Bangkok, 4 feb – E´ iniziato oggi a Bangkok il processo contro Chiranuch Premchaiporn, la direttrice di un popolare quotidiano online thailandese, che dovra´ rispondere di decine di capi d´accusa relativi alla violazione – semplicemente non rimuovendo alcuni commenti di lettori ritenuti offensivi per la monarchia – delle severe leggi sulla diffusione telematica di notizie nel Paese, e per questo rischia fino a 50 anni di reclusione. La Legge sui reati informatici del 2007, tra le sue varie disposizioni, proibisce la diffusione di informazioni che mettono a rischio la sicurezza nazionale o causano panico tra la popolazione, un criterio considerato largamente interpretabile in senso restrittivo. Chiranuch e´ stata arrestata una prima volta nel 2009 per alcuni commenti apparsi sul forum di Prachathai. L´anno scorso, alle accuse originarie – e sempre per interventi dei lettori sul forum del sito – si sono aggiunte quelle di lesa maesta´, un reato che in Thailandia comporta fino a 15 anni di carcere. La donna fu fermata all´aeroporto di Bangkok, proprio mentre era di ritorno da una conferenza sulla liberta´ di stampa a cui aveva partecipato in Europa. Il caso di Chiranuch, dato che il suo sito indipendente Prachathai e´ spesso entrato in contrasto con l´attuale governo di Abhisit Vejjajiva, e´ guardato con attenzione dalle organizzazioni per la liberta´ di stampa, che negli ultimi anni hanno segnalato il progressivo declino della Thailandia in questa categoria: il gruppo secondo l´annuale indice compilato da ´´Reporters sans frontieres´´, il Paese asiatico e´ sceso dalla 65esima posizione mondiale del 2002 al 158esimo posto l´anno scorso. Nell´ultimo anno, specie dopo la repressione delle proteste delle ´´camicie rosse´´ antigovernative, le autorita´ di Bangkok hanno oscurato oltre 100 mila pagine Internet – tra cui quelle di Prachathai, che ha cambiato periodicamente server per sfuggire alla censura. (ansa)