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Libertà di stampa: intercettazioni, il voto sugli emendamenti slitta alla prossima settimana. Delegazione Fnsi incontra Schifani al Senato

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Roma, 28 apr 2010 – Il voto sugli emendamenti al ddl intercettazioni slitta alla prossima settimana. ´´Siamo stati costretti a rinviare – spiega il presidente della Commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli – perche´ ancora non c´e´ arrivato il parere dalla Commissione Bilancio. E per evitare le sorprese che ci sono state gia´ anche con altre riforme, abbiamo deciso di attendere il pronunciamento di questo organismo parlamentare prima di cominciare con i voti´´. In realta´, a complicare le cose per la Commissione Giustizia di Palazzo Madama, ci si e´ messo anche il parere dato al testo dalla Commissione Affari Costituzionali. Il parere e´ positivo, ma contiene alcune condizioni che hanno fatto discutere per un intero pomeriggio anche gli esponenti della stessa maggioranza. Secondo la prima Commissione di Palazzo Madama, andrebbero sciolti dei nodi del ddl intercettazioni di una certa importanza, a cominciare dalla competenza ad autorizzare le intercettazioni affidata al tribunale del capoluogo distrettuale in composizione collegiale. La legge attuale, invece, prevede che l´autorizzazione ad intercettare venga concessa dal giudice per le indagini preliminari, cosi´ come avviene per tutti gli altri mezzi di prova: perquisizioni, sequestri e ispezioni. Ma la Commissione Affari Costituzionali mette anche in discussione il cosiddetto ´´emendamento D´Addario´´ sostenendo che preveda una pena eccessiva per chi registra o riprende conversazioni o immagini in maniera fraudolenta. La Commissione Affari Costituzionali del Senato fa altre due osservazioni sul ddl intercettazioni: la prima e´ quella che riguarda il tetto di spesa per consentirle. ´´Si ritiene opportuno valutare – si legge nel parere – la possibile incongruita´ della previsione volta a limitare lo svolgimento delle intercettazioni telefoniche ambientali in ragione della dotazione finanziaria preventivamente stabilita per ciascuna sede giudiziaria´´. La seconda osservazione riguarda invece l´estensione delle garanzie per i parlamentari. L´organismo parlamentare presieduto da Carlo Vizzini (Pdl), in sostanza invita i componenti della Commissione Giustizia a riflettere sul fatto che anche quando si intercettano terze persone e la conversazione riguarda un deputato o un senatore, si debba comunque chiedere l´autorizzazione, per l´eventuale utilizzo alla giunta della Camera competente. Nel parere ´´si invita a valutare la coerenza delle disposizioni contenute nell´emendamento con il quadro legislativo di riferimento, anche in considerazione di recenti pronunce della Corte Costituzionale in materia´´. Ma su quest´ultimo richiamo e´ stato piuttosto critico il responsabile Giustizia dell´Idv Luigi Li Gotti che ha invitato il presidente della Commissione Berselli, a reinvestire del problema la prima Commissione. ´´Sono loro infatti – spiega Li Gotti – che devono compiere questo tipo di valutazione sulla coerenza delle norme con il dettato costituzionale. Non riesco davvero a capire perche´ se ne debbano lavare le mani riaffidando a noi un compito che invece e´ di loro stretta pertinenza´´. Questo documento, di quattro punto, e´ stato criticato anche all´interno della stessa maggioranza. Il legale del premier Piero Longo, infatti, ha ribattuto, durante la seduta di oggi pomeriggio, punto per punto l´intero parere, sostenendo tra l´altro che quello del tetto della spesa per autorizzare le intercettazioni e´ un qualcosa di difficilmente superabile. ´´Ogni settore dello Stato ha un suo budget – osserva – e questo deve essere rispettato´´. Il dibattito che si e´ aperto su questo documento parlamentare ha fatto si´ che il voto su emendamenti e sub-emendamenti slittasse di almeno una settimana. ´´Il realta´ – precisa Berselli – il vero motivo del rinvio e´ che ci manca ancora il parere della Commissione Bilancio´´._____________________________________________________________INTERCETTAZIONI: SIDDI, IN AULA NON PRIMA DI META´ MAGGIO. ´´E´ stato un incontro istituzionale´´: cosi´ Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, ha commentato l´incontro di questa mattina con il presidente del Senato, Renato Schifani, al quale hanno partecipato anche il presidente del sindacato Roberto Natale e il direttore generale della Fieg, Alessandro Brignone. ´´Questo provvedimento non viene votato questa settimana in Aula, ma viene discusso la prossima settimana in Commissione, e solo la seconda o terza settimana di maggio arrivera´ in Aula. Non c´e´ quindi quella pressione di un voto a tappe forzate entro il 4 o il 5´´, racconta Siddi. ´´Il fatto che ieri la commissione abbia accantonato il cosiddetto ´emendamento D´Addario´, secondo il presidente Schifani fa pensare che ci siano spazi per aprire una riflessione. Il presidente si e´ voluto informare sulle novita´ e i problemi introdotti dagli emendamenti, dimostrandosi particolarmente colpito da quelli che vietano di raccontare le inchieste anche solo per riassunto, non solo le intercettazioni ma tutti gli atti dell´inchiesta´´. Il sindacato, sottolinea Siddi, ha ribadito che ´´non si puo´ negare ai giornali di dare notizie ne´ alle imprese di organizzarsi per pubblicarle. Noi non siamo li´ per distruggere nessuno, ma per conoscere le cose correttamente e comunicarle compiutamente ai cittadini´´. Secondo quanto riferito da Siddi, gli editori condividono le stesse preoccupazioni: dimostrano solo maggiore apertura sulla parte del testo della Camera che consente la pubblicazione degli atti per riassunto ´´ma che si fa, si crea un ufficio del riassunto? E chi dice qual e´ il riassunto che va bene o va male?´´, si chiede Siddi. ´´Approvare questa legge – conclude – significa impoverire la democrazia e creare un danno anche economico al Paese, mortificando la liberta´ di tutti. Se le cose resteranno cosi´ non toglieremo i presidi e se arriveremo alla Corte di Strasburgo spero ci sia anche gran parte del popolo italiano. Non abbiate paura che nei giornali se ne parli´´. (ansa)

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