Roma, 2 mar – L´aula del Senato ha approvato con voto bipartisan e la sola astensione dei radicali, eletti nelle liste del Pd il disegno di legge che introduce una nuova disciplina del prezzo dei libri. Il provvedimento che punta a regolare il settore libraio, gia´ approvato a luglio dalla Camera, e´ stato modificato in alcune parti, la piu´ importante riguarda l´entrata in vigore delle nuove disposizioni dal 10 settembre 2011 e quindi torna a Montecitorio. Il testo prevede che la vendita dei libri ai consumatori finali, anche per corrispondenza o via web, e´ consentita con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15% sul prezzo fissato. Inoltre, si stabilisce che, ad esclusione del mese di dicembre, agli editori e´ consentita la possibilita´ di realizzare campagne promozionali distinte tra loro, non reiterabili nell´anno solare e di durata non superiore a un mese, con sconti non superiori a un quarto del prezzo fissato. In sostanza si tratta di un tetto del 25%. Le campagne promozionali possono essere piu´ di una se la promozione riguarda collane di libri diverse tra di loro. Non c´e´ alcun obbligo per i venditori al dettaglio di aderire alle campagne promozionali. I ddl prevede anche una deroga al tetto del 15% sugli sconti, che puo´ salire al 20%, in occasione di manifestazioni rilevanti a livello internazionale, nazionale e locale e in favore di organizzazioni non lucrative di utilita´ sociale, centri di formazione legalmente riconosciuti, istituzioni o centri con finalita´ scientifiche o di ricerca, biblioteche, archivi e musei pubblici, istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, educative e universita´. Altra deroga e´ consentita per i libri per bibliofili, libri d´arte, antichi, usati o fuori catalogo. Spetta ai Comuni vigilare su queste deroghe e infliggere le eventuali sanzioni con multe che vanno da 516,46 euro a 3098,74 euro. In caso di recidiva il sindaco puo´ disporre la chiusura dell´attivita´ fino a 20 giorni). Il Senato ha modificato il testo nel punto che riguarda il rapporto al Parlamento sugli effetti della legge. Decorsi 12 mesi dalla sua entrata in vigore, non e´ piu´ l´Autorita´ garante della concorrenza a svolgere un´indagine conoscitiva. Saranno i ministeri dell´ Istruzione e dei Beni Culturali sentito il ministero dello Sviluppo economico a presentare alle Camere una relazione sull´ editoria. (ansa)