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Politica & media: maxi-inchiesta del Washington Post sulla Top Secret America, tremano i palazzi

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New York, 19 lug – Negli Stati Uniti c´e´ un ´´quarto potere´´ dello Stato che da´ lavoro a 845 mila persone, pari a una volta e mezzo la popolazione di Washington. E´ la Top Secret America, l´universo parallelo creato dal governo federale in risposta agli attacchi dell´11 settembre: una rete cosi´ vasta, mal organizzata e segreta che nessuno sa quanto costi, quanta gente ci lavori, quanti programmi esistano o quante agenzie facciano lo stesso lavoro: la denuncia e´ oggi sul Washington Post, in una maxi-inchiesta che ha riportato il quotidiano ai tempi d´oro del Watergate. Secondo il giornale, che ha aperto un sito web (TopSecretAmerica.com), una pagina Facebook (http://facebook.com/TopSecret America) e una su Twitter (@PostTSA), ´´per reazione all´11 settembre e´ emerso un ´quarto potere´ costituito da una costa all´altra dell´America, nascosto nelle sue citta´, in Colorado, Nebraska, Texas, Florida, alla periferia di Washington. Il giornale ha lavorato per due anni con una ventina di giornalisti all´inchiesta che da oggi viene pubblicata in tre puntate corredata da mappe interattive, video, schede, valanghe di cifre. ´´Abbiamo scoperto una geografia alternativa degli Stati Uniti, una ´Top Secret America´ nascosta agli occhi del pubblico´´, hanno scritto gli autori del dossier, Dana Priest, due volte premio Pulitzer, e William Arkin, ex analista di intelligence dell´Esercito nella Berlino della Guerra Fredda. L´inchiesta della coppia Priest-Arkin ha fatto tremare i palazzi come negli anni Settanta fece il Watergate. Il direttore dell´intelligence nazionale David C. Gompert ha criticato lo scoop che ´´non riflette la comunita´ dell´intelligence come la conosciamo´´. Ma il capo del Pentagono Robert Gates, intervistato dal Post nella puntata di oggi, ha ammesso che ´´c´e´ stata tanta crescita dopo l´11 settembre che abbracciarne le dimensioni e´ diventata una sfida´´. Secondo il quotidiano non si tratta di una questione accademica: ´´Assenza di obiettivi, non mancanza di risorse e´ stato al cuore della mancata prevenzione della strage di Fort Hood e dell´attentato di Natale al volo Delta´´, sventato non dalle migliaia di analisti impiegati a trovare un terrorista solitario ma da un passeggero vigile e coraggioso. Il quotidiano del Watergate ha scoperto che 45 agenzie federali sono state spezzettate in 1.271 entita´ del governo federale che a loro volta hanno appaltato lavoro a 1.931 contractor in 10 mila localita´ d´America. A Washington e dintorni 33 edifici sono in costruzione o sono stati progettati per ospitare lavoro legato all´intelligence: ´´Assieme occupano una superficie pari a tre Pentagoni o 22 edifici del Campidoglio´´. Molte agenzie fanno lo stesso lavoro, creando sovrapposizioni e sprechi. Gli analisti che esaminano i materiali ottenuti con le intercettazioni e altri metodi di spionaggio negli Usa e all´estero producono 50 mila rapporti all´anno: ´´Troppi, con la conseguenza che di routine vengono ignorati´. Nel servizio, corredato da interviste oltre che a Gates anche al capo della Cia, Leon Panetta (´´I livelli di spesa post 11 settembre non sono sostenibili´´) e all´ex direttore dell´intelligence nazionale Dennis Blair, il Washington Post ha preso speciali precauzioni per evitare di compromettere la sicurezza del paese: ´´Ogni dato sul sito web e´ stato sostanziato da almeno due documenti pubblici. Abbiamo permesso a funzionari del governo di prendere il visione del sito mesi fa e chiesto di esporci le loro preoccupazioni. Abbiamo rimosso alcuni dati che avevano fatto suonare campanelli d´allarme e limitato la capacita´ del pubblico di zoomare sulle mappe per identificare le localita´ top secret´´. (ansa)

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