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Intercettazioni: Fnsi, sciopero inevitabile contro il ddl Alfano. Stop a carta stampata l´8, fermi tutti gli altri media venerdì 9 luglio

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Roma, 7 lug – ´´Sappiamo che alcuni giornali per condizioni ideologiche o questioni di militanza non aderiranno allo sciopero. Noi ci appelliamo perche´ questa e´ una battaglia di tutti. Quanto piu´ una protesta e´ fragorosa piu´ il risultato e´ forte´´. A poche ore dall´inizio dello sciopero nazionale della stampa, il segretario generale del Fnsi, Franco Siddi, torna a ribadire l´inevitabilita´ della protesta ´´non essendo sopraggiunto alcun fatto nuovo´´ circa il ddl che rischia di mettere a tacere tutto il sistema di informazione italiano. ´´Ci sono stati appelli di diverse societa´ che ritenevano di dover manifestare in altro modo – spiega Siddi che ha confermato l´intenzione della Federazione della stampa di ricorrere alla Corte europea – io credo che di volta in volta esistano diverse iniziative sindacali e diverse forme di partecipazione. Finora abbiamo promosso tanti tipi di protesta. Lo sciopero e´ solo l´ultimo, ma per noi la piazza e´ un mezzo, un luogo d´espressione, non un fine. Il nostro fine e´ far arretrare una legge sbagliata´´. Siddi ha poi aggiunto: ´´Questo sciopero e´ un mezzo per coinvolgere tutte le rappresentanze del giornalismo italiano, che non sono solo quelle delle grandi televisioni e dei grandi giornali, ma anche di tutti coloro che non hanno altro modo per esprimere il proprio dissenso. Qualcuno ci ha detto che forse era tempo di mettere piu´ fantasia, con proteste alternative e magari i giornali distribuiti a zero euro. Con gli editori abbiamo tentato di mettere in piedi altre iniziative, ci siamo arrivati vicini, ma non in tempo. Ci puo´ essere qualcuno tra i colleghi che pensa anche sia opportuno usare questa circostanza per diventare protagonisti di un movimento politico. Ma questo non e´ il ruolo del sindacato´´. Il segretario ha poi ribadito l´obiettivo di questo sciopero. ´´La nostra istanza e´ stralciare l´informazione da questo ddl che riguarda le intercettazioni, strumento di indagine delle forze dell´ordine e della magistratura. Potranno fare un accordo ma a noi non andra´ bene se rimarra´ la stessa forma sui nuovi limiti all´informazione. Per noi e´ una questione di merito che va ben oltre la sopravvivenza politica di Berlusconi´´. Per tutte queste ragioni, ribadisce Siddi, lo sciopero rimane ancora saldamente in piedi. Con lui e´ anche Giovanni Rossi, segretario aggiunto del Fnsi. ´´Noi non entriamo dentro questi giochi politici – aggiunge Rossi – ma sul merito di una legge che limita la liberta´ di informare dei giornalisti ed il diritto dei cittadini ad essere informati. Mi sembra che questa sia la dimostrazione della nostra autonomia, indipendenza e coerenza´´. Lo sciopero e´ ´´l´unico mezzo per arrivare a tutti i nostri interlocutori´´ anche secondo Carlo Verna, segretario dell´Usigrai, che ribadisce ´´adesione piena e convinta a questa iniziativa che riteniamo ineludibile. Sono d´accordo – prosegue Verna – che senza un fatto nuovo non si potesse revocare lo sciopero, per un fatto pratico e democratico. In Rai sciopereranno i colleghi delle testate e delle trasmissioni giornalistiche, sereni di fare qualcosa pienamente in sintonia con la nostra missione di servizio pubblico´´.