Roma, 2 nov – Intercettazioni. L´ossessione continua di Berlusconi ritorna. Con l´ennesimo annuncio shock. Lanciato da Milano. Cui però, come assicurano i suoi più stretti collaboratori, non corrisponde un bel nulla. Né proposte di legge, né deputati o senatori pronti a presentarle. Solo una bordata elettorale. Eppure il Cavaliere assicura: ´Chi pubblicherà il testo di un´intercettazione dovrà subire il fermo del suo media da tre a 30 giorni´. Nel ddl, che a luglio alla Camera è finito su un binario morto, il governo aveva ipotizzato multe salatissime contro giornalisti ed editori qualora avessero reso pubblici testi di telefonate di persone non coinvolte nelle indagini, ma mai il premier e il suo Guardasigilli Alfano si erano spinti a chiedere addirittura la chiusura del giornale ´colpevole´. Un salto di qualità che viene accolto con assoluto scetticismo dai finiani: ´Un nuovo ddl? Non ne sappiamo nulla, ma con questo clima sarebbe perfino difficile presentarlo´. Ma il Cavaliere si vanta davanti alla platea: ´Presenteremo un provvedimento di iniziativa parlamentare per regolamentare le intercettazioni´. Come precisa ulteriormente il ministro degli Esteri Franco Frattini non si tratterà di ´un´iniziativa del governo´. Ma il premier già ne conosce e ne disegna le coordinate: ´L´utilizzo di questo strumento dovrà essere limitato al terrorismo internazionale, alle organizzazioni criminali, alla pedofilia e agli omicidi´. E ancora: gli ascolti ´non potranno essere prodotti come prove né dall´accusa né dalla difesa´. Poi l´ultimo affondo sullo stop ai media. Dimentico che esiste già un ddl del governo, uscito dagli uffici di Alfano e su cui il Guardasigilli ha condotto più di una mediazione con la responsabile Giustizia di Fli Giulia Bongiorno, il premier ne ipotizza uno del tutto nuovo. Rispetto alle sue tante uscite sugli ascolti, fatte dall´inizio della legislatura, l´ultima a Milano il 24 settembre, questa è sicuramente la più dura. Ribadisce il leit motiv che servono solo “per mafia e terrorismo”. Poi non solo minaccia la temporanea chiusura dei giornali, ma pure l´impossibilità di utilizzare i testi nel processo. Una descrizione che ricorda un´ipotetica legge sulle intercettazioni fatta dal suo avvocato Niccolò Ghedini con ascolti preventivi fatti dalla polizia, utili per le investigazioni, ma non utilizzabili nel dibattimento. Idea rimasta lettera morta. Ma ecco le reazioni dentro e fuori dal Pdl. Nel partito, tra gli uomini più vicini al Cavaliere, e tra chi si occupa di giustizia nel Pdl, c´è sorpresa. Tutti confermano che allo studio non ci sarebbe alcun nuovo progetto e che il lancio fatto a Milano ha solo un sapore elettorale. Ma il rischio di un nuovo attacco alla libertà di stampa allarma la Fnsi e le opposizioni. Roberto Natale, presidente del sindacato dei giornalisti, parla di “un nuovo e delirante attacco contro i media che dovessero pubblicare intercettazioni sgradite”. E cita il caso Ruby: “Berlusconi vuole imbavagliare l´informazione: nessun giornalista deve poter svelare le frottole sulla nipote di Mubarak”. Il segretario della Fnsi Franco Siddi liquida il premier come “un disco rotto”. S´arrabbiano Pd e Idv. Per il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando c´è “un´offensiva doppiamente preoccupante” perché non solo si ipotizza una stretta sugli ascolti, ma essa “riguarda i suoi casi personali”. Oltre “alla censura e alla limitazione delle indagini, tra i reati elencati non c´è neppure la corruzione”. Il dipietrista Massimo Donadi già preannuncia “nuove barricate contro il vergognoso tentativo di censurare l´informazione”. (repubblica.it)__________________________________________________BERLUSCONI, MEGLIO LE RAGAZZE CHE I GAY, BUFERA SUL PREMIER. ´´Meglio essere appassionati di belle ragazze che essere gay´´. Il presidente del Consiglio fa una battuta parlando al salone del motociclo, a Milano. Ma Questa volta non trova molte persone disposte a fargli sconti per le sue affermazioni: perfino il ministro Mara Carfagna ha sollevano dubbi sull´opportunita´ di certe ´´battute´´, per non parlare dell´irritazione di Fli gia´ alle prese con i dubbi sul sostegno al governo Berlusconi, e della dura reazione del governatore della Puglia, Nichi Vendola. Per le opposizioni, poi, l´episodio e´ una nuova dimostrazione dell´incapacita´ di Berlusconi a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio. Il Cavaliere decide di tornare sulla vicenda ´Ruby´ proprio al termine del suo intervento al salone del motociclo, alla Fiera di Milano. ´´Conduco una attivita´ ininterrotta di lavoro – ha detto pensando di sdrammatizzare la situazione – e se qualche volta mi succede di guardare in faccia qualche bella ragazza… meglio essere appassionati di belle ragazze che gay´´. Immediate le reazioni delle associazioni rappresentative