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Intercettazioni: ok della Commissione, il 29 luglio alla Camera. Pubblicabili solo se "rilevanti", ridotte sanzioni editori

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Roma, 22 lug – Il ddl intercettazioni riceve il via libera in commissione Giustizia della Camera. E l´intesa raggiunta tra governo e finiani, recependo i suggerimenti del Colle, stravolge di fatto il testo licenziato dal Senato. Passano diversi emendamenti con il ´si´ unanime dei poli, ma resta un importante ´´vulnus´´, come lo definisce l´opposizione: il fatto che sia stata bocciata la legge Falcone (la n.203 del 91) che di fatto garantiva la stessa procedura d´indagine ´facilitata´, prevista per i reati di mafia, anche nei casi di criminalita´ organizzata non mafiosa. ´´E´ un fatto gravissimo – spiega il capogruppo Pd in commissione Donatella Ferranti – che rendera´ impossibile intercettare associazioni criminali dedite, ad esempio, a usura o reati contro la Pubblica Amministrazione´´. E su questo il Pd chiedera´ in Aula il voto segreto. Cade pero´ un ´´privilegio´´ che era stato inserito a Palazzo Madama per i parlamentari intercettati. Grazie ad un emendamento dell´Udc (poi sottoscritto da Idv e Pd), viene soppressa la norma che prevedeva l´obbligo per il Pm di dover chiedere l´autorizzazione alle Camere di appartenenza ogni qualvolta, intercettando qualcuno, veniva ´captato´ anche un deputato o un senatore. ´´Viene eliminato cosi´ – commenta il centrista Roberto Rao – un privilegio pro-casta che ritenevamo ingiusto´´. Soddisfatta per il risultato anche il presidente della commissione Giulia Bongiorno che aveva presentato una proposta di modifica per ridurre in parte, anche lei, gli effetti della norma. Tra le novita´ introdotte nel testo ci sono anche le sanzioni ridotte per gli editori (la massima e´ di 300mila euro anziche´ di 450mila) che dovranno rispondere solo della pubblicazione di intercettazioni ´´irrilevanti´´: quelle estranee alle indagini o che riguardano terze persone. Si riduce poi la pena per le registrazioni fraudolente, il cosiddetto ´comma D´Addario´ (dal nome della escort che registro´ a insaputa del premier un colloquio privato con lui): la pena e´ ´´fino a 6 anni´´ anziche´ da ´´sei mesi a quattro anni´´. ´´Il dovere dell´opposizione – commenta Rao – e´ quello di migliorare i provvedimenti e noi ci siamo impegnati´´ per rendere piu´ potabile il ddl. La battaglia pero´ continuera´ in Aula. Decisamente piu´ critico il commento del leader dell´Idv Antonio Di Pietro che lo definisce un progetto di legge ´´salva-Cricca´´ e ´´criminogeno´´. Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, che ha sempre presidiato i lavori della commissione nonostante gli attacchi e le polemiche per la vicenda giudiziaria che lo riguarda, rivendica il ruolo esercitato dal governo che e´ riuscito a trovare comunque ´´un punto di equilibrio´´ in una trattativa piuttosto complicata. Il testo ora e´ atteso nell´Aula di Montecitorio per il 29 luglio. ´´Cosi´ come avevano previsto – osserva il capogruppo del Pdl Enrico Costa – siamo riusciti a terminare i lavori per tempo. Ora si potra´ benissimo approvarlo entro la prima settimana di agosto´´. E infatti il ministro degli Esteri Franco Frattini ribadisce quanto sostenuto ieri e oggi dal Guardasigilli Alfano: ´´Dobbiamo votare il testo prima della pausa estiva´´, osserva. Pero´, replica il finiano Italo Bocchino, ´´votare entro l´estate non sarebbe un bel segnale per i cittadini´´, tenere aperto il Parlamento perche´ si deve fare la legge sulle intercettazioni, osserva, sembrerebbe quasi che lo si faccia ´´per fare una cosa che interessa´´ solo alla maggioranza.