Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

Libertà di stampa: Guantanamo, è guerra aperta tra il Pentagono e i cronisti

Condividi questo articolo:

Washington, 21 lug – Come in Italia sulla vicenda intercettazioni, allo stesso modo e´ guerra aperta negli Stati Uniti tra il Pentagono e una coalizione formata da alcuni dei principali media americani (AP, New York Times, Miami Herald) per quanto riguarda la ´´copertura´´ giornalistica del carcere speciale di Guantanamo. Secondo i quotidiani, date le nuove regole imposte dal dipartimento della Difesa sulla ´policy´ da seguire sul carcere, se un cronista dovesse seguire alla lettera quanto prevedono le 13 pagine del nuovo manuale predisposto dal Pentagono, allora sarebbe costretto a smettere di fare il suo mestiere. Il manuale e´ stato messo a punto dai responsabili della Difesa che si occupano dei rapporti con la stampa, e prevede una serie di restrizioni tali (quali persone si possono intervistare, quali fotografie si possono scattare, addirittura quali reporter possono entrare e quali no) per cui il manuale ´´e´ come se dettasse cosa che i giornalisti possono scrivere e cosa no´´ precisa oggi il New York Times. Secondo i legali della coalizione di quotidiani, queste limitazioni sono incostituzionali, contrarie al primo emendamento della Costituzione americana. Secondo il Pentagono, invece, sono necessarie in seguito ad alcune recenti fughe di notizie (peraltro contestate dai giornali). Per questo motivo esperti del ministero della Difesa e legali dei quotidiani hanno convenuto di incontrarsi per cercare di rivedere, insieme, a quali regole attenersi. (ansa)

Il network