Roma, 6 ott – E´ il caso Freccero a surriscaldare oggi il clima al vertice della Rai. I consiglieri di minoranza Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten accusano il direttore generale Mauro Masi di aver esautorato con ´´un colpo di mano´´ il direttore di Rai 4, attribuendone le deleghe editoriali e gestionali a Lorenzo Vecchione. Insorgono Pd e Idv, ma il dg replica: ´´nessuna esautorazione´´, solo atti ´´tecnici´´, legati alla fusione di RaiSat con la Rai. Nel botta e risposta interviene il presidente, Paolo Garimberti, richiamando le regole aziendali e definendo la vicenda Freccero un ´´errore´´ al quale ´´tempestivamente porre rimedio´´. Rizzo Nervo e Van Straten contestano a Masi di essere andato al di la´ delle sue prerogative, collocando Freccero nell´ambito della direzione Rai Premium e affidandone le deleghe a Vecchione, attribuendo a Giuseppe Gentili (gia´ direttore generale di RaiSat) il ruolo di assistente del dg e attribuendo a Pasquale D´Alessandro la delega su Rai 5. Tutte decisioni prese senza passare per il consiglio, sottolineano i due consiglieri che, oltre a chiederne l´annullamento, sollecitano anche un intervento di Garimberti per ´´restituire al cda i poteri garantitigli dalla legge e dallo Statuto´´. Mentre Freccero prova a ironizzare (´´e´ una vicenda talmente surreale che mi scappa da ridere´´), il dg frena, ribadisce stima al direttore di Rai 4 e precisa: ´´Nessun colpo di mano, nessuna esautorazione di Carlo Freccero ne´ di nessun altro dirigente´´, bensi´ ´´solo una serie di atti assolutamente temporanei, tecnici, e del tutto conseguenti alla fusione di RaiSat nella capogruppo Rai´´. Atti per i quali Masi dice di aver ´´concesso di buon grado´´, su richiesta del cda, la sospensione dei relativi provvedimenti organizzativi. Chiamato in causa da Rizzo Nervo e Van Straten e in nome del suo ruolo di garanzia, Garimberti richiama al rispetto delle regole: ´´Lo statuto e la legge – sottolinea il presidente – parlano chiaro. Non ci sono concessioni, ci sono prerogative del direttore generale e del cda. E tra quelle del cda ci sono la nomina e la collocazione dei dirigenti di primo e secondo livello´´. Dunque per Garimberti ´´e´ stato commesso un errore, vi si deve tempestivamente porre rimedio´´. Non si placa, nel frattempo, lo scontro tra i due consiglieri e il dg. ´´Al di la´ del burocratese – insistono Rizzo Nervo e Van Straten – resta il fatto che Masi ha assunto alcuni provvedimenti senza averne i poteri´´. Masi non ci sta: ´´Rizzo Nervo e Van Straten – replica – devono ben capire quali siano i poteri del dg nella Rai. Un dg che vorrebbero debole e accondiscendente ai desideri di una parte politica´´. Nessuna novita´, intanto, sulla contestazione disciplinare mossa da Masi a Michele Santoro per l´editoriale tenuto nella puntata di esordio di Annozero. In cda il dg avrebbe confermato l´avvio del procedimento e annunciato di aver ricevuto la risposta del giornalista. Sulla vicenda non c´e´ al momento alcuna istruttoria aperta all´Autorita´ per le garanzie nelle comunicazioni, che ha solo avviato le verifiche di routine sulla base di alcuni esposti, relativi non solo al programma di Santoro, ma anche al Tg1. E dopo le polemiche di questi giorni sul pluralismo nei tg, batte un colpo anche il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, proponendo ´´un documento di indirizzo della commissione che vincoli la Rai a fornire un´informazione corretta, completa e pluralistica´´. (ansa)