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Intercettazioni: la Corte dei Conti boccia il ddl del Governo. "Strumento essenziale per le indagini"

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Roma, 22 feb – Corruzione dilagante e strumenti ´spuntati´ per combatterla: la Corte dei Conti lancia l´ennesimo allarme su questo malcostume che nasce dalla ´mala-gestione´ della cosa pubblica e mette in guardia dal rischio che strumenti importanti come le intercettazioni vengano depotenziati. Ma anche il processo breve (´´non costituisca un ulteriore ostacolo alla lotta contro la corruzione´´) potrebbe avere un effetto deleterio. L´opposizione ne approfitta per mettere sotto accusa il Governo e le sue intenzioni in tema di giustizia. Occasione per lanciare l´appello e´ stata l´apertura dell´anno giudiziario della magistratura contabile alla presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano e, tra gli altri, del ministro della Giustizia Angelino Alfano. La corruzione e la frode, soprattutto nel settore dei contributi nazionali e dell´Ue, sono ´´patologie´´ che ´´continuano ad affliggere la Pubblica amministrazione´´ e i cui dati ´´non consentono ottimismi´´, ha sottolineato il procuratore generale, Mario Ristuccia nel suo intervento. E i dati lo dimostrano: nel 2010 dalle forze dell´ordine sono stati segnalati 237 casi di corruzione (+30,22% rispetto al 2009), 137 di concussione (-14,91%), 1090 di abuso di ufficio (-4,89%). In calo, pero´, persone denunciate nel 2010: 709 per corruzione (-1,39% rispetto al 2009), 183 per concussione (-18,67%) e 2.290 per abuso di ufficio (-19,99%). Una situazione che ha portato in appello, sempre nel 2010, a condanne per danni da reato contro la Pubblica amministrazione per 90 agenti pubblici, un importo complessivo di 32 milioni 199 mila euro per danni patrimoniali e 4 milioni 731 mila per danni all´immagine. In questa situazione – aggiunge Ristuccia – non appare ´´indirizzato a una vera e propria lotta alla corruzione il disegno di legge governativo sulle intercettazioni´´. Anche perche´ le intercettazioni sono ´´uno dei piu´ importanti strumenti investigativi utilizzabili´´. C´e´ inoltre – denuncia sempre il Pg – una ´´compressione delle potenzialita´ di giurisdizione contabile´´. Una compressione che riguarda ´´l´effettivo recupero del danno subito dal pubblico erario, sia in termini di iniziativa di indagine del pm, sia in termini di danno perseguibile´´. Ma il problema deriva anche da una serie di scelte legislative del passato e tra queste la legge Cirielli del 2005 che, che nell´aver dimezzato i termini di prescrizione per il reato di corruzione da 15 a 7 anni e mezzo, ha avuto come risultato che ´´molti dei relativi processi si estingueranno poco prima della sentenza finale´´. Tutto questo mentre alcuni settori, e la Corte dei Conti indica innanzitutto la sanita´, soffrono particolarmente. La sanita´ – ad esempio – e´ un settore ´´nel quale si intrecciano con sorprendente facilita´ veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattive gestioni´´. E mentre il tema delle intercettazioni torna di stretta attualita´ l´opposizione prende la palla al balzo per criticare le intenzioni dell´esecutivo. Massimo D´Alema che sulla corruzione nella P.a. afferma: ´´emerge il carattere esclusivamente propagandistico di certe riforme della pubblica amministrazione fatta dal ministro Brunetta ed anche la responsabilita´ di chi, anziche´ combattere questi fenomeni, li ha magari protetti alimentando varie cricche´´. Replica il portavoce di Renato Brunetta: ´´sorprende che un uomo un tempo intelligente e ora alla guida di un organismo parlamentare cosi´ delicato si lasci andare ad affermazioni superficiali e offensive, che qualificano solo chi le pronuncia´´. (ansa)

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