Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

Libertà di stampa: Kazakhstan, appello di Rsf perché siano annullate le condanne ai giornalisti

Condividi questo articolo:

Astana, 27 apr 2010 – I media al centro dell´attenzione oggi ad Astana. Ma non la liberta´ dei media, secondo i critici di Nursultan Nazarbaiev, presidente del Kazakhstan. Si e´ aperto ad Almaty, la vecchia capitale kazaka, il nono Media Forum Euroasiatico, inaugurato da un discorso dello stesso Nazarbaiev, come riporta Kazakhstan Today. Ma nelle stesse ore, Reporters Sans Frontieres ha lanciato un appello ad Astana perche´ annulli le condanne ai danni di giornalisti locali, ritenute ingiuste. Il paese centroasiatico e´ sotto i riflettori in tema di rispetto dei diritti umani e di liberta´ di espressione quest´anno, in quanto presidente di turno dell´Osce, l´Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa che ha tra i suoi obiettivi proprio il consolidamento di democrazia e diritti civili. Giusto ieri, la corte suprema kazaka ha confermato la condanna a 4 anni di detenzione per Evgeni Zhovtis, giornalista d´opposizione arrestato il 3 settembre 2009 dopo essere stato coinvolto in un incidente in cui una donna ha perso la vita. Un caso fabbricato e un processo con forti irregolarita´, secondo molti. Intanto, segnala Reporters sans frontieres, il 21 aprile un tribunale di Ural, nell´ovest del paese, ha condannato il giornale ´Uralskaya Nedelya´ (Settimana di Ural) e uno dei suoi corrispondenti a una multa molto pesante per aver rivelato procedure illegittime negli appalti petroliferi – un settore chiave per il paese – riguardo alla societa´ Tengizneftestoil, che li ha querelati per diffamazione pur avendo riconosciuto le proprie colpe in un processo. Ad Almaty, Guljian Egalieva, redattrice capo di Svoboda Slova (Parola libera) dovra´ pagare una multa di 250 dollari per aver portato, il 17 aprile, fiori sul monumento dell´indipendenza in centro citta´, col partito d´opposizione Azat. Il 23 aprile due giornalisti del movimento ´´Per un Internet libero´´ sono finiti davanti alla giustizia per aver partecipato a un´azione collettiva ed estemporanea contro la societa´ di telecomunicazioni locali Kazakhtelecom, responsabile del blocco di molti siti web nel paese. (ansa)

Il network