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Intercettazioni: Napolitano, da me nessuna interferenza. L´opposizione attacca su norme anti-blog e "salva P3"

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Roma, 23 lug – Nel disegno di legge sulle intercettazioni ´´occorre definire il miglior bilanciamento possibile´´ tra lotta alla criminalita´, diritto all´informazione e diritto alla privacy, che sono ´´valori e diritti tutti egualmente riconosciuti in Costituzione´´. Giorgio Napolitano continua a tenere alta la guardia sul ddl intercettazioni, giunto giovedi´ all´approvazione in commissione Giustizia della Camera con alcune significative modifiche che non sono pero´ bastate all´opposizione per deporre le armi. La battaglia , dunque, prosegue, e anche le parole di Napolitano suggeriscono che i contenuti del disegno di legge potrebbero ancora cambiare in aula. Durante lo scambio di auguri con la stampa parlamentare, Napolitano parla infatti di uno sforzo ´´ancora in atto´´ in Parlamento per modificare il testo originario. Uno sforzo che ´´non si puo´ non apprezzare´´ e che non ha nulla a che vedere con ´´interferenze´´ del Quirinale. ´´Non vedo come si possa equivocare´´, dice Napolitano parlando del ruolo giocato in questa vicenda, da parte sua c´e´ stato solo ´´l´impegno a valorizzare la discussione nelle Camere e l´invito ad ascoltare l´opinione pubblica e il paese reale´´. Nonostante i cambiamenti apportati in commissione, approvati obtorto collo dal Pdl per accontentare i finiani, il ddl continua a scontentare e a sollevare polemiche. Dopo il passaggio in commissione, nel mirino del´opposizione e´ finita la soppressione di una parte della legge Falcone, che consentiva le intercettazioni delle conversazioni di tutti i gruppi criminali, mafiosi e non mafiosi: per il pd e´ una norma ´´che tarpa le ali alle inchieste sulla P3 e sulla cricca´´, dice la capogruppo democratica in commissione Giustizia Donatella Ferrari. Uno sconcerto di pari intensita´ si registra riguardo a un´altra disposizione del disegno di legge, in apparenza una piccola norma ma che rischia di avere pesanti ripercussioni sulla liberta´ del web. Si tratta dell´articolo che equipara i blog alle testate giornalistiche , imponendo loro l´obbligo di rettifica entro 48 ore, pena il pagamento di pesanti multe, fino a 12mila euro. Una misura del genere, sostengono i promotori di un appello a Fini promosso sul web, avrebbe uno solo effetto: quello di ´´dissuadere i blogger dall´occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilita´ dei poteri economici e politici´´. A difesa del diritto di espressione ´´on line´´ e´ scesa in campo tutta l´opposizione. Antonio Di Pietro invita alla mobilitazione in nome della difesa della democrazia e della giustizia. L´associazione articolo 21, di Giuseppe Giulietti ha promosso una manifestazione di fronte alla Camera il 29 luglio,giorno di avvio della discussione in aula, contro ´´il bavaglio digitale´´, che non piace nemmeno al finiano Benedetto Della Vedova. Anche l´Udc non molla la presa, e chiede, con Roberto Rao, di rinviare la discussione della legge a settembre. (ansa)

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