Londra, 2 set – Wikileaks ha annunciato di aver pubblicato online tutti e 251.287 cablogrammi diplomatici americani in suo possesso. I cablogrammi sono consultabili con l´aiuto di parole chiave, ha annunciato Wikileaks su Twitter senza precisare se i documenti sono stati diffusi in maniera integrale o se alcuni nomi di persone sono stati censurati preventivamente alla pubblicazione. La decisione di mettere online l´intero archivio di informazioni diplomatiche nasce da una doppia constatazione dello staff di Wikileaks. Da una parte il tradimento del Guardian, dall´altra le analisi ´di parte´ dei media ufficiali sui cablogrammi. Poco prima della mezzanotte ora di Nwe York, Assange ha quindi pubblicato due link (1 1 – 2 2) attraverso i quali accedere ai 60 GB (torrent) dei files completi del Cablegate. I files sono disponibili in forma criptata ma viene data anche una chiave per la lettura, oltre che per la ricerca. Il materiale è enorme e agli utenti viene quindi richiesto, quando possibile, di segnalare le proprie scoperte dopo aver reso possibile la propria collocazione. ´La stampa mondiale non ha abbastanza risorse”, spiega lo staff di Wikileack. “Gli esperti sono di parte. Date il vostro contributo´, ora che avete l´intero archivio a disposizione. E´ la prima volta che il sito di Assange applica una politica del genere. Prima di ora, aveva sempre centellinato le uscite dei cablogrammi accordandosi di volta in volta con le testate prescelte. Il”tradimento” del britannico Guardian, ha fatto cambiare le scelte politiche e tattiche di Wikileacks. Nell´estate del 2010 il giornalista del Guardian, David Leigh pregò Assange di lasciargli una copia del Cablegate, cosa che l´australiano fece in cambio di alcune regole da rispettare obbligatoriamente. Regole che però Leigh non rispettò. Il suo piano era quello di passare una copia del Cablegate al New York Times. Cercò anche di far assumere al Guardian un membro dello staff di Wikileaks, Heather Brooke, per poter accedere alle loro informazioni e scavalcare Assange. Nello stesso tempo alcune soffiate le otteneva dal giornalista James Ball, molto vicino a Wikileaks, che sperava anche in un assunzione al giornale. Scoperto l´inganno però Assange chiuse definitivamente i rapporti con la testata britannica il primo novembre 2010 per firmare gli accordi con altri 90 media più onesti. Leigh cercò di vendicarsi scrivendo un libro, ´The Rise and Fall of WikiLeaks´, che sarebbe stato pronto per il processo ad Assange di febbraio. Nel libro Leigh scrisse anche la password (che conosceva solo parzialmente ma che era stato messo in gerado di ricostruire proprio da Assange) di accesso ai cablogrammi. Adesso il fondatore del sito ha deciso di intervenire, pubblicando l´intero archivio del Cablegate. (repubblica.it)_____________________________________________________WIKILEAKS: E´ BUFERA SU ASSANGE, DOCUMENTI IN LIBERTA´. Il peggiore degli scenari possibili si è materializzato davanti ai PC di Wikileaks, il sito antisegreti fondato dall´ex hacker Julian Assange. Copie del ´cablegate´, ovvero l´archivio che conta oltre 250mila documenti riservati della diplomazia Usa, hanno infatti iniziato a circolare liberamente in rete. Assange accusa the Guardian di aver organizzato la fuga di notizia, ma il quotidiano nega. Quel che è peggio, i ´cablo´ in questione non sarebbero stati ´filtrati´: i nomi di collaboratori e informatori del dipartimento di Stato americano sono scritti nero su bianco. Circostanza che rischia di mettere in pericolo la sicurezza di queste persone. Per Wikileaks si tratta di un colpo fatale: l´aver perso il controllo di materiale tanto sensibile potrebbe infatti avere un impatto sulla capacità dell´organizzazione di acquisire in futuro nuovi documenti riservati. Non sorprende dunque che Assange e i suoi abbiano reagito con rabbia alle ultime rivelazioni. Wikileaks accusa il Guardian – il quotidiano britannico che per primo l´anno passato ha stabilito un accordo con Assange – di essere responsabile della fuga di notizie: “Un giornalista del Guardian ha reso pubblica una password top-secret per decodificare l´intero archivio dei cablogrammi non redatti in quello che appare un atto di volgare negligenza o malizia”. “Abbiamo già parlato con il dipartimento di Stato USA e dato il via ad azioni legali preventive”, conclude l´organizzazione. Il quotidiano ha però respinto immediatamente le accuse al mittente. La password incriminata, infatti, era stata segnalata nel libro scritto da David Leigh (capo del dipartimento investigativo del Guardian e autore dell´accordo con Assange) dedicato al dietro le quinte del cablegate e pubblicato nel febbraio scorso. “Dire che questo libro, in qualunque modo, abbia compromesso la sicurezza dei file non ha senso”, ha ribattuto il quotidiano. “Ci era stato detto che la password era temporanea, che sarebbe scaduta entro poche ore”. Giusto il tempo di scaricare il cablegate sui computer della redazione. “Perché Assange non ha cancellato i file così come promesso?”, ha scritto Leigh sul suo account di Twitter. La pubblicazione di quella password è stata insomma vista dai giornalisti coinvolti nella storia come un´irrilevante nota di colore. La realtà dei fatti sembra però essere più complessa. Il file che contiene il ´cablegate´ protetto da password viene infatti condiviso da tempo dai sostenitori di Wikileaks che, per contrastare gli attacchi al sito di Assange scatenati dopo i primi scoop, hanno messo in piedi una rete di ´siti-specchio´. Nessuno era però a conoscenza del trucco della ´chiave´. Nessuno – scrive lo Spiegel – tranne l´ex portavoce Daniel Domscheit-Berg – fondatore del sito ´concorrente´ OpenLeaks. A mettere in giro la voce che bastava usare una certa parola per schiudere i segreti restanti del cablegate sarebbero stati dunque “ambienti vicini a OpenLeaks”. Ecco che, una volta fatto due più due, in rete sono comparsi i file decrittati. Intanto Wikileaks ha incoraggiato i suoi fan a scaricare un altro file protetto da password. E il web si è scatenato. L´ipotesi più dibattuta è quella di un video che mostra atrocità commesse dai militari USA in Afghanistan. Wikileaks si è limitato a dire che rilascerà la relativa chiave di accesso “al momento opportuno”. (ansa)