Roma, 6 lug – Nel Pdl si cerca un´intesa sul fronte intercettazioni. Il premier incontra a Palazzo Grazioli il Guardasigilli Angelino Alfano insieme al legale Niccolo´ Ghedini e ai coordinatori del partito Sandro Bondi e Denis Verdini per decidere il da farsi. Mentre i finiani, che domani faranno il punto in una riunione a Montecitorio, sono gia´ al lavoro, come conferma Maria Grazia Siliquini, per mettere a punto delle proposte di modifica che eliminino dal testo ´´i punti di criticita´´´. Quindi, nelle prossime ore i ´tecnici´ delle due ´fazioni´ del Pdl potrebbero sedersi attorno a un tavolo per tentare di raggiungere la ´quadra´. In piu´, Berlusconi domani potrebbe anche avere l´occasione di parlare a quattr´occhi con il Capo dello Stato, a margine del Consiglio Supremo di Difesa convocato al Quirinale. L´obiettivo di questo intenso ´lavorio diplomatico´, spiegano altri finiani, e´ quello di arrivare ad una ´sintesi´ sulle modifiche da fare. Se questa verra´ trovata, e´ molto probabile che si metteranno a punto degli emendamenti targati Pdl che potrebbero essere presentati dal capogruppo del partito in commissione, Enrico Costa. Se invece la ´quadra´ non si otterra´, allora, si andra´ ´´ognuno per conto suo´´. Cioe´ i deputati vicini al presidente della Camera Gianfranco Fini potrebbero ragionare autonomamente sui ´cambi´ da fare al provvedimento che, se risulteranno di gradimento del Pd, potrebbero anche venire votati da una parte dell´opposizione. ´´Ma anche noi stiamo preparando degli emendamenti – replica sul punto il capogruppo dei Democratici in commissione Giustizia Donatella Ferranti – che i finiani potrebbero votare…´´. Se non si raggiungera´ l´ accordo, i finiani confermano la strategia per evitare di essere ´sbattuti´ fuori dal Pdl: in commissione ´diserteranno´ il voto, mentre in Aula presenteranno una pregiudiziale con voto segreto. Ma questo significherebbe che si e´ arrivati davvero al muro contro muro e al quel punto potrebbe succedere di tutto. L´eventuale fiducia potrebbe venire votata, ma il ddl potrebbe anche venire bocciato. Anche se alla Camera, quando venne approvato per la prima volta, nel voto segreto finale una ventina di esponenti dell´opposizione voto´ con il centrodestra. Se invece tutto filera´ liscio, si potrebbe arrivare anche ad un´accelerazione dell´esame dell´Aula. Con la maggioranza compatta, si spiega nel Pdl, si potrebbe tentare il ´blitz´ anche al Senato per la prima settimana di agosto. Entro lunedi´, insomma (termine fissato per la presentazione degli emendamenti) si capira´ il futuro del provvedimento. Nell´attesa, avverte la Siliquini, i punti che potrebbero essere cambiati riguardano per lo piu´ le intercettazioni ambientali; la proroga degli ´ascolti´ che potrebbe arrivare ad essere anche di 7/10 giorni rinnovabili; i ´´reati spia´´ perche´ fattispecie come l´usura portano quasi sempre ´´a individuare una pista mafiosa´´. Su quest´ultimo punto pero´ i berlusconiani sono perplessi perche´ l´elenco dei reati intercettabili rischierebbe di ´´estendersi all´infinito´´. A margine di un seminario sulle intercettazioni, il vice capogruppo Pdl al Senato Gaetano Quagliariello conferma che il ddl cosi´ com´e´ ´´non e´ certo il Vangelo´´ e che pertanto potrebbe cambiare. Ma ´come´ sara´ il vero problema. ´´A nostro avviso – ribatte un ´tecnico´ berlusconiano – le modifiche dovrebbero essere minime e si dovrebbe fare in fretta´´. Mentre ormai sembra pacifico che almeno a Palazzo Madama l´esame in Aula ci sara´ solo dopo la pausa estiva. L´opposizione intanto e´ sempre sul piede di guerra, soprattutto dopo che il Garante per le Comunicazioni Corrado Calabro´ ha detto che la liberta´ di stampa non si tocca. Ferranti scrive una lettera al presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno per chiedere che il ministro dell´Interno Maroni venga interpellato per capire quale sara´ l´impatto del ddl sulla sicurezza.————————————————————´´Meglio la voce del silenzio´´: a sostenerlo, in una nota che sara´ pubblicata sul numero di domani del quotidiano La Stampa, e´ il cdr e la direzione del giornale torinese in merito alla ´´giornata del silenzio´´ organizzata per il 9 luglio. ´´Alzare la voce tutti assieme, se e´ possibile, contro il Ddl sulle intercettazioni e per ricordare l´anomala situazione dell´informazione in Italia. E´ questa la nostra proposta alternativa allo sciopero proclamato per domani (cioe´ per giovedi´, ndr) dalla Fnsi per la carta stampata. I cittadini – prosegue la nota firmata da direzione e comitato di redazione della Stampa – vanno informati e non privati della conoscenza dei motivi della protesta . Ricordiamo che il presidente del consiglio e primo editore televisivo in Italia, Silvio Berlusconi, vorrebbe addirittura uno sciopero proclamato dai lettori, tanto e´ il suo interesse a che non leggano´´. ´´Per questo la Direzione e il Comitato di redazione della Stampa – prosegue il documento – si rivolgono, ancora una volta, a Fieg e Fnsi perché‚ per il giorno 9 luglio ci sia invece un´azione congiunta volta a pubblicare sui quotidiani gli appelli che da vent´anni fanno i presidenti della Repubblica, i rappresentanti degli editori e dei giornalisti in favore della liberta´ di stampa, del pluralismo nel mondo dell´emittenza e della carta stampata´´. ´´Sarebbe più utile spiegare e rispiegare – scrivono direzione e cdr del quotidiano torinese – i rischi che comporta l´introduzione di ulteriori restrizioni penalizzanti per i cittadini. Per quanto riguarda il giornalista, il primo compito è quello di pubblicare le notizie, e tale deve restare. Anche in uno speciale 9 luglio per la convergenza di intenti e contenuti tra Fieg e Fnsi´´. (ansa)