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Rai: nuovo scontro dg-Usigrai dopo lo sciopero e la sfiducia. Tribunale di Roma, comportamento antisindacale dell´azienda

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Roma, 5 gen – E´ ancora scontro tra la il direttore generale della Rai Mauro e Masi e l´Usigrai. Dopo lo sciopero e il referendum interno di ´sfiducia´ al dg, i segretari generali del sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini, Carlo Verna, e dell´Associazione Stampa Romana, Paolo Butturini, hanno annunciato oggi la vittoria del ricorso presentato al Tribunale di Roma per comportamento antisindacale della Rai, puntando in particolare il dito contro alcune scelte di Masi, con tanto di cortometraggio girato durante lo spoglio delle 1314 schede di ´sfiducia´. Il dg replica paragonando il comportamento dell´Usigrai a quello della Fiom nell´´´autoesclusione dal confronto sindacale´´. Atteggiamento di cui, taglia corto Masi, nessuno si accorgera´. Nel mirino del sindacato, variazioni e cancellazioni di spazi d´informazione dai palinsesti che, spiega il tribunale, sono state prese ´´senza alcuna comunicazione ai comitati di redazione ne´ al comitato esecutivo dell´Usigrai´´, in violazione dei ´´diritti sindacali´´ e del contratto, che al contrario prevedono quantomeno un confronto con le parti entro le 72 ore dalla messa in atto. Tali variazioni, tra l´altro, e´ spiegato, ´´hanno portato alla perdita di 80 minuti di produzione a settimana del Tg2, la cancellazione del Tg1 di mezza sera e l´abolizione di rubriche come Buongiorno Europa e Neapolis´´. Di qui la dichiarazione di ´comportamento antisindacale´ da parte dell´azienda. In particolare, secondo il testo diffuso da Usigrai e Asr, per il tribunale ´´la condotta del direttore generale circa il rispetto delle procedure di confronto e la diffusione della notizia, a distanza di soli dieci giorni, in ambito aziendale ed extra aziendale della presentazione dei palinsesto autunnali degli investitori, hanno indubbiamente cagionato una grave lesione dell´autorita´ e del prestigio delle associazioni sindacali coinvolte, creando una situazione di grave incertezza tra i lavoratori´´. Ma Masi replica sminuendo l´accaduto: ´´La nuova iniziativa dell´Usigrai – sottolinea – oltre a cadere, come le precedenti, in una totale e tombale indifferenza da parte dei cittadini, dimostrerebbe che si voglia scimmiottare la Fiom nella strada dell´autoesclusione dal confronto sindacale. Ovviamente cio´ rientra nei propri diritti garantiti. Come occuparsi di piccinerie vesuviane e cavilli burocratici ignorando i grandi temi del cambiamento e della modernita´. L´Azienda, invece, continuera´ a lavorare per risanare il bilancio, per perseguire le necessarie riforme strutturali e a vincere tutte le battaglie come ha fatto finora anche senza il contributo del sindacato dei giornalisti. E di quest´ultimo elemento, in Italia nessuno, proprio nessuno continuera´ ad accorgersene´´. La vicenda si salda, commentano Verna e il presidente della Federazione nazionale della stampa Roberto Natale, ´´a una serie di sentenze, come quella per il reintegro di Tiziana Ferrario, e di ´casi´ analoghi che ci stanno segnalando da varie sedi regionali´´. ´´A questo punto – conclude Verna – l´interlocuzione con Masi per noi e´ finita. Il prossimo passo sara´ inviare un cd con le schede del referendum a Tremonti, al Presidente della Commissione di Vigilanza e alla Corte dei Conti. Ci rivolgiamo al cda della Rai e attendiamo segnali positivi da Garimberti, iniziando anche a monitorare la sua funzione di garanzia´´. Dall´opposizione, intanto, l´Idv Pancho Pardi attacca: ´´Masi come Marchionne delegittima i diritti dei lavoratori´´. (ansa)

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