Roma, 2 feb – Il web è salvo. Il cosiddetto Sopa italiano, la norma inserita nella Legge comunitaria 2011 da un emendamento del leghista Gianni Fava è stata cancellata oggi alla Camera. Bocciata con 363 voti (a favore dell´emendamento hanno votato solo in 57, 14 astenuti), hanno votato contro praticamente tutti i gruppi, dal Pd, al Pdl, all´Udc, all´Idv ai radicali. Ha invece votato contro la soppressione la Lega. Mentre Fava, l´autore della proposta, avrebbe spiegato in aula che la sua è ´una battaglia di legalità e rispetto delle regole´.
Cosa prevedeva la norma
La norma, ribatezzata “Sopa italiana” (Stop Online Piracy Act, proposta di legge americana contro la pirateria), era considerata un vero e proprio “bavaglio” per la rete, e prevedeva che un “qualunque soggetto interessato”, e non più solo le autorità competenti, avrebbe potuto chiedere al provider la rimozione su internet di informazioni da lui considerate illecite o la disabilitazione dell´accesso alla medesima. Inoltre il fornitore del servizio avrebbe avuto l´obbligo di monitoraggio preventivo delle attività o dei contenuti potenzialmente illeciti, o altrimenti ne avrebbe risposto in concorso di colpa. La legge in discussione oggi alla Camera avrebbe avuto, secondo gli emendatori, come conseguenza che chiunque avesse scritto a un server o un provider avrebbe ottenuto la censura di una notizia o di qualsiasi altro contenuto, compresa la pubblicità. Sarebbero stati toccati, secondo chi contesta la norma Fava, tutti i siti (anche quelli giornalistici) e i social network come Facebook e Twitter. (globalist.it)