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Libertà di stampa: intercettazioni, presentati 73 subemendamenti. Fnsi, tutti in piazza oggi al Senato contro le "norme bavaglio"

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Roma, 28 apr 2010 – In Commissione Giustizia del Senato sono stati depositati ieri 73 subemendamenti al ddl intercettazioni. Di questi solo 6 sono della maggioranza. Due di queste proposte di modifica, firmate dal legale del premier, Piero Longo, modificano gli emendamenti presentati dal governo al testo intercettazione su due punti piuttosto tecnici. Le altre quattro, che portano la firma di Domenico Benedetti Valentini, sono state presentate, spiegano nel centrodestra, per lo piu´ a titolo personale´´. Sul ddl Intercettazioni i finiani non faranno barricate e si uniformeranno alle decisioni del resto della maggioranza. Ad assicurarlo e´ Laura Allegrini, l´unica componente della commissione Giustizia del Senato (quella che sta esaminando il testo) vicina alle posizioni di Fini. ´´E´ un testo che non costituisce per noi alcun problema – avverte – non abbiamo presentato neanche dei subemendamenti. Non ci metteremo certo di traverso. Per noi va bene cosi´´´. Le proposte di modifica di Benedetti Valentini puntano a mitigare la norma secondo la quale dovranno essere i Tribunali distrettuali riuniti in composizione collegiale a dare il via libera alla richiesta di poter intercettare. La misura, assicura il senatore, creera´ molti disagi perche´ ´´ogni singola Procura dovra´ chiedere l´autorizzazione solo al Tribunale del capoluogo del distretto e certo non basteranno i sei mesi di tempo previsti dalla norma transitoria voluta dal governo per consentire una riorganizzazione di tali uffici´´. Pertanto, Benedetti Valentini propone che il tempo per adeguare gli organici si allunghi a ´´18´´ o a ´´24 mesi´´. Oppure suggerisce che prima di far entrare in vigore la norma si attenda il decreto del governo per una completa informatizzazione degli uffici giudiziari, almeno per evitare il disagio che ´´faldoni corposi e delicati vadano su e giu´ per l´Italia´´. Il Tribunale, infatti, per autorizzare l´intercettazione dovra´ dare una sua valutazione della richiesta. Ed e´ su questo aspetto che invece interviene Longo. Nella proposta di modifica del governo si diceva infatti che nel decreto di autorizzazione ´´il tribunale deve, con autonoma valutazione, dare conto dei relativi presupposti, che devono essere espressamente e analiticamente indicati e non desunti dai soli contenuti di conversazioni intercettate nello stesso procedimento´´. Ora Longo propone che la frase si fermi ad ´´analiticamente indicati´´, cancellando il resto. In questo caso non ci sara´ piu´ l´obbligo di ´´non desumere´´ i presupposti dai soli contenuti delle intercettazioni. Sul tema, intanto, interviene il ministro della Giustizia Angelino Alfano assicurando che nel ddl ´´si lascera´ una corsia preferenziale per i reati di mafia in modo che per questa tipologia di reati resti tutto com´e´´´. Ma l´assicurazione convince poco il Pd. Il responsabile Giustizia Andrea Orlando ricorda ad Alfano che spesso ´´i reati di mafia sono stati individuati partendo da indagini su reati minori´´. Cosa che con questo ddl non sara´ piu´ possibile, visto che ci sara´ una ´´limitazione della capacita´ di indagine´´. Il Guardasigilli, incalza il capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti,´´ancora una volta sottovaluta gli effetti del ddl sulla lotta alla criminalita´ organizzata. ´´E´ semplicemente un testo indecente´´ taglia corto il presidente dei senatori Idv Felice Belisario. E mentre infuria la polemica tra i poli, i giornalisti confermano per oggi, 28 aprile, la protesta contro il provvedimento. La manifestazione, spiega il presidente della Fnsi Roberto Natale, e´ per dire no agli emendamenti del governo e del relatore Roberto Centaro che ´´peggiorano ulteriormente il testo´´ insaprendo le pene e restringendo ancora di piu´ il lavoro del cronista. ´´Ieri c´è stata comunque – comunica il presidente della commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli – l´illustrazione degli emendamenti e da oggi´ si comincera´ a votare´´.(ansa)__________________________________________________________________________________________ FNSI, TUTTI IN PIAZZA CONTRO NORME BAVAGLIO. Giornalisti in piazza dalle ore 10 alle 14 il 28 aprile, davanti al Senato (piazza Navona Vicolo Agonale) contro le nuove ´norme bavaglio´ che il Governo intende introdurre nel disegno di legge sulle intercettazioni. La decisione – si legge in una nota – e´ stata assunta dalla Giunta esecutiva della Fnsi, non appena appresa notizia degli emendamenti al disegno di legge gia´ approvato dalla Camera che inaspriscono sanzioni civili e penali a carico dei giornalisti, al fine di impedire qualsiasi notizia su inchieste giudiziarie. La Federazione Nazionale della Stampa ha deciso di convocare in seduta straordinaria il Consiglio nazionale e di invitare i Comitati di redazione alla mobilitazione immediata. E fa inoltre appello ´´alla societa´ civile e a tutti i soggetti che hanno gia´ manifestato in piu´ circostanze per il diritto dei cittadini all´informazione a far sentire la loro voce e a sostenere le iniziative contro ogni proposta liberticida´´. (ansa)

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