___________________________IL COMUNICATO________________La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica: “I giornalisti italiani sono chiamati ad una forma di protesta straordinaria che si esprimerà in un “rumoroso” silenzio dell´informazione nella giornata di venerdì 9 luglio, contro le norme del “ddl intercettazioni” che limitano pesantemente il diritto dei cittadini a sapere come procedono le inchieste giudiziarie, infliggendo gravi interruzioni al libero circuito delle notizie. Quanti lavorano nel settore della carta stampata si asterranno dalle prestazioni nella giornata di giovedì 8 luglio, per impedire l´uscita dei giornali nella giornata di venerdì. Tutti gli altri, giornalisti dell´emittenza nazionale e locale, pubblica e privata, delle agenzie di stampa, del web, dei new media e degli uffici stampa non lavoreranno nella giornata di venerdì. Free lance, collaboratori e corrispondenti si asterranno dal lavoro secondo le modalità previste per la testata presso la quale prestano la loro opera. I giornalisti dei periodici, infine, si asterranno dal lavoro venerdì 9, ma assicurando, già da ora, la pubblicazione sui numeri in lavorazione delle proprie testate di comunicati sulle motivazioni della giornata del silenzio. Lo sciopero è una protesta straordinaria e insieme la testimonianza di una professione, quella giornalistica, che vuole essere libera per offrire ai cittadini informazione leale e la più completa possibile. Una protesta che si trasforma in un “silenzio” di un giorno per evidenziare i tanti silenzi quotidiani che il “ddl intercettazioni” imporrebbe se passasse con le norme all´esame della Camera, imposte sin qui dal Governo e dalla maggioranza parlamentare. Molte notizie e informazioni di interesse pubblico sarebbero negate giorno dopo giorno fino a cambiare la percezione della realtà, poiché oscurata, “cancellata” per le norme di una legge sbagliata e illiberale che ne vieterebbe qualsiasi conoscenza. Giornalisti, ma anche gli editori e migliaia di cittadini, da mesi denunciano le mostruosità giuridiche del “ddl intercettazioni”. Sono state anche avanzate proposte serie per rendere ancora più severa e responsabile l´informazione nel rispetto della verità dei fatti e dei diritti delle persone: udienza filtro per stralciare dagli atti conoscibili le parti relative a persone estranee e soprattutto alla dignità dei loro beni più cari protetti dalla privacy; giurì per la lealtà dell´informazione che si pronunci in tempi brevi su eventuali errori o abusi in materia di riservatezza delle persone; tempi limitati del segreto giudiziario; accessibilità alle fonti dell´informazione contro ogni dossieraggio pilotato.______________________________________________________UNCI, ´SILENZIO RIUMOROSO´ PER DIRE NO ALLA LEGGE BAVAGLIO. ´´Silenzio rumoroso´´ per dire no al silenzio di Stato. A chiederlo e´ l´Unci, l´Unione cronisti, sottolineando che ´´il diritto di cronaca e´ dei cittadini´´. ´´E´ dal 1993, dall´epoca di Mani pulite – prosegue il presidente Guido Columba -, che la classe politica tenta periodicamente di mettere un freno ai giudici e un bavaglio alla stampa. Ogni volta la reazione, prima dei giornalisti e poi dell´opinione pubblica, e´ riuscita a scongiurare i danni piu´ gravi. E´ per evitare che le parti peggiori del disegno di legge Alfano sulle intercettazioni divengano legge dello Stato che i giornalisti sono chiamati domani e dopodomani a scioperare. Uno sciopero che si svolge con l´obiettivo dichiarato di salvaguardare il diritto dei cittadini ad essere informati in modo corretto, completo e tempestivo´´. ´´I cronisti – continua l´Unci – sono stati sempre in prima fila a contrastare i tentativi di soffocare la liberta´ di stampa: nel 1993 all´epoca della proposta di legge di Giuseppe Gargani, nel 2005 contro quella di Roberto Castelli, nel 2006 contro quella di Clemente Mastella. Dal giugno del 2008 si stanno battendo contro il ddl Alfano con manifestazioni e volantinaggi in tutta Italia, convegni, dibattiti, libri, cortei e biciclettate. Dapprima da soli poi, in modo convinto, con Fnsi e Ordine dei giornalisti´´. Secondo l´Unci: ´´Per far comprendere a maggioranza e governo che il ddl Alfano non puo´ passare e´ ora necessario lo sciopero: una giornata di ´silenzio rumoroso´, come e´ stata definita, per far capire ai cittadini cosa vorrebbe dire il silenzio di Stato imposto per legge´´. (ansa)

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