Roma, 6 giu – Finisce con una nota secca, di poche righe, il lungo rapporto di amore e odio tra Michele Santoro e la Rai. E´ l´azienda ad annunciare il divorzio consensuale: le parti ´´hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazione´´, affidando a una transazione la definizione del contenzioso con il giornalista e recuperando ´´la piena reciproca autonomia decisionale´´. Santoro dira´ la sua domani, in una conferenza stampa convocata prima a via Teulada alle 11, ma che potrebbe cambiare location. Intanto viene dato a un passo da La7: a scommetterci e´ anche Enrico Mentana, che gli dedica l´apertura del tg della sera. Mentre il presidente della tv pubblica Paolo Garimberti commenta: ´´Spiace´´, ma ´´ho profondo rispetto per il diritto di ciascuno di essere artefice del proprio destino´´. Piu´ volte annunciato in passato, rilanciato nelle indiscrezioni delle ultime ore, la notizia dell´addio di Santoro piomba come un fulmine a ciel sereno sul consiglio di amministrazione riunito per la discussione dei palinsesti – dai quali sarebbe scomparso solo oggi Annozero – alla presenza della direttora generale Lorenza Lei e del vice Antonio Marano. A quanto si apprende, sarebbe stato il direttore degli Affari legali, Salvatore Lo Giudice a spiegare la ´ratio´ dell´intesa: l´azienda avrebbe scelto la risoluzione consensuale del rapporto e lo strumento dell´esodo incentivato per evitare che l´imminente sentenza della Cassazione – mercoledi´ la Corte si pronuncera´ nel merito sul ricorso dell´azienda contro la sentenza del tribunale del lavoro che ha reintegrato Santoro – potesse ´ingessare´ in qualche modo la posizione di entrambe le parti. Top secret la cifra della transazione: si parla di circa 2 milioni (l´uscita agevolata prevede 24 mensilita´), in ogni caso inferiore al tetto dei 2,5 milioni per il quale sarebbe stato obbligatorio il passaggio in consiglio. L´intesa di oggi, pur maturata nelle ultime ore, sarebbe il frutto di una lunga trattativa tra Santoro e Lei, che avrebbe visto anche qualche settimana fa un pranzo a tre con Garimberti. ´´Qualche giorno fa sono stato informato dalla Direttora Generale e da Michele Santoro – spiega oggi Garimberti – che erano in corso riservatissimi contatti tra le parti per trovare una soluzione consensuale al complesso contenzioso tra Rai e il giornalista, contatti che sono evidentemente proseguiti e del cui esito ho saputo oggi´´. E in consiglio non mancano i malumori: l´accordo e´ stato raggiunto ´´a totale insaputa del cda´´, lamentano i consiglieri di area di centrosinistra Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, che protestano per l´assenza di alcuna ´´clausola di non concorrenza´´. ´´Non posso condividere un atto che non va a difesa dell´interesse aziendale´´, accusa il consigliere Rodolfo de Laurentiis. Ma i maldipancia coinvolgono anche la maggioranza: ´´Sono rammaricato che nell´accordo non ci sia la clausola di non concorrenza´´, dice anche consigliere Antonio Verro. A questo punto, insomma, Santoro – forte del suo pubblico di ´aficionados´, che in quest´ultima stagione gli ha regalato una media superiore al 20% di share e di oltre 5,7 milioni di spettatori – e´ libero di realizzare i progetti che vuole dovunque voglia. Anche perche´ le possibili ´´nuove forme di collaborazione´´ con la Rai sarebbero escluse dall´ordine del giorno sugli esodi incentivati votato dallo stesso consiglio. I dubbi sul futuro saranno sciolti definitivamente domani. Ma intanto La7 gli apre le porte: ´´Nessun contratto e´ stato ancora firmato, ma noi lo accoglieremmo a braccia aperte´´, commenta Mentana, dopo il servizio del Tg La7 che parla di ´´trattative andate molto avanti, sia sul piano contrattuale sia su quello dei contenuti giornalistici che Santoro potrebbe autonomamente realizzare non solo sul piano dell´attualita´´´, ma anche recuperando un suo vecchio pallino, ´´le docufiction´´. Chi e´ pronto a scommettere che Michele non rifara´ Annozero e´ Marco Travaglio: ´´Era quasi prigioniero del format, quasi condannato a rifare sempre lo stesso prodotto. Sono felice per lui, si e´ liberato da un giogo che stava diventando molto pesante´´, dice il giornalista, presenza fissa del programma di Rai2, che pure accusa l´azienda di ´´essere riuscita finalmente ad affondare la nave ammiraglia della flotta´´. Se il centrosinistra – dal Pd Paolo Gentiloni al leader Idv Antonio Di Pietro all´Udc Roberto Rao – parla di sconfitta della Rai e dei telespettatori e chiede di conoscere i dettagli dell´accordo, dal centrodestra il Pdl Giorgio Stracquadanio e´ pronto