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Editoria: la nuova scommessa dei due direttori di "Libero" Feltri e Belpietro, ora anche editori del quotidiano

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Roma, 17 dic – Rieccoli di nuovo assieme i due direttori piu´ in vista del centrodestra italiano. E questa volta non solo in redazione, ma anche nella stanza dei bottoni. Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro diventano editori di ´Libero´ con un accordo raggiunto nei giorni scorsi e ora ufficializzato: i due giornalisti, ai quali andra´ il 20% della societa´ editoriale attualmente detenuta al 100% dalla Fondazione San Raffaele, grazie ad un patto parasociale saranno editori incaricati ed avranno la responsabilita´ piena della conduzione del quotidiano. Giornalisti, editori, ma soprattutto padroni in casa loro. ´´Chi avra´ qualcosa da dire dovra´ venire da noi – spiega Feltri – E questa e´ un´assoluta novita´ nel panorama italiano´´. La firma e´ attesa per martedi´ prossimo, mentre il giorno dopo ci sara´ la presentazione. ´´La proposta e´ arrivata parlando con gli Angelucci – aggiunge il direttore editoriale del Giornale -. Io sono sempre stato amico di Maurizio, e la cosa si e´ concretizzata in breve tempo´´. Belpietro restera´ direttore, mentre Feltri sara´ editore e tornera´ a scrivere quando finira´ la sospensione decisa dall´ordine per il caso Boffo. Due carriere intrecciate quelle di Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro. Bergamasco e del ´43 il primo. Bresciano e del ´58, il secondo. Si conoscono nella redazione di ´Bergamo oggi´ all´inizio degli anni ´80. Poi Feltri diventa direttore dell´Europeo e chiama Belpietro alla sua corte. Sono ancora insieme all´Indipendente e al Giornale, prima della separazione quando Feltri passa al Quotidiano Nazionale. Poi nel 2000 fonda Libero. ´´Ero editore anche allora – spiega Feltri – ma non avevo la liquidita´ necessaria per mantenere un giornale. Questa volta sara´ diverso´´. Il quotidiano in pochi anni passa da una tiratura di 70.000 copie a 220.000. Ottiene i contributi statali grazie all´incorporazione di un foglio monarchico, poi diviene proprieta´ di una fondazione per continuare a percepire i finanziamenti. Feltri lascia Libero il 30 luglio 2009, per passare a il Giornale. Alla direzione arriva Belpietro. ´´Nell´ultimo periodo abbiamo dovuto abbattere i costi, ma ora il bilancio e´ buono, le uniche difficolta´ sono legate alla mancata erogazione dei contributi´´, spiega Belpietro che comunque spera nel contributo di quei lettori che Feltri dovrebbe portare in dote. ´´Portar via copie a Sallusti non sara´ facile, e poi speriamo che la gente non si stanchi di vedermi fare avanti e indietro´´, aggiunge Feltri. Il nuovo ´Libero´ sara´ un foglio snello, ricco di esclusive e, non da ultimo, rivolto a Internet, un settore sul quale sono previsti investimenti. E sara´ ovviamente schierato. ´´Non cambiamo testa, questo e´ ovvio, ma ce ne sara´ per tutti, centrodestra e centrosinistra´´, assicurano in coro i due direttori. (ansa)

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