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Intercettazioni: Finiani, sull´iter alla Camera nulla è scontato. L´incognita su tempi e contenuti

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Roma, 12 giu 2010 – ´´Nell´iter del ddl intercettazioni alla Camera non c´e´ davvero nulla di scontato´´. La frase del finiano Fabio Granata da´ l´idea del clima che si potrebbe creare a Montecitorio nei prossimi giorni. Anche perche´ subito dopo aggiunge: ´´I berlusconiani dicono che sicuramente il testo verra´ approvato entro luglio senza modifiche? Mi sembra un´ipotesi altamente improbabile…´´. Eppure martedi´ scorso, si fa notare, nell´ufficio di presidenza del Pdl, il premier Silvio Berlusconi, lo aveva definito ´un provvedimento blindato´… ´´Ecco – risponde Granata – io credo che questo possa dipendere dal fatto che in quell´occasione qualcuno abbia dato il suo via libera in modo un po´ troppo precipitoso senza dare il tempo ai nostri tecnici di valutare con attenzione le modifiche apportate dal Senato…´´. Tra i finiani infatti si sa che in molti si sarebbero risentiti per l´atteggiamento ´´troppo morbido´´ tenuto durante l´ufficio di presidenza del Pdl dagli esponenti del governo piu´ vicini alle posizioni del presidente della Camera. Ma ora che il testo e´ approdato a Montecitorio (da ieri) si aprono due tipi di problemi. Il primo e´ quello che riguarda i tempi, il secondo quello del contenuto che in molti puntano ancora a modificare. Per quanto riguarda il primo aspetto, lunedi´ prossimo il numero uno della Camera Gianfranco Fini si incontrera´ con il presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno e con i tecnici di Montecitorio per fare il punto sulla tempistica dell´ esame del provvedimento. All´ordine del giorno dell´Aula, infatti, ci sono molti altri progetti di legge come, ad esempio, la Carta delle autonomie, il ddl Grecia, il ddl per la cittadinanza, l´omofobia, e soprattutto la manovra economica che tra pochi giorni arrivera´ alla Camera… E il tempo, insiste ancora Granata, e´ quello che e´. ´´Noi siamo pronti a lavorare anche ad agosto´´ risponde il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ad alcune frasi di Fini riportate dal ´´Corriere della Sera´´ secondo le quali, se ci fosse davvero tanta fretta sul ddl, i deputati si dovrebbero tenere pronti a lavorare anche ´´nelle prime due settimane d´agosto´´. Uno scenario che secondo i seguaci di Fini e´ irrealistico, vista l´ endemica difficolta´ del Pdl a tenere i deputati in Aula. Per il momento, comunque, il ddl intercettazioni deve ancora essere assegnato alla commissione Giustizia (dovrebbe avvenire in una prossima seduta di Aula) per poi essere inserito in calendario. Per quanto riguarda i contenuti, i finiani non sembrano intenzionati a ´mollare´. ´Non siamo all´ultima spiaggia – osserva Carmelo Briguglio – e abbiamo grande attenzione per le ragioni di giornalisti ed editori. Nessuno pero´ deve tirarci per la giacca e dettarci agenda politica e ruolino di marcia´´. Per gli uomini di Fini sono molte le cose che andrebbero riviste a cominciare dalla proroga di ´tre giorni in tre giorni´ concessa per gli ascolti (´´procedura troppo farraginosa´´), fino ad arrivare alla questione dei cosiddetti ´reati satellite´ (´´anche per l´usura andrebbe prevista una procedura piu´ semplice come quella per i reati di mafia´´). Poco gradite risultano anche l´autorizzazione data dal Gip collegiale (forse non ricordando, commentano nel Pd, che la misura venne inserita alla Camera per volere della Bongiorno), e ´´l´impossibilita´ di fatto di fare le intercettazioni ambientali´´. Se tali richieste venissero accolte, si fa capire tra i finiani, poi si farebbe di tutto per ´´accelerare l´esame alla Camera e l´eventuale terza lettura al Senato´´. ´´Quello che pero´ vorrei precisare – sottolinea Granata – e´ che non c´e´ alcuna connessione tra questo testo e la questione politica interna al partito. Il ddl intercettazioni cosi´ come e´ uscito del Senato non funziona e basta´´. (ansa)

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