a giurare che il premier Berlusconi ´´e´ contento´´, mentre il sottosegretario Carlo Giovanardi taglia corto con un ´chissenefrega´. Tra i conduttori, Serena Dandini si rammarica, ma dice: ´´E´ importante che continui a fare il suo lavoro´´. Durissima Lucia Annunziata: ´´E´ uno sbaglio mandare via Santoro dalla Rai. Uno sbaglio editoriale e industriale. Che indebolisce l´azienda´´. (ansa)____________________________________________ RAI: SANTORO E LA TV, STORIA D´AMORE E DI BURRASCA. Ruvido, istrionico, politicamente scorretto, vulcanico e combattivo: Michele Santoro lascia la Rai, l´azienda con la quale ha sempre avuto un rapporto conflittuale, di amore e odio ma che ha contribuito a rinnovare profondamente. L´addio era stato annunciato gia´ poco piu´ di un anno fa quando – era il 18 maggio – si annuncio´ un accordo consensuale con l´azienda al quale mancava solo la firma. Una firma che, tra vari scontri con l´allora direttore generale Mauro Masi e una conferenza stampa di fuoco, non arrivo´ mai. Intervenne il presidente della Rai Paolo Garimberti: ´´Adesso Annozero puo´ cominciare´´, disse. Poi il 14 luglio l´ultimatum, e Santoro spiego´: ´´Non c´e´ piu´ spazio per rinvii e ambiguita´. E non c´e´ piu´ tempo per trovare alcun accordo tra noi che non preveda la messa in onda di Annozero´´. A fine luglio il Cda decide che dal 23 settembre sara´ in palinsesto quella che probabilmente e´ stata l´ultima stagione, e che si chiude giovedi´. Una stagione di nuove battaglie e polemiche, anche con il direttore Muro Masi che il 27 gennaio chiama in trasmissione per l´ultimo, plateale scontro. Poi Masi lascia per la Consap e arriva l´attuale dg, Lorenza Lei, con cui Santoro avrebbe firmato l´accordo dell´addio. Santoro ora gira pagina perche´ – come tante volte lui stesso ha confidato in passato – ´non si puo´ sempre recitare la stessa parte in commedia´. La storia con la Rai e´ lunga quasi una vita, costellata di strappi, bracci di ferro, polemiche roventi, addii dolorosi e ritorni polemici. E´ il 1987 quando prende vita Samarcanda su Rai3 e con lei nasce la nuova piazza televisiva: in primo piano la gente, i soprusi, le storie di persone emarginate, delle vittime e degli oppressi. Lo stesso Santoro ´inventa´ la figura del conduttore in piedi, molto piu´ di un arbitro in quella che e´ una vera e propria arena dove si discute fino a litigare. I format si susseguono con un successo all´inizio imprevisto: dopo Samarcanda, e´ la volta del Rosso e Nero (1993-1994), poi di Tempo Reale (1994-1996) sempre su Rai3. Ma e´ dietro l´angolo c´e´ quell´inquietudine che fa di Santoro un personaggio mediatico: in modo clamoroso molla la Rai e va a Mediaset a condurre Moby Dick su Italia 1, dove restera´ per circa un triennio. La fase piu´ calda della sua carriera sta per iniziare: rientra a Viale Mazzini con Circus su Rai1 (1999-2000), poi e´ il turno del Raggio Verde su Rai2 (2000-2002). E´ l´inizio di una strada tutta in salita durante la quale si consuma lo show down con Silvio Berlusconi che lo accusa di faziosita´, di imbastire processi televisivi, di essere pietra dello scandalo per il servizio pubblico. E´ il 16 marzo 2001 quando Berlusconi irrompe al Raggio Verde con una telefonata in cui scarica sul conduttore tutte le sue accuse e soprattutto gli ricorda di essere un dipendente del servizio pubblico, intimandogli di attenersi alle regole. Santoro chiede alla regia di interrompere la telefonata e chiude cosi´: ´´Sono un dipendente della Rai ma non sono un suo dipendente´´. Al centro delle polemiche infuocate la puntata sullo stalliere di Arcore Vittorio Mangano e sui rapporti tra Marcello Dell´Utri e Cosa Nostra: scontro giocato a colpi di esposti da parte di Berlusconi e Forza Italia. E´ l´inizio della fine: a novembre del 2001 parte Sciuscia´ su Rai2. Il 18 aprile 2002, Berlusconi lancia la fatwa da Sofia, meglio nota come editto bulgaro, accusando Santoro, Daniele Luttazzi, Enzo Biagi di fare un uso criminoso del servizio pubblico. L´aria cambia decisamente. Santoro e´ costretto a lasciare la Rai e lo fa alla sua maniera: nella puntata di Sciuscia´ del giorno successivo, il giornalista intona il canto partigiano ´Bella ciao´. Il 31 maggio in onda l´ultima puntata: il Cda Rai, a maggioranza di centrodestra, cancella il programma, per ´´motivi di tutela aziendale´´; verranno licenziati e allontanati dalla Rai anche Biagi (rapporto cessato per scadenza del contratto e non rinnovato) e Luttazzi. Santoro imbocca la via legale contro l´azienda e nel frattempo si candida all´Europarlamento con l´Ulivo di Romano