Roma, 29 ago – Adesso anche il meteo fa la voce grossa. Già, perché in una stramba estate fatta di brusche ondate di caldo e abbondanti alluvioni sta andando in scena una piccola rivoluzione giornalistica. Da sempre confinate nello spazio chiuso dopo il telegiornale, le previsioni stanno entrando fisicamente negli studi dei Tg con giornalisti che sostituiscono i meteorologi, avveniristici schermi «touchscreen» e uno stile più leggero. Ad aprire la strada è stato il Tg1 che da luglio ha inglobato la rubrica sul tempo, affidandola a Stefano Campagna e Valentina Bisti. «Le previsioni sono ormai vere e proprie notizie di costume» spiega la Bisti «e quindi bisogna trattarle alla stregua degli altri servizi, magari sforzandosi di trovare sempre più collegamenti con la cronaca. Naturalmente con questa nuova formula è necessario abbandonare i tecnicismi dei colonnelli dell’Aeronautica: per raccogliere l’interesse degli spettatori serve una comunicazione più semplice e diretta». E i primi dati di ascolto sembrano darle ragione: «Per ora siamo in linea con l’audience del Tg, qualche sera anche con leggeri aumenti» dice la giornalista. Ci sarebbe, ora, da attendersi una risposta da parte dei rivali del Tg5. Tuttavia il direttore Clemente J. Mimun chiude la porta: «Sebbene proposi la stessa formula quando ero direttore del Tg2 nel 1995, oggi non è fattibile. Il nostro spazio meteo isolato dal Tg ha molti inserzionisti che non possiamo perdere». In realtà, un piccolo cambio di rotta a Canale 5 c’è già stato con il recente inserimento della giovane Stefania Andriola accanto ai meteorologi: «È una soluzione intermedia che ha turbato parecchio il nostro Mario Giuliacci. Sebbene lo consideri competente e simpatico, non significa che il meteo vada pensato alla stregua di un fattore ereditario…» sottolinea Mimun. In effetti l’idea non è stata digerita da Giuliacci: «Ricorrere a meteorine o a giornalisti non esperti di clima è un modo per strizzare l’occhio alle ragioni dell’Auditel, e i professionisti come me non possono che esserne penalizzati». E per questo è arrivata la decisione di dire addio al tg. Chi, invece, già da sei anni ha scommesso (e molto) sul clima è Sky con il canale Sky Meteo 24: «Abbiamo creduto fin dal 2004 nell’importanza delle previsioni» commenta Emilio Carelli, direttore di Sky Tg24. «Il canale si è costantemente arricchito con dirette dai luoghi dove avvengono i principali eventi meteorologici, webcam dalle città, servizi personalizzati su località italiane ed estere. In futuro pensiamo di rafforzarci ancora: per primi abbiamo usato il touchscreen e presto lanceremo il formato in 16:9 e l’alta definizione». (www.sorrisi.com)