Londra, 1 nov – 2027, fuga dall´edicola. Quello infatti sara´ l´anno in cui, anche in Italia, il glorioso quanto esangue giornale di carta andra´ finalmente in pensione. Al suo posto smartphone, tablet, e-reader e quant´altro. A morire insomma non e´ il giornalismo in se´, ma solo un modello distributivo, che fra meno di 10 anni iniziera´ a sparire un po´ in tutto il mondo. I primi a dire addio al quotidiano cosi´ come lo conosciamo saranno gli Usa nel 2017, seguiti da Gran Bretagna e Islanda nel 2019. Se, infatti, la migrazione sul wifi e´ un trend inarrestabile e globale, la sua applicazione pratica dipende da fattori nazionali come sviluppo economico, regolamentazioni, sostegno pubblico all´editoria. Sono le previsioni di Ross Dawson, guru australiano dei media, imprenditore e autore di numerosi libri sulla comunicazione. Dawson ha pubblicato il risultato dello studio, chiamato ´Newspaper Extinction Timeline´, sul suo blog – venendo cosi´ ripreso da diversi media come The Australian, The Guardian, Editor & Publisher. ´´Nel 2022 – scrive – i giornali come sono fatti oggi diventeranno irrilevanti in Australia. I profitti nel mondo dei media cresceranno enormemente ma saranno diversamente distribuiti´´. Il punto chiave, valido in Australia e altrove, e´ il fatto che l´industria dell´informazione sta virando verso una realta´ dominata dal contenuto e dalle connessioni sociali. Una rivoluzione potenzialmente positiva a patto che ´´i media tradizionali sappiano reinventarsi e partecipare a questa fase di crescita´´. I successori dell´iPad – ´´riconosciuto come il precursore´´ – saranno allora i mezzi principali di accesso alle informazioni. I modelli base (nel 2020) costeranno appena 10 dollari e spesso e volentieri verranno offerti gratuitamente – magari con l´abbonamento a un periodico. Quelli piu´ sofisticati saranno invece ´´piegabili o arrotolabili´´ e ´´interattivi´´. Detto questo, il giornalismo non cambiera´ solo nella forma ma anche, per certi versi, nella sostanza. ´´Percentuali sostanziali d´inchieste, servizi e notizie saranno ´dragate´ da orde di dilettanti supervisionati dai professionisti´´, dice ancora Dawson. In opposizione al ´citizen journalism´ vi saranno pero´ una serie di esperti di settore e firme importanti che, ´´grazie alla loro reputazione´´, faranno da guida al pubblico. Reputazione che, una volta perduta, sara´ pero´ molto difficile da recuperare. Prima dell´Italia, nella tabella dell´estinzione dei quotidiani, figurano il Canada e la Norvegia (2020), la Nuova Zelanda, la Spagna, la repubblica Ceca, Taiwan (2024), la Sud Corea, la Russia urbana, il Belgio (2026). Dopo l´Italia verranno invece paesi come la Francia (2029), la Germania (2030), il Giappone (2031), la Mongolia (2038) e l´Argentina (2039). Dal 2040 in poi sara´ la volta del resto del mondo. E´ internet, bellezza. (ansa)