Roma, 4 ott – ´´Abbiamo la certezza che almeno due Procure della Repubblica, una al Nord e una al Sud, tengono sotto controllo i telefoni e i telefonini di direttori e vicedirettori del Giornale´´. Lo scrive oggi, nel suo editoriale, il direttore del quotidiano Alessandro Sallusti, che accusa la magistratura. Il giornalista sottolinea il non coinvolgimento degli intercettati in procedimenti giudiziari e avanza due ipotesi. ´´I magistrati sono curiosi di sapere cosa diciamo al telefono perche´ magari si scopre una frase che puo´ essere indizio di reato o di gossip privato da passare al momento giusto ai ricattatori fabbricanti di dossier´´. Oppure ´´i magistrati sono curiosi di sapere cosa dicono i personaggi della politica con i quali ogni giorno parliamo per dovere d´ufficio. Insomma veniamo usati per ascoltare persone che sarebbe vietato intercettare´´. ´´La magistratura, violando o piegando norme e leggi a suo vantaggio, vuole tenere sotto controllo i legittimi poteri che dovrebbero godere di piena autonomia, da quello dell´esecutivo a quelli della politica e dell´informazione non allineata sulle loro posizioni´´, scrive Sallusti. ´´Il tutto con la complicita´ di singoli uomini e forze politiche che non siedono soltanto, almeno ufficialmente, sui banchi dell´opposizione´´. Sallusti attacca infine Lucia Annunziata, che nella puntata di ieri di ´´In mezz´ora´´ ´´ha detto di avere ascoltato l´audio di un´intercettazione tra un giornalista (Lavitola) e un misterioso politico, senza dire di chi si trattasse, quale fosse il contenuto e a che titolo fosse stata fatta e l´avesse ascoltata. Insomma – sostiene – un avviso mafioso in diretta sulla tv di Stato´´. (ansa)