Roma, 21 mag – Non si placa la polemica sull´occupazione delle tv da parte di Berlusconi che ieri ha dato il via all´offensiva mediatica in vista dei ballottaggi. Oggi il presidente dell´Autorita´ per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabro´, ha sentito al telefono il presidente della Rai Garimberti, quello di Mediaset Confalonieri, e il presidente della Vigilanza Zavoli annunciando che la commissione si riunira´ lunedi´ pomeriggio per valutare la situazione e prendere eventuali deliberazioni. Calabro´ stesso ha riferito ai manifestanti del sit-in di protesta davanti alla sede dell´Agcom: ´´Gli uffici – ha detto – stanno lavorando e monitorando ora per ora la situazione´´. In giornata mentre il presidente della Rai sollecitava un ´´riequilibrio tempestivo per dare spazio a punti vista di candidati o leader di partiti diversi da quello del presidente del consiglio´´. ´´Un conto e´ dare una notizia, e il primo commento del Presidente del Consiglio ai risultati delle amministrative certamente lo era. Altro discorso – ha detto Garimberti – e´ consentire che questa notizia diventi poi una sorta di comizio, per giunta senza un´adeguata compensazione con opinioni di altri candidati. Questo – ed e´ ben noto – nessun giornalista dovrebbe mai permetterlo, meno che mai i giornalisti del servizio pubblico che devono sempre avere chiara la missione fondamentale che e´ affidata loro: informare e dare al cittadino la possibilita´ di avere un panorama completo delle opinioni´´. Il premier sara´ di nuovo in tv, mercoledi´ 25, a Porta a Porta, per un faccia a faccia con tre giornalisti. Il giorno precedente, martedi´, e´ prevista la presenza di Antonio Di Pietro. Bersani, leader del Pd, ha declinato l´invito. ´Il segretario del Pd – commenta una nota del partito – e´ stato invitato dopo che era stato deciso e fissato l´appuntamento con il presidente del Consiglio. Noi non ci stiamo a questi metodi. Il Pd non si fa dettare la propria agenda dal presidente del Consiglio. Quanto al tema del confronto se e´ confronto diretto non ci sono problemi: il Pd e´ sempre pronto´´. Interviene Famiglia Cristiana che parla di arroganza a reti unificate. Dal fronte cattolico arrivano anche le critiche di Avvenire in un corsivo intitolato Legittimi dubbi. Intanto i sindacati di categoria Fnsi e Usigrai annunciano per lunedi´ un sit-in davanti a Viale Mazzini. Il consigliere di minoranza Nino Rizzo Nervo, chiede che ´´se l´Agcom sanzionera´ la Rai, a pagare dovranno essere quei direttori che hanno violato le direttive dell´Autorita´ e del Cda´´ E per questo dice di attendersi ´´un´autonoma decisione del nuovo direttore generale, altrimenti sar chiamata la Corte dei conti a pronunciarsi´´. Il collega di maggioranza in Cda Antonio Verro la vede diversamente:´´Non e´ da una singola intervista che si giudica la par condicio dei Tg del Servizio Pubblico´´. Per questo esprime ´´fiducia nel lavoro dei giornalisti del Servizio Pubblico´´. ´´I nostri dati sono incontrovertibili: se loro usano altri dati ci devono dotare dello stesso istituto di rilevazione´´, si difende il direttore del Tg1 Augusto Minzolini che aggiunge: ´´´´E´ solo un´opera di intimidazione´´. Per il Pd l´offensiva mediatica di Berlusconi e´ segno di paura e disperazione.:´´Cio´ che e´ accaduto ieri – esplode il segretario Pierluigi Bersani – costituisce una vergogna insanabile´´ Gli elettori puniranno la sua arroganza, attacca il presidente del Pd, Rosy Bindi, in un´intervista al Messaggero. Se Berlusconi si affida alla tv Bersani replica dal web. Una settimana ci separa dai ballottaggi: andiamo porta per porta, quartiere per quartiere…´´. Il vicepresidente della Commissione di vigilanza Rai Giorgio Merlo (Pd) ritiene Lorenza Lei ´´l´unica figura che puo´ far rispettare le regole´´. Il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti e il senatore Pd Vincenzo Vita si augurano che la Rai voglia ripristinare i diritti violati piuttosto che pensare a nuove nomine, che peraltro sembrano proposte da Masi (il riferimento e´ ai rumors di nomi circolati per la sostituzione alle direzioni di Rai2 e Rai3 e al tg2 ndr.), per promuovere chi ha proposto campagne per il boicottaggio del canone o chi ha avuto rapporti con le aziende del premier´´. Insorge l´Idv che fa sapere attraverso il suo portavoce Leoluca Orlando ´´a questo punto ci attiveremo affinche´ siamo i direttori dei telegiornali, che violano le regole della par condicio, a pagare le multe dell´Agcom´´. Ma le critiche vengono respinte al mittente dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce del premier Paolo Bonaiuti che rileva ´´Fino a ieri la sinistra chiedeva a gran voce che Berlusconi si pronunciasse in tv: Adesso quella stessa sinistra protesta, dimenticando tra l´altro che il Presidente del Consiglio non ha preso parte nemmeno a mezzo minuto dei 100 ´talk show´ che si sono scatenati su tutte le reti subito dopo la chiusura delle urne´´. (ansa)