Roma, 14 lug – ´´Questa mattina, invece di occuparmi delle mille questioni politiche che devo affrontare in qualita´ di Presidente dell´Italia dei Valori, ho dovuto provvedere a querelare il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, per un´altra grave scorrettezza che ha commesso ai miei danni. Ha titolato in prima pagina e a tutto campo: ´Di Pietro e il capocosca´´´. E´ l´annuncio che sul suo blog da´ proprio il leader dell´IDV che spiega :´´Se poi si va a leggere larticolo, che per viene nascosto in tredicesima pagina, il giornalista Nuzzi precisa: Di certo Di Pietro non sapeva che a chiedergli la foto era una squadretta di uomini della ndrangheta. Insomma si scopre solo che dietro al titolo, sparato in prima pagina, non c´e null´altro che una foto richiesta da alcune persone presenti in un ristorante dove mi trovavo´´. Secondo Di Pietro l´obiettivo del giornale e´ preciso: ´´collegare la mia persona a quella delle altre persone che sono state appena arrestate ieri, con l´accusa di aver costituito e partecipato ad una filiale della ndrangheta a Milano. Insomma far credere che anche io possa avere qualche ruolo in quella associazione mafiosa. Il titolo a caratteri cubitali, disposto o comunque fatto disporre dal direttore Maurizio Belpietro, contiene allusioni storicamente false, volutamente denigratorie e percio´ dolosamente diffamatorie´´. Dato che pero´ sono proprio i titoli a rimanere maggiormente impressi ai lettori, grazie a quel titolo ´´milioni di persone hanno potuto (anzi, hanno dovuto) apprendere una notizia materialmente falsa, fin dalle sue fondamenta, sparata dal quotidiano Libero. Insomma, il modo in cui il direttore Belpietro, utilizzando proprio le parole che ha usato nei titoli e nei riquadri ha confezionato la notizia, e´ un capolavoro di disinformazione´´. (ansa)