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Giornali & futuro: Israele, Haaretz pubblica edizione realizzata da scrittori. Padellaro, De Luca, Maraini: idea da copiare

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Roma, 15 giu – Scrittori che diventano cronisti, reporter, intervistatori, per un giorno. Un´idea ´´eccellente´´, ´´bellissima´´, ´´da copiare´´, ´´una provocazione interessante´´. Piace a direttori di giornali, come Mario Calabresi e Antonio Padellaro, e a scrittori, come Erri De Luca e Dacia Maraini, l´iniziativa del quotidiano israeliano Haaretz che oggi ha mandato in edicola un´edizione straordinaria fatta interamente da scrittori, concedendo un giorno di liberta´ ai giornalisti. ´´Non ho visto questa edizione e non ho potuto leggere i pezzi ma l´idea – spiega all´Ansa il direttore de La Stampa, Mario Calabresi – e´ una provocazione interessante ed e´ anche curiosa. Soprattutto e´ interessante vedere come gli scrittori si misurano con il giornalismo perche´ sono diversi i codici del lavoro. Il giornalismo e´ fatto di quotidianita´, ricerca e cura delle fonti, si seguono temi e argomenti su cui ci si specializza´´. Certo, ´´il giudizio, quello vero, andrebbe chiesto ai lettori che ogni mattina comprano Haaretz. Sono loro che ci devono dire se sono contenti´´ sottolinea il direttore de La Stampa che sarebbe curioso di sapere ´´se tutto il lavoro di desk, titoli, impaginazione, e´ stato fatto dagli scrittori o dai giornalisti di Harretz´´. Erri De Luca e Dacia Maraini concordano sul fatto che la responsabilita´ del numero speciale dovrebbe essere di chi lo ha realizzato: gli scrittori. ´´Piena responsabilita´ agli autori, anche quella civile e penale. Il direttore del giornale – sottolinea De Luca – dovrebbe limitarsi ad ospitare gli scrittori, a sgomberare gli uffici per far entrare gli autori. Non dovrebbe fare nient´altro che questa scelta, nessun editoriale´´. ´´Il giornale non dovrebbe rispondere di quello che e´ stato scritto. Lo dicono gli scrittori, non il giornale, e la piena responsabilita´ e´ loro´´ gli fa eco Maraini. Anche se succedono cose inaspettate come e´ accaduto su Haaretz con l´intervista sulle prospettive di pace fatta dallo scrittore Etgar Keret al premier Netanyahu, finita in prima pagina con il titolo ´Netanyahu: questo conflitto non e´ risolvibile´ creando parecchie polemiche. ´´L´idea che i conflitti siano irrisolvibili e´ metafisica, non politica, perche´ alla fine finiscono, anche solo per stanchezza. Ne sono finiti tanti per ricominciarne subito di nuovi´´ spiega De Luca. Che possano ´´succedere cose impensabili´´ lo dice anche il direttore del Fatto, Antonio Padellaro, entusiasta dell´iniziativa. ´´E´ un´idea eccellente, da copiare. Gli scrittori danno un valore aggiunto di talento e non c´e´ da avere paura, anzi. Dal giornalismo sono venuti grandi scrittori. Basta pensare a Dino Buzzati che faceva il desk e impaginava al Corriere della sera e scriveva grandi romanzi´´. Per Padellaro in questo caso ´´i giornalisti dovrebbero mettersi a disposizione degli scrittori, aiutarli ma se vogliono fare tutto loro – scherza – va bene. Cosi´ mi prendo una giornata di liberta´ anch´io che qui si lavora a ciclo continuo. I lettori ogni tanto hanno bisogno di novita´´´. Che far raccontare la realta´ ai narratori sia un valore aggiunto lo dice anche De Luca. ´´La notizia sarebbe ´arredata´ – dice lo scrittore – da una capacita´ narrativa che il giornalista deve contenere. Io parteciperei ad un´iniziativa cosi´´´. E lo farebbe ´´a certe condizioni chiare e concordate´´ anche Dacia Maraini che dice: ´´e´ un atto di fiducia verso la scrittura letteraria´´. Stando al gradimento degli esperimenti di numeri monografici fatti dai quotidiani, anche i lettori dovrebbero essere contenti. Il numero realizzato da La Stampa due anni fa, completamente dedicato all´Africa in occasione del G8 all´Aquila, ´´in cui Bob Geldof intervistava Silvio Berlusconi e´ stato, dalla mia gestione, quello – spiega Calabresi – piu´ venduto con quasi 40-50 mila copie in piu´. Il giornale era arrivato a 45-47 mila copie´´. (ansa)

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