Lima, 9 dic – La Corte costituzionale peruviana ha proibito ai media di rendere pubblici i dialoghi delle intercettazioni di telefonate tra privati, salvo che questi lo consentano o che un magistrato lo autorizzi. Lo rendono noto oggi gli stessi mezzi d´informazione, precisando che la norma e´ stata approvata da 5 dei 7 membri dell´organismo e ricordando che contro la risoluzione non e´ ammesso un ricorso. La norma ha immediatamente suscitato le proteste dell´Ordine dei giornalisti (Anp) e dei politici dell´opposizione. Per il presidente dell´Anp Roberto Meija Alarcon si tratta di ´´un tentativo di ridurre la liberta´ di stampa´´, mentre la deputata Marisol Espinoza, del Partito Nazionale all´opposizione, ha denunciato ´´un colpo contro la lotta alla corruzione´´. La deputata ha ricordato che due anni fa, quando i media diffusero intercettazioni telefoniche che riguardavano i negoziati sulle operazioni nel Paese dell´impresa petrolifera norvegese Discover, si scateno´ una crisi politica che costrinse l´allora primo ministro Jorge del Castillo a dimettersi. La norma stabilisce anche delle sanzioni per i giornalisti che la infrangono. Ma il giurista Mario Amoretti ha sostenuto che sono ´´inapplicabili´´ perche´ nel codice penale non esiste alcun dispositivo in tal senso. (ansa)