________________________________________________INTERCETTAZIONI: TESTO CAMBIA, PROROGHE DI 15 GIORNI. Intercettazioni pubblicabili se ´rilevanti´; proroghe degli ascolti di 15 giorni; possibilita´ di collocare ricetrasmittenti anche in automobili o in uffici; sanzioni per editori ridotte. Sono queste alcune delle novita´ contenute nel ddl intercettazioni appena licenziato dalla commissione Giustizia della Camera. Un testo molto diverso da quello approvato dal Senato nel giugno scorso. Questo, in sintesi, il contenuto del provvedimento: REATI INTERCETTABILI Sono intercettabili tutti i reati piu´ gravi (mafia, terrorismo, sequestro di persona) e quelli puniti con piu´ di cinque anni di reclusione, compresa la corruzione. Vi rientra anche lo stalking. LIMITI I telefoni potranno essere messi sotto controllo per 75 giorni prorogabili di 15 in 15 fino alla fine delle indagini preliminari. Per i reati piu´ gravi il limite e´ di 40 giorni prorogabili di 20 in 20. DIVIETI E SANZIONI Il giornalista rischia un mese di carcere o una multa fino a 10mila euro. Gli editori dovranno invece rispondere solo della pubblicazione delle intercettazioni ´irrilevanti´ di cui e´ stata ordinata la distruzione. Ma la sanzione sara´ inferiore rispetto al Senato: dalle 50 alle 200 quote, cioe´ una pena massima di 300 mila euro. Le intercettazioni ´rilevanti´ potranno essere pubblicate dopo l´´udienza-filtro´ (quella nella quale si fa la selezione tra gli ascolti ´rilevanti´ e ´non´). Quelle irrilevanti resteranno custodite in archivio ´top-secret´ TALPE Chi passa ai cronisti atti del procedimento coperti da segreto rischia fino a 6 anni di carcere. Diventando intercettabile. AMBIENTALI Si potranno piazzare microfoni anche in automobili o uffici. Viene reinserito il concetto di ´privata dimora´ pertanto il divieto di mettere ´cimici´ varra´ solo per le abitazioni private, a meno che non si sappia che li´ si stia svolgendo un reato. Cade il termine dei tre giorni per le proroghe. PM ´CIARLIERI´ Il Pm potra´ essere sostituito se fara´ dichiarazioni sul procedimento a lui affidato o se svelera´ segreti. Ma la sua sostituzione dovra´ essere decisa dal capo dell´Ufficio dopo che sia stata esercitata contro di lui l´azione penale. E non dalla sua iscrizione nel registro degli indagati. IENE E D´ADDARIO Chi fa registrazioni in maniera ´fraudolenta´ come la escort Patrizia D´Addario o come le ´´Iene´´ rischia ´fino a tre anni di carcere´. Il testo del Senato cambia: la pena era dai sei mesi ai quattro anni. CLERO Se ad essere ascoltato e´ un sacerdote, il pm deve avvertire la diocesi. Se e´ un vescovo, la segreteria di Stato vaticana. NO A LEGGE FALCONE Se si indaga contro reati di criminalita´ organizzata non mafiosa non si avranno le stesse facilitazioni previste per quelli di mafia. Con il ddl si cancella l´art. 13 della legge Falcone (n. 203 1991). Quindi diventera´ quasi impossibile intercettare organizzazioni criminali dedite, ad esempio, a usura o a reati contro la Pubblica Amministrazione. TRIBUNALE COLLEGIALE Ogni volta che il Pm chiedera´ l´autorizzazione a intercettare sara´ il Tribunale distrettuale del capoluogo in composizione collegiale a dover decidere. Solo sulla richiesta dei tabulati telefonici bastera´ il via libera del Gip. OBBLIGO DI RETTIFICA PER I BLOG Anche per i blog rimarra´ l´obbligo di rettifica entro 48 ore. L´emendamento che puntava a sopprimere la norma e´ stato bocciato. (ansa)

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