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Rai: il Cda vota ricollocazione di Minoli e Ruffini ma è scontro. L´ex direttore di Raitre, farò valere i miei diritti

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Roma, 27 apr 2010 – Dopo innumerevoli rinvii, il cda Rai decide sui casi Minoli e Ruffini, votando nel primo caso all´unanimita´ e nel secondo a maggioranza, con il no del presidente Paolo Garimberti, per la ricollocazione dei due dirigenti. Minoli sara´ responsabile della struttura che coordinera´ le iniziative per i 150 anni dell´Unita´ d´Italia, nonche´ dei format La storia siamo noi e Dixit, Ruffini direttore di Rai Premium e Rai Educational. Ma la vicenda non e´ chiusa: ´´Faro´ valere i miei diritti in tutte le sedi´´, ammonisce l´ex direttore di Raitre alla vigilia della prima udienza – il 29 aprile – della causa intentata contro l´azienda per chiedere il reintegro. Un no legato a questioni di metodo, quello di Garimberti alla proposta del direttore generale Mauro Masi su Ruffini, perche´ ´pacta sunt servanda´, i patti vanno rispettati. E gli impegni con l´ex direttore di Raitre – il 25 novembre all´atto della sua sostituzione con Antonio Di Bella e poi il 26 febbraio, all´annuncio della causa – riguardavano il progetto di Rai Digit, in cui sarebbero dovuti confluire i canali specializzati dell´offerta digitale. Un incarico di portata ben diversa dalle due direzioni affidategli oggi: Rai Premium (il coordinamento tra Rai 4, canale diretto da Carlo Freccero, e Rai Movie, gia´ Raisat Cinema) e Rai Educational (al pensionamento di Minoli, a fine maggio), svuotata pero´ della merce pregiata come La storia siamo noi. Restano, invece, ben salde sotto la supervisione del vicedirettore generale Antonio Marano – e ancora prive di un responsabile diretto – le direzioni Rai 5, ovvero il canale culturale che la Lega vorrebbe realizzare a Milano e collegare all´Expo 2015, e Rai Ragazzi (fusione di Rai Gulp e Raisat Yo Yo), che fara´ stanza a Torino. Una scelta nebulosa, agli occhi di Garimberti, che invece si astiene sulla riorganizzazione dei nuovi canali, quasi a rendere l´onore delle armi a Masi per lo sforzo di mediazione. Sconcertato il consigliere Nino Rizzo Nervo – anche lui contrario al pari di Giorgio Van Straten, mentre si astiene Rodolfo De Laurentiis – che cita lo spot del Dash: ´´Un fustino (la terza rete) in cambio di due (Rai premium e Educational), ma in questi, a differenza che nello spot, non c´e´ il detersivo´´. ´´Le proposte approvate dal cda, sia per Giovanni Minoli che per Paolo Ruffini, sono pienamente coerenti con le regole, con la tradizione e con la complessa governance aziendale´´, sottolinea invece Masi, ´´soddisfatto´´ per il voto unanime su Minoli e convinto che Ruffini sara´ in grado di raccoglierne l´eredita´ ´´arricchendo le strutture che saranno a lui affidate con nuovi contenuti e nuove idee´´. Ma l´ex direttore di Raitre sottolinea come Rai Educational sia svuotato dei programmi e degli spazi di palinsesto principali e Rai Premium sia ´´una cosa che ancora non esiste´´ e che ´´dovra´ coordinare due canali (Rai4 e Rai Movie) con modalita´ operative tutte ancora da definire´´. A suo giudizio, dunque, non appaiono risolte ´´ne´ la questione del demansionamento, ne´ quella della discriminazione politica; mentre mi pare che non facciano venir meno la necessita´ di porre rimedio a una situazione che ha leso la mia dignita´´´. Dunque, conclude, ´´continuero´ come sempre a fare il mio dovere. Questo non vuol dire che rinunci anche ai miei diritti e a cercare di farli valere in tutte le sedi´´. Lo scontro si accende anche fuori da Viale Mazzini. Il Pd con Paolo Gentiloni parla di ´´emarginazione´´ di Ruffini, ´´sgradito al presidente del Consiglio´´, l´Idv con Pancho Pardi di ´´demansionamento annunciato da Masi durante un´intercettazione´´. ´´Non si capisce perche´ l´on. Gentiloni e tutta la sinistra debbano tirare in ballo, tanto per non perdere l´abitudine, il presidente Berlusconi. Siamo di fronte ad una decisione del consiglio d´amministrazione della Rai e niente piu´´´, replica il portavoce del premier Paolo Bonaiuti. Domani il Cda torna a riunirsi per l´illustrazione del piano industriale e della nuova offerta digitale. (ansa)

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