Roma, 12 apr – Gli operatori dell´informazione radio-tv possono diffondere nei tg e nei programmi di approfondimento videomessaggi di soggetti politici e istituzionali ´solo in casi eccezionali di rilevante interesse pubblico e nel rispetto di modalità tali da non incidere sul pluralismo dell´informazione´. Un chiarimento che l´Autorità per le garanzie nelle comunicazioni affida ad una nota pubblicata oggi sul suo sito. L´uso dei videomessaggi come ´forma abituale di comunicazione´, infatti, secondo l´Agcom, comporterebbe il ´rischio di incidere sui canoni di parità di trattamento tra tutti i soggetti politici ed istituzionali su cui si fonda il principio del pluralismo politico in televisione´. l´Agcom elenca poi i requisiti minimi per la diffusione dei videomessaggi e annuncia che “vigilerà” affinché vengano “rigorosamente rispettati”. Altrimenti, “in caso di accertate violazioni, saranno assunti i conseguenti provvedimenti previsti dalla legge”. I requisiti. Sono sei, e circoscrivono chiaramente la possibilità di intervento attraverso videomessaggi. Il primo è una regola generale per i Tg: “I videomessaggi possono essere trasmessi nel corso dei telegiornali solo in via eccezionale e laddove strettamente connessi con l´attualità della cronaca, rispondendo a primarie esigenze informative di rilevante interesse pubblico”. Il secondo punto approfondisce durata e presenza nelle varie eduzioni dei Tg: “I videomessaggi – qualora rivestano una durata particolarmente lunga, comunque superiore a tre minuti – non possono essere trasmessi nella loro integralità nel corso del telegiornale e non possono essere trasmessi in tutte le edizioni giornaliere del medesimo telegiornale”. Il terzo è quasi un´appendice al punto 2: “I videomessaggi non possono essere riproposti nei telegiornali dopo 48 ore dal verificarsi dell´evento”. Il quarto requisito regola il contraddittorio: “Di norma, la diffusione del videomessaggio nel telegiornale deve essere accompagnata da commenti di altri soggetti onde assicurare un confronto dialettico al fine della libera e consapevole formazione delle opinioni degli ascoltatori”. Il quinto estende la regola anche ai talk: “Allo stesso fine, la diffusione di videomessaggi nei programmi di approfondimento informativo deve sempre avvenire nell´ambito di un confronto dialettico”. L´ultimo punto, il sesto, determina l´impossibilità di trasmettere videomessaggi durante i periodi di campagna elettoriale: “Nel corso della campagne elettorali non possono essere trasmessi videomessaggi al´interno dei telegiornali e dei programmi di informazione, al fine di evitare confusione ontologica con i messaggi politici autogestiti così come disciplinati dalla legge n. 28 del 2000 e dai relativi regolamenti attuativi”. Zaccaria (Pd): “Giusto ma tardivo”. Roberto Zaccaria, deputato Pd, commenta le nuove regole: “E´ positivo il fatto che l´Agcom abbia finalmente dettato alcuni paletti per la trasmissione dei videomessaggi politici. E´ anche singolare, e non comprensibile, il fatto che per avere queste regole, molto permissive, siano passati oltre due mesi di tempo e siano stati trasmessi almeno tre videomessaggi e almeno altrettanti audiomessaggi, senza nessun contradditorio”. (repubblica.it)