Tunisi, 12 gen – Aggredita una troupe del Tg3. Una troupe del Tg3 è stata aggredita oggi a Tunisi da alcuni manifestanti, mentre stava documentando le proteste in corso nel centro della città. ´I colleghi erano scesi in piazza – spiegano dalla redazione del Tg3 – per seguire una delle manifestazioni, disperse poi dalla polizia con il lancio di lacrimogeni, quando sono stati aggrediti da un gruppo di persone non in divisa. Claudio Rubino è stato colpito e gli è stata strappata la telecamera, Maria Cuffaro è stata spinta a terra, ma entrambi sono riusciti a tornare in albergo. Sembra non sia nulla di grave, anche se ora sono a riposo perchè sotto shock´. I due giornalisti hanno immediatamente avvisato l´ambasciata italiana dell´accaduto. ´Sono anche riusciti a riavere la telecamera, anche se sembra che sia rotta´, concludono dalla redazione.————————————————————- Cinque persone sono morte negli scontri in corso a Tunisi tra manifestanti e forze dell´ordine, secondo la televisione satellitare Al Jazeera. Le cinque vittime, tra le quali un professore universitario, sono state uccise con colpi di arma da fuoco durante gli scontri fra manifestanti e polizia, in corso nel centro della città. Nel pomeriggio centinaia di giovani che gridavano slogan contro il regime sulla piazza della Porta di Francia hanno cercato di avanzare verso il viale Habib Bourguiba, ma le forze di sicurezza hanno sbarrato loro la strada lanciando lacrimogeni. I cinque morti di oggi si aggiungono alle decine dei giorni precedenti, da quando è cominciata la rivolta dei cittadini, stremati dalla crisi. Il presidente tunisino Ben Ali sta cercando di venire incontro ai cittadini in rivolta: ha ordinato infatti il rilascio di tutte le persone arrestate in seguito ai disordini degli ultimi giorni, ha detto in conferenza stampa il premier tunisino Mohammed Ghannouci. Inoltre il presidente tunisino ha annunciato la nomina di un nuovo ministro dell´Interno, Ahmed Fraa, ex accademico e sottosegretario, e ha anche predisposto la costituzione di una commissione speciale che indaghi sulla corruzione e sui comportamenti di alcuni funzionari pubblici. L´Unione europea ha però condannato l´uso “sproporzionato” della forza da parte della polizia in occasione delle proteste di piazza che da settimane si susseguono in Tunisia. “Profonda preoccupazione” per le “notizie relative a un eccessivo ricorso del governo tunisino alla forza” è stata manifestata anche da Mark Toner, portavoce del Dipartimento di Stato americano. Già dal primo mattino truppe armate sono state schierate nei punti nevralgici di Tunisi, dopo che nella notte scontri tra manifestanti e polizia in assetto anti-sommossa erano divampati anche nella capitale della Tunisia, dove da settimane è in corso un´intifada del pane 1. Lo hanno riferito testimoni oculari, comprese fonti giornalistiche presenti sul posto. I soldati, muniti di blindati leggeri, hanno preso in particolare posizione intorno alla sede della televisione di Stato. Secondo notizie riportate da alcuni siti egiziani, c´è la possibilità che l´esercito faccia un golpe per deporre il presidente Zin el-Abidin Ben Ali, dopo che quest´ultimo ha rimosso il capo di stato maggiore, il generale Rashid Bin Ammar. E intanto il governo libico ha abolito tutte le tasse che gravano sul prezzo dei beni alimentari in vendita nel Paese. Secondo quanto riferisce la tv araba ´Al-Jazeera´, l´esecutivo ha deciso di adottare una misura drastica per fermare il carovita ed evitare proteste da parte dei cittadini simili a quelle scoppiate in Tunisia e Algeria. Eliminate tutte le tasse sui prodotti alimentari importanti dall´estero ma anche sui prodotti locali. Il provvedimento include l´orzo, il riso, il grano, la pasta, lo zucchero, l´olio ed il latte. Inoltre il governo libico ha chiesto alle banche del Paese di erogare maggiori finanziamenti alle famiglie, sia per quanto riguarda i mutui che i prestiti personali. Tunisia paralizzata dagli scioperi. Dopo le manifestazioni contro il carovita e la disocupazione e le violenze dei giorni scorsi in Tunisia, i sindacati ed in gruppi di opposizione hanno deciso di dare vita ad una raffica di scioperi che interesseranno tutto il Paese. Secondo quanto riferisce la tv araba ´Al-Jazeera´, è stato proclamato per oggi lo sciopero generale nelle città di Kasserie e Sfax deciso dall´Unione generale del lavoro tunisino. Uno sciopero analogo è previsto per domani a Kairouan e Jendouba mentre nella capitale la protesta è prevista per venerdì prossimo. I sindacati hanno chiesto la creazione di una commissione d´inchiesta per accertare la verità sulla repressione delle manifestazioni dei giorni scorsi e su alcuni episodi nei quali i poliziotti avrebbero aperto il fuoco sui manifestanti. Inoltre chiedono che i reparti dell´esercito schierati dal governo si ritirino subito dalle città. Ieri si sono registrati infatti altri quattro morti negli scontri a Kasserine, mentre nella tarda serata la protesta e le violenze sono arrivate fino alla periferia di Tunisi dove un centinaio di artisti ed intellettuali ha tentato di inscenare una protesta davanti al teatro comunale prima dell´intervento della polizia che li ha caricati. Coprifuoco nella capitale. Il governo tunisino ha proclamato il coprifuoco a Tunisi dalle 20 alle 6 del mattino del 13 gennaio. I blogger: “Daremo gelsomini ai poliziotti”. Il movimento dei blogger tunisini ha deciso che distribuirà gelsomini ai poliziotti, chiedendo loro di proteggere i manifestanti e di non attaccarli. Lo ha detto il blogger Zied el-Heni, precisando che presto sarà deciso anche il giorno di questa iniziativa. “L´idea è partita dal collega Mahmoud Laroussi, che lavora anche il giornale di opposizione Attariq Aljadid – ha detto el Heni – che ha proposto di distribuire rose. Ma io ho suggerito, anche se siamo in inverno, di distribuire gelsomini, dato che noi siamo ´il Paese del gelsomino”. Da qui la decisione di connotare intanto il movimento di protesta sociale di queste settimane, in cui anche la contro-informazione dei blogger sta svolgendo un ruolo importante, come la rivolta del gelsomino. (repubblica.it)