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Rai: Berlusconi, tentato di non firmare il contratto di servizio. Poi Bonaiuti smentisce. Il Cda reintegra Ruffini, i palinsesti slittano a giovedì

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Roma, 8 giu 2010 – Berlusconi, a margine dell´ufficio di presidenza del Pdl avrebbe detto che la firma sul contratto di servizio potrebbe non esserci ´´se la Rai continua ad essere faziosa´´. Parole che qualcuno ha definito scherzose e che hanno scatenato l´ira dell´opposizione ma sono poi state smentite dal portavoce Paolo Bonaiuti che assicura ´´Mai pronunciate´´. Dopo il caso Santoro, oggi e´ il giorno del reintegro, con riserva di Paolo Ruffini alla direzione di Raitre. E sulle complesse vicende Rai c´e´ anche l´attenzione del Quirinale anche se, a quanto si apprende in ambienti parlamentari, il Colle non entra nel merito perche´ il tema e´ di competenza della Commissione di Vigilanza Rai e dell´Autorita´ per le garanzie nelle comunicazioni. Intanto a Viale Mazzini oggi il cda vota all´unanimita´ su proposta del dg Mauro Masi il reintegro di Ruffini che e´ temporaneo poiche´ si attende l´esito del ricorso Rai contro la decisione del giudice. L´appello e´ previsto il 16 luglio. Antonio Di Bella, viene ´´temporaneamente assegnato alle dirette dipendenze del Direttore Generale´´. Ma a tenere banco e´ il giallo sulle frasi pronunciate dal Cavaliere sulla Rai, in veste di Ministro dello Sviluppo economico ad interim. Stamani il vertice del Pdl a palazzo Grazioli non e´ ancora iniziato quando il premier, parlando con alcuni presenti, sarebbe tornato ad attaccare l´informazione della Rai (´´se non cambia e non smette di essere cosi´ faziosa contro la maggioranza sono quasi tentato di non firmare il contratto di servizio pubblico´´). Qualcuno dei presenti assicura che si e´ trattato solo di una battuta. Pochi minuti e arriva la durissima reazione dell´Idv: ´´Siamo stanchi delle minacce e dei ricatti del dittatorello Berlusconi´´, dice il portavoce Leoluca Orlando. Rincara la dose Antonio di Pietro:´´e´ la prova che il problema non e´ solo il conflitto di interessi del proprietario di Mediaset ma la dimostrazione che siamo in uno stato fascista e piduista che impedisce all´Italia di essere democratica´´. Secondo Paolo Gentiloni del PD: ´´E´ ovvio che il proprietario di Mediaset non puo´ firmare quel contratto diventando cosi´ anche sul piano formale l´interlocutore- controllore della Rai´´. Mentre il vicepresidente dei senatori Pd Luigi Zanda si chiede ´´fino a che punto l´Italia deve ancora sopportare livelli cosi´ spudorati di utilizzo privato dei poteri pubblici´´. Roberto Rao, capogruppo Udc in Vigilanza, auspica si sia trattato ´´solo di voci´´ perche´ in caso contrario ´´sarebbe l´espressione piu´ clamorosa ed evidente del suo conflitto d´interessi´´. Poi la smentita di Bonaiuti ´´Le frasi attribuite al Presidente Berlusconi in merito al contratto di servizio della Rai non sono mai state pronunciate. L´ipotesi in discussione era quella di legare la riscossione del canone alle bollette della luce´´. E aggiunge il senatore Pdl Francesco Casoli, vicepresidente del gruppo: ´´Un esercizio di malafede e pregiudizio tipico di chi, pur di attaccare l´avversario politico, basa le sue affermazioni addirittura su frasi mai pronunciate´´. Il segretario della Fnsi Franco Siddi dice che ´´se sara´ conseguente a quello che ha detto sul servizio pubblico´´ chiameremo Berlusconi a rispondere del suo operato ´´in ogni sede nazionale e internazionale´´. Nel mentre il Cda votava all´unanimita´. Paolo Ruffini spiega come il reintegro, ´´sia pure con riserva, e´ un primo passo. Aspetteremo il giudice del reclamo´´. E precisa come ´´non esista e non sia mai esistito un problema´´ tra lui e Antonio Di Bella. E rileva: ´´Il presidente del Consiglio, continua a porre un problema per la liberta´ di stampa in questo Paese. Ed e´ un problema che riguarda anche la Rai´´. Il presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli, fa sapere come le vicende di questi giorni tra conferme e smentite, ´´ci inducono ad ascoltare il dg Masi´´ e lo convoca per giovedi´, quando tornera´ a riunirsi anche il Cda per parlare di palinsesti. Rimane il problema Di Bella, c´e´ chi a Viale Mazzini e´ pronto a scommettere che non attendera´ fino al giorno dell´udienza per conoscere il suo futuro (anche perche´ se dovesse essere confermata la decisione del giudice del lavoro, Ruffini sarebbe il direttore a tutti gli effetti). Di Bella avrebbe gia´ chiesto un incontro urgente con Masi (il dg assume l´interim della direzione di Rai Educazione e Rai Premium, affidati a Ruffini il 27 aprile scorso). (ansa)

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