Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

Libertà di informazione: Sakineh, liberati i due giornalisti tedeschi in carcere in Iran da quattro mesi

Condividi questo articolo:

Teheran, 19 feb – Due giornalisti tedeschi in carcere in Iran da oltre quattro mesi per avere intervistato il figlio e l´avvocato di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, sono stati rilasciati oggi e dovrebbero far presto ritorno in patria, mentre nelle prossime ore e´ atteso a Teheran l´arrivo del ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, il primo capo della diplomazia di un Paese europeo a far visita nella Repubblica islamica da diversi anni. Lo ha riferito l´agenzia ufficiale iraniana Irna. I due giornalisti, Marcus Hellwig et Jens Koch, del Bild am Sonntag, erano stati arrestati il 10 ottobre scorso mentre a Tabriz intervistavano Sajjad Ghaderzadeh e Javid Hutan-Kian, rispettivamente figlio e legale di Sakineh la donna di 44 anni gia´ condannata alla lapidazione, con sentenza ora sospesa, per la cui salvezza c´e´ stata una grande mobilitazione in Europa. Le autorita´ li accusavano di essere entrati come turisti in Iran e poi di avere fatto l´intervista senza avere il permesso del ministero della Cultura necessario per svolgere attivita´ giornalistica nel Paese. Secondo l´agenzia Isna, i due sono stati condannati dalla Corte rivoluzionaria di Tabriz, dove sono rimasti detenuti in tutto questo tempo, a 20 mesi di reclusione per attentato alla sicurezza nazionale, pena poi commutata in una multa pari a 50mila dollari ciascuno. I condannati sono stati raggiunti a Tabriz da un funzionario dell´ambasciata tedesca in Iran, che li ha accompagnati a Teheran, dove ora si trovano all´interno dell´ambasciata tedesca. Secondo l´Irna, Westerwelle dovrebbe avere a Teheran colloqui con le autorita´ locali su ´´questioni bilaterali´´, il modo di ´´rafforzare queste relazioni´´ e sugli ´´sviluppi regionali´´. All´inizio di gennaio Sakineh Mohammadi-Ashtiani, che rimane in carcere, era stata fatta incontrare con alcuni giornalisti di mezzi d´informazione stranieri, ai quali aveva detto tra l´altro di essere intenzionata a sporgere querela contro i due giornalisti per il modo in cui si erano occupati del caso. Analoga intenzione la donna aveva espresso nei confronti del suo ex avvocato, Mohammad Mostafai, e di Mina Ahadi, una esule iraniana in Germania che guida il Comitato internazionale contro la lapidazione. (ansa)

Il network