del mondo gay, a partire dall´Arcigay e da Di Gay Project. Anche l´attrice americana Julianne Moore, oggi a Roma, ha bollato la frase come ´´un´espressione arcaica, infelice e imbarazzante´´. E altrettanto immediata e´ arrivata la stigmatizzazione delle esternazioni del premier anche dalla politica. Le opposizioni leggono in esse una finta gaffe, per provocare cioe´ una polemica che copra altri problemi, e cioe´ la sua posizione nella vicenda Ruby. Cosi´ la pensano Silvana Mura (Idv) o le Pd Debora Serracchiani e Donatella Ferranti; ´´c´e´ poco da scherzare su cose serie come il traffico di minori´´, ha chiosato Vittoria Franco (PD). Le critiche poi si rivolgono ad un altro aspetto delle parole del premier, sottolineato dal segretario Pd Pier Luigi Bersani: ´´Da un punto di vista morale Berlusconi porta il Paese a una regressione paurosa: la donna e´ il dopolavoro del maschio, gli omosessuali sono da disprezzare e sui minori si ragiona cosi´: li salvo dalla polizia per salvare me stesso, dopo li rimetto sulla strada´´. Critiche al ´´machismo´´ di Berlusconi sono piovute anche da Giampaolo Landi (Fli) e Luigi de Magistris. E questo in un momento in cui tutti i Paesi occidentali tentano di arginare l´omofobia, come ha sottolineato Franco Grillini (Idv) e soprattutto Italo Bocchino, capogruppo Fli alla Camera. La novita´, rispetta a precedenti gaffe di Berlusconi, e´ proprio l´indignazione dei finiani. Contro il premier si sono scagliati Adolfo Urso, Benedetto Della Vedova, Chiara Moroni, Luca Barbareschi, Aldo Di Biagio e Carmelo Briguglio che parla di ´´tramonto del berlusconismo´´. Domenica e´ attesa da Gianfranco Fini la posizione che Fli assumera´ rispetto al governo, e certo le frasi del premier di oggi non aiutano. Il ministro Mara Carfagna, ha assicurato che quella di Berlusconi e´ stata solo una ´´battuta´´, ma ha poi ammesso ´´che sarebbe opportuno astenersi dal fare battute´´. Dubbi anche da Renata Polverini: ´´´Spero che sia una battuta, pero´ messaggi di questo tipo vanno nella direzione sbagliata´´. A difendere il premier e´ anche il portavoce del Pdl Daniele Capezzone, per il quale egli ha fatto una battuta mentre era ´´sottoposto a pressioni e attacchi. Conosco Silvio Berlusconi come un uomo profondamente, intimamente rispettoso di ogni persona, e quindi di ogni identita´, orientamento e preferenza affettiva e sessuale´´, assicura dicendosi ´´fiducioso e convinto che i fatti, prima e piu´ di ogni parola, dissiperanno le ombre e la pagina spiacevole di oggi´´. A fianco di Berlusconi si schiera poi Daniela Santanche´: ´´Sono certa – ha detto – che tutti i genitori italiani sperano di avere figli eterosessuali. Non trovo che ci sia nulla di sconcertante nel ragionamento del premier´´. Queste giustificazioni non vengono accolte dalle opposizioni che chiedono anzi con maggior forza a Berlusconi di dimettersi perche´ ´´inadatto´´ a guidare il Paese: cosi´ i Pd Anna Finocchiaro, Livia Turco, Luigi Zanda, e anche Giuliana Carlino di Idv o il socialista Bobo Craxi. La richiesta di dimissioni la rilancia Nichi Vendola, che ha sempre rivendicato la sua omosessualita´, con un appello rivolto direttamente al presidente del Consiglio: ´´Hai scelto di vestire i panni di un Sultano d´Occidente – scrive il leader di Sel – e ora che il tuo regno smotta paurosamente nel fango e nell´ immondizia, sarebbe bello da parte tua un´uscita di scena all´insegna del decoro´´._________________________________________________________NATALE (FNSI), DELIRANTE ATTACCO AI MEDIA. ´´Lo squallore delle dichiarazioni sui gay del presidente del Consiglio, con parole che danno un potente contributo al degrado della convivenza nel nostro Paese, non deve far passare sotto silenzio il nuovo attacco ai giornali e il delirante proposito di bloccare per un mese i media che dovessero pubblicare intercettazioni sgradite´´. E´ l´opinione di Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa. ´´Berlusconi – afferma Natale in una nota – ha il bisogno sempre piu´ accentuato di imbavagliare l´informazione: nessun giornalista deve poter svelare le frottole sulla ´nipote di Mubarak´ e le storie simili che ancora una volta stanno emergendo. Queste minacce vanno prese sul serio: a maggior ragione se si arrivera´ al voto anticipato, il sistema della comunicazione potrebbe essere oggetto di forzature fin qui non sperimentate. Sappia pero´ il presidente del Consiglio che sul tema delle intercettazioni e del diritto di cronaca i sondaggi che sventola per invocare un giro di vite sono fasulli: la grande maggioranza dei cittadini italiani non ci sta a farsi sequestrare il diritto di conoscere come venga amministrato il potere. Lo ha gia´ dimostrato con le partecipatissime manifestazioni che hanno contribuito ad affossare la legge-bavaglio. Se il presidente vuole, ricominciamo´´. (ansa)