Prodi. Ma l´esperienza politica non fa per lui e si chiude in anticipo: 19 ottobre 2005 presenta le sue dimissioni da parlamentare europeo per partecipare alla prima puntata del programma Rockpolitik condotto da Adriano Celentano. Santoro vince la battaglia legale e torna in televisione il 16 settembre 2006 con Annozero: da allora la sua permanenza e´ costellata di inciampi, avvelenata da continui e violenti attacchi politici. La presenza di Marco Travaglio e di Vauro non aiuta e tra alti e bassi il programma va avanti fino ad oggi. Con la par condicio, l´ultima battaglia fuori dalla Rai: quella di Raiperunanotte che rappresenta l´ostinazione e la voglia di andare in onda contro tutti e tutto. Sfiora il licenziamento, ma ancora una volta Santoro ´vince´ l´ennesimo braccio di ferro all´indomani dello scandalo intercettazioni nell´inchiesta di Trani con Berlusconi che ne chiede nuovamente la cacciata. (ansa)_________________________________________________ RAI: DG RIVEDE PALINSESTI, NO A CUCCARINI E PEREGO NIENTE FAZIO IL LUNEDI. La casella vuota nel palinsesto del giovedi´ sera di Rai2, dopo la risoluzione dell´accordo con Michele Santoro, e´ senza dubbio la novita´ principale nei palinsesti portati oggi nel consiglio di amministrazione Rai, ma sono diverse le modifiche apportate dalla dg Lorenza Lei e dal vice dg Antonio Marano alle proposte presentate dai direttori di rete. I vertici di Viale Mazzini, con un occhio agli ascolti e l´altro ai costi, hanno ritoccato in particolare il pomeriggio di Rai1 e Rai2, con il no a Lorella Cuccarini e Paola Perego, e bocciato il prolungamento fino al lunedi´ di ´Che tempo che fa´ su Rai3. Confermati Ballaro´, Report e Parla con me, in attesa della firma degli accordi con i conduttori, tutti in scadenza di contratto. Non e´ escluso che i palinsesti subiscano qualche ulteriore ritocco in vista del voto in programma mercoledi´ prossimo. Le scelte della direzione generale, illustrate da Marano ai direttori, prima di essere portate in cda, avrebbero infatti suscitato qualche mal di pancia tra i responsabili delle reti. E´ possibile che domani ci sia qualche tentativo di ricomposizione, anche perche´ consiglieri di opposizione fanno notare che ´´non possono essere presentati palinsesti senza il via libera dei direttori di rete, a meno di decidere per la loro sostituzione´´. Una tesi non condivisa in ambienti della maggioranza in consiglio, dove, pur auspicando un´intesa, si fa presente che ´´la decisione finale spetta al dg´´. Su Rai1, non sono al momento confermati, per ragioni legate a costi e ascolti, il programma quotidiano del pomeriggio ´Se…a casa di Paola´, condotto da Paola Perego, sostituito da Veronica Maya con ´Verdetto Finale´. La domenica, invece, non figurano piu´ in palinsesto ´Domenica in… onda´ di Lorella Cuccarini, che sarebbe sostituita da una fiction in replica, e ´Domenica in.. Amore´ condotto da Sonia Grey. Via libera a Qui Radio Londra con Giuliano Ferrara subito dopo il Tg1, mentre Porta a Porta resta in seconda serata e non ci sarebbero tracce al momento degli speciali in prima serata di Bruno Vespa. Il direttore di Rai1, Mauro Mazza, dopo aver preso atto, senza replicare, delle decisioni della direzione, ha scritto ai consiglieri per sottolineare le ragioni delle proprie scelte. In ambienti della rete si sottolinea, inoltre, che ´´per la prima volta nella storia della Rai, il palinsesto di Rai2 sarebbe avvantaggiato rispetto a quello di Rai1, perche´ manderebbe in onda nel pomeriggio programmi in diretta contro repliche o registrazioni´´. Nel pomeriggio di Rai2, anche in questo caso con alcune modifiche rispetto alle indicazioni del direttore Massimo Liofredi, la domenica dovrebbe continuare ad andare in onda Quelli che il calcio, condotto ancora da Simona Ventura. Sono inoltre confermati ´Pomeriggio sul 2´ con Caterina Balivo, Lorena Bianchetti e Milo Infante, invece di Monica Setta. Via libera anche a L´ultima Parola in seconda serata, mentre resta al momento da riempire la casella occupata da Annozero. Per quanto riguarda il palinsesto di Rai3, la direzione generale non ha accettato, per via della possibile concorrenza con la fiction di Rai1, la proposta del direttore Paolo Ruffini di mandare in onda ´Che tempo che fa´ anche il lunedi´, confermando quindi solo le puntate di sabato e domenica. Continuano a restare in palinsesto programmi storici come Ballaro´, Report, Presadiretta, Parla con me e in 1/2 H. I contratti con le conduttrici e i conduttori non sono ancora stati siglati, anche se le trattative sono state avviate. (ansa)