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Libertà di informazione: nuove minacce in una lettera a Nello Rega, "morirai anche se protetto"

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Potenza, 17 gen – ´´Nello Rega sei morto anche se la Polizia di aiuta´´: comincia cosi´ una lettera – che lui definisce ´´una vera e propria rivendicazione dell´attentato subito il 7 gennaio scorso´´ – che il giornalista di Televideo Rai ha trovato nella buca delle lettere della sua casa di Roma. La notte del 7 gennaio scorso, nei pressi di Potenza, persone non identificate hanno sparato contro l´automobile guidata dal giornalista, piu´ volte minacciato dal 2009 dopo la pubblicazione del libro ´´Diversi e divisi´´, sulla convivenza tra islamici e cristiani. La lettera ricevuta da Rega, non recapitata dal servizio postale ma infilata nella buca da qualcuno, continua cosi´, secondo quanto precisato all´Ansa dallo stesso giornalista: ´´Abbiamo gia´ tentato di uccidere uno sporco maiale cattolico amico di Israele. Lo facciamo ancora perche´ sei morto e vedrai cosa accade a te. Nel nome di Allah e di Hezbollah sei morto. Abbiamo deciso di fare e sarai morto presto nel nome del Corano e dell´Islam´´. Il testo e´ scritto al computer. Il 7 gennaio scorso, alcune ore dopo lo sparo, il comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza pubblica si e´ riunito a Potenza e ha assegnato a Rega un´automobile di servizio e un agente o due di scorta: ´´Alla luce di questa rivendicazione – ha detto oggi il giornalista – ritengo tale tipo di tutela poco adeguata, anche se ringrazio lo Stato e l´Arma dei Carabinieri. Infatti – ha concluso – oggi non e´ piu´ solo in pericolo la mia sola vita, ma anche quella dei due agenti che mi scortano, in un´automobile che e´ un facile bersaglio´´. (ansa)

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