Bologna, 30 gen – Il web puo´ aiutare i partiti, ma non puo´ sostituirli. A Bologna per ricevere la laurea honoris causa in relazioni internazionali, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella sua lectio magistralis, ha affrontato anche il rapporto delle nuove tecnologie con i partiti, senza i quali pero´, ha messo in guardia, ´´non c´e´ partecipazione individuale e collettiva efficace alla formazione delle decisioni politiche´´. Ma molti blogger e Beppe Grillo, campione nell´utilizzo della rete per la comunicazione politica, vanno all´attacco. L´appello del Colle ha dunque aperto il dibattito ma anche dato la stura a molte critiche.
L´affondo del presidente della Repubblica forse non e´ arrivato a caso in una citta´ dove alle ultime elezioni comunali il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che proprio sul web ha costruito le proprie fortune, ha raccolto quasi il 10%. ´´Non si prenda l´abbaglio – ha detto il Capo dello Stato – di ritenere che di fronte alla crisi dei partiti la soluzione sia offerta dal miracolo delle nuove tecnologie informatiche, dall´avvento della Rete, che fornisce in maniera fino a ieri imprevedibili accessi preziosi, inedite possibilita´ individuali di espressione e di intervento politico, di dare stimoli all´aggregazione e consentire la manifestazione di consensi e dissensi. Ma anche altri canali da tempo consolidati, come quelli associativi, pur esercitando sulla politica una non trascurabile influenza, non sono apparsi mai sostitutivi dei partiti´´. Blog e social network vanno bene, a patto, pero´ che la politica non si esaurisca li´. I ´grillini´, che proprio a Bologna hanno appunto una delle loro roccaforti, si sono sentiti chiamati direttamente in causa. Beppe Grillo ne ha parlato sul proprio blog senza attaccare il capo dello Stato, ma invitandolo a leggere il suo libro, significativamente intitolato ´Siamo in guerra – la Rete contro i partiti´.
E intanto i ´grillini´ si sono scatenati, tempestando il blog di commenti infuocati del tipo: ´´Un vecchio babbione di 86 anni che predica contro internet. Pazzesco´´. O peggio: ´´Andava accoppato da giovane non da vecchio´´. Intanto gli adepti bolognesi del movimento, non hanno mancato di commentare in maniera sprezzante le affermazioni di Napolitano. ´´Non si prenda l´abbaglio – gli ha fatto polemicamente eco il consigliere Marco Piazza – che l´invenzione della ruota possa sostituire l´andare a piedi´´. Massimo Bugani, il candidato sindaco grillino che ha preso il 9,5%, ha postato su Facebook una battuta: ´´Non mi stupiscono le parole del presidente Napolitano, mi stupisce che il testo del suo discorso glielo abbiano inviato col telegrafo´´, ma ha poi anche rifiutato l´etichetta antipolitica: ´´La buona politica e la partecipazione dei cittadini sono la migliore soluzione. Entrambe sono caratteristiche che non mancano a chi sfrutta la rete al meglio´´. In ogni caso le parole di Napolitano hanno suscitato dibattito sui tradizionali canali del web, dove l´opinione pubblica e´ piu´ sensibile alla materia.
L´argomento e´ stato per quasi tutto il giorno fra i piu´ discussi su Twitter, fra chi ha accolto le parole di Napolitano come una reazione antistorica e chi come un appello ai partiti ad usare meglio il web. Fra questi ultimi, il capogruppo Idv al Senato Felice Belisario. ´´Per i partiti – ha detto – dev´essere prioritario promuovere un´autoriforma che consenta di rafforzare il rapporto con la societa´. In questo senso, accanto all´utilizzo degli strumenti web, e´ necessario favorire la partecipazione diretta e attiva dei cittadini ai meccanismi democratici e istituzionali. Per arginare le derive dell´antipolitica, serve una politica 2.0´´. (ansa)