amareggiata. Minzolini mi ha comunicato per telefono la decisione di rimuovermi dal video. Io sono in vacanza, in Siria, gli ho chiesto di parlarne di persona dopo Pasqua, lui mi ha risposto che ha fretta di rinnovare il Tg1. Il ruolo che mi offre? Mi propone di fare l´inviata per le grandi aree. Non capisco di cosa si tratta. Vedrò”. Paolo Butturini, segretario dell´Associazione stampa romana, chiede una “mobilitazione a difesa della libertà di informazione”. Ma per Daniele Capezzone, portavoce Pdl “gli attacchi a Minzolini sono sempre più infondati e faziosi”. Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, parla di “indegno tiro al bersaglio contro il direttore del Tg1”, anche se ammette: “E´ vero, c´è stato un calo degli ascolti, che però coinvolge tutta la tv generalista”. Intanto, ieri è riapparso Santoro. “Sono qui per fare Annozero alla faccia di chi ci vuole male”, ha esordito il conduttore, “a meno che non si pensi di fare anche per me leggi ad personam”. Poi ha riproposto le immagini di Raiperunanotte. Subito una polemica. Emilio Fede, in collegamento da Milano, ha abbandonato lo studio: “E´ la vergogna delle vergogne”, ha detto commentando l´ampio intervento di Beppe Grillo proposto dal programma di Santoro. (repubblica.it)____________________________________________________________FNSI, NESSUN GIORNALISTA DEVE CHIEDERE PERMESSO ´´Nuove ombre pesanti offuscano l´orizzonte del Tg1´´. Lo afferma la Federazione nazionale della Stampa che sottolinea:´´ nell´espressione delle idee nessun giornalista deve chiedere il permesso´´. ´´Quanto sta accadendo al Tg1 – spiega la Federazione – non è un affare normale. Non si può considerare infatti normale un clima, indotto dai vertici, fatto di rumori su liste di buoni e cattivi, a seconda delle opinioni dei giornalisti sulla linea editoriale, che improvvisamente si materializzano con provvedimenti che mutano mansioni o cancellano incarichi. I poteri del Direttore in materia non possono mai essere messi in conflitto con le prerogative e i diritti derivanti da ruoli e qualifiche professionali maturati. Sono cose che succedono oggi al Tg1 e che non appaiono affatto normali. Ciò è ormai risaputo e non è liquidabile con battute´´. ´´I precari – aggiunge la Fnsi – non sono la controparte dei colleghi di esperienza e viceversa. Anche solo insinuare questa idea è cosa rovinosa. Dare la sensazione inoltre che ci possa essere un potere che punisce le idee non condivise, liberamente espresse, è cosa deleteria e sanzionabile´´. ´´Vogliamo sperare – conclude la Fnsi – che già nelle prossime ore chi di dovere sgombri il campo da nuove ombre pesanti che offuscano l´orizzonte del Tg1´´. (ansa)_____________________________________________________________________
ROMA – Scontro aperto al Tg1. Da una parte Augusto Minzolini, direttore dal 20 maggio 2009 (voto contrario dei tre consiglieri di opposizione su nove). Dall’altro alcuni conduttori storici (Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso, sostituiti da Minzolini a partire da lunedì con Francesco Giorgino, Laura Chimenti e Francesca Grimaldi) e soprattutto Maria Luisa Busi, per ora non rimossa ma «richiamata» da Minzolini con una lettera dopo un’intervista rilasciata dalla conduttrice a la Repubblica in cui contestava duramente le «epurazioni» del direttore. La Busi ha risposto a Minzolini con un’altra lettera rivendicando «la libertà di espressione sancita dalla Costituzione e dallo Statuto dei lavoratori e come membro del Consiglio nazionale della Federazione nazionale della Stampa». Il dissidio tra i due è aperto da tempo, soprattutto da quando Maria Luisa Busi, inviata all’Aquila il 21 febbraio (nelle ore della protesta delle carriole) e contestata sul posto al grido di « Tg1 scodinzolini» commentò: «Non posso rispondere dell’informazione in generale che il Tg1 ha dato in questi dieci mesi di terremoto». Le replicò Minzolini: «Giudizi inaccettabili, perché ingenerosi nei confronti dei colleghi inviati che l’hanno preceduta. E presuntuosi». Il clima in redazione è tesissimo, soprattutto dopo il caso Mills (il 26 febbraio il Tg1 parlò nei titoli di «assoluzione», non di prescrizione, Minzolini fu attaccato, soprattutto dal sindacato Usigrai, in redazione circolò una lettera di solidarietà al direttore, firmata da 95 redattori su 162). Ovvero: il direttore sostituisce chi non si è schierato con lui. Minzolini insiste: «Non sono mica un Epurator, abbiamo assunto 18 precari che ho trovato e non mi sono scelto, dopo questo sforzo devo mostrare all’azienda un rinnovamento. Non ci sono motivazioni pseudopolitiche, non mi interessano, c’è solo bisogno di un ricambio. La lettera? Ma che c’entra?». E a chi gli è vicino, mostra un appunto: 28 anni di conduzione per Tiziana Ferrario, 18 per Maria Luisa Busi contro i 10 di Paolo Frajese o i 6 di Bruno Vespa… Altro appunto. Il «suo» Tg1 ha guadagnato due punti di ascolto nella fascia di età 30-40. Molto preziosi, dicono al marketing, per una testata troppo amata dal pubblico anziano, considerato un «basso spenditore» che attira scarsa pubblicità. Opposta la lettura del sindacato Usigrai. Carlo Verna, segretario del sindacato: «Sa fare solo rimozioni, è accecato dalle note vicende che lo riguardano, il suo è un delirio di onnipotenza, l’unica strada è un confronto con l’azienda che porti a un avvicendamento». Cioè le dimissioni di Minzolini. Il quale gli ha fatto sapere che quanto Verna continuerà a chiedere le dimissioni, tanto lui resterà al suo posto. Circa le rimozioni, il direttore ribatte citando la nomina di Leonardo Sgura al posto del caporedattore storico Massimo de Strobel o con la promozione di Barbara Carfagna alla conduzione delle 17 («Sono forse di centrodestra?») Dice Alessandro Gaeta, 48 anni, inviato speciale dal 1987, membro del Comitato di redazione: «La redazione è scioccata, in parte ancora divisa. Ha superato con intelligenza la raccolta di firme a favore di Minzolini dopo le polemiche sul caso Mills, ribaltandola. Nell’elezione per i delegati al congresso Usigrai hanno votato in 147, otto delegati eletti su dieci del Tg1 non solo non hanno firmato quella lettera ma sono profondamente critici sulla linea del direttore. Uno dei più votati è stato Alessio Rocchi neoassunto al Tg1 che pochi giorni prima di firmare il contratto ha rifiutato di sottoscrivere l’appello pro-Minzolini». E cosa pensa del direttore? «Un buon giornalista, dotato di fiuto e di senso della notizia al quale va però stretto l’abito del direttore di una testata del servizio pubblico Rai. Non ha compreso a fondo quanto sia importante che il Tg1 resti patrimonio di tutti. Con una redazione preoccupata e con questa continua esposizione alle polemiche, aprire la porta al dialogo non è solo doveroso ma saggio». (corriere.it)

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