Roma, 10 mar – Il Garante per la privacy ha aperto due istruttorie. Una relativa alla pubblicazione di informazioni dell´estratto conto del premier Berlusconi da parte del Corriere della Sera. L´altra riguarda la pubblicazione da parte del Giornale dei contenuti delle mail di alcuni magistrati. «A seguito di segnalazioni ricevute da parte di soggetti interessati, il Garante per la protezione dei dati personali – dice in una nota l´organismo di garanzia – ha avviato un´attività istruttoria in ordine alla pubblicazione di informazioni personali da parte di due quotidiani. Un´istruttoria riguarda la pubblicazione da parte di un quotidiano del contenuto di e-mail scambiate all´interno di una mailing list riservata a magistrati, compresa, in particolare, la diffusione di indirizzi di posta elettronica privati di alcuni iscritti alla lista. L´altra istruttoria si riferisce alla pubblicazione, da parte di un altro quotidiano, di informazioni relative ad un estratto conto, ricondotto dal giornale all´on. Silvio Berlusconi». Anm: il Giornale delegittima e vìola la privacy. «Un articolo giornalistico dal contenuto pesantemente diffamatorio, volto a delegittimare una delle fondamentali istituzioni dello Stato» e che costituisce una palese violazione delle disposizioni contenute nel codice della privacy»: così l´Anm aveva reagito all´articolo del Giornale dal titolo “Lo scambio di e-mail”, chiedendo al Garante l´apertura di un´istruttoria. Nell´articolo venivano riportati i contenuti della corrispondenza effettuata da alcuni magistrati nell´ambito di mailing list interne alla magistratura, con la illecita diffusione anche degli indirizzi di posta elettronica degli autori dei messaggi. «L´articolo – aveva detto il presidente dell´Anm, Luca Palamara – costituisce una palese violazione delle disposizioni contenute nel codice della privacy, trattandosi di abusiva pubblicazione di messaggi che costituiscono corrispondenza privata, nell´ambito di mailing list il cui accesso è tassativamente regolato attraverso una iscrizione, effettuata solo previa identificazione del richiedente. La gravità dell´episodio è accentuata dalla diffusione di dati personali relativi agli autori dei messaggi, in particolare gli indirizzi, anche privati, di posta elettronica di magistrati». Costa (Pdl): Anm incoerente. «Non ci pare – dice Enrico Costa, capogruppo del Pdl in commissione Giustizia alla Camera – che i vertici dall´Amn abbiano fatto analoga segnalazione al garante della privacy quando ad essere sbattuti sui giornali sono stati i testi di intercettazioni di conversazioni private, coperte da segreto istruttorio o irrilevanti ai fini dei processi, oggettivamente spifferate agli organi di stampa da ambienti giudiziari. Questa è l´ennesima dimostrazione che per l´Amn esistono convinzioni e convenienze». Sallusti: i magistrati calpestano sempre la privacy. «Mi sorprende che i magistrati invochino per loro il diritto alla privacy che regolarmente calpestano – dice il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti – Non sono cittadini diversi dagli altri. E´ sospetto che la loro categoria non abbia mai invocato l´intervento del Garante quando nel tritacarne mediatico provocato dalle loro inchieste sono finiti comuni cittadini, giornalisti o politici a loro non graditi. Il Giornale si è limitato a pubblicare una notizia, e cioè che alcuni pm stanno dando la caccia al premier a prescindere da fatti giudiziari». Idv: gravissima la pubblicazione delle mail dei magistrati. «E´ gravissimo ciò che ha fatto oggi il quotidiano della famiglia Berlusconi – dice Leoluca Orlando, portavoce Idv – e bene ha fatto il Garante per la privacy ad aprire un´istruttoria: si tratta di un vero e proprio linciaggio mediatico messo in atto contro tutta la categoria dei magistrati ai quali va la nostra solidarietà. Il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, invoca la privacy solo per il suo dante causa. Quando, invece, si tratta di pubblicare sul suo giornale il contenuto delle e-mail riservate dei magistrati, spesso esposti a pericoli perché combattono il crimine organizzato e sono impegnati in delicate inchieste contro la mafia, non si fa problemi». (messaggero.it)