Roma, 7 lug – Michele Santoro resta fuori dalla Rai. Potrebbe, in futuro, concordare con la Dg Lorenza Lei delle forme di collaborazione, magari per le docufiction: ma allo stato risulta valido – secondo il Collegio sindacale che si è espresso oggi in Cda – l´accordo chiuso un mese fa con l´azienda, perché rientrava nelle competenze della Dg e non necessitava di un passaggio in Consiglio. Respinto, in Cda, anche l´ordine del giorno De Laurentiis che impegnava la Dg a tenere dentro Santoro. Ma l´opposizione, contraria all´accordo anche per la clausola di non concorrenza, continua la battaglia e annuncia – con De Laurentiis e Rizzo Nervo – di chiedere un parere legale per il possibile annullamento dell´accordo in sede giudiziale: la rinuncia a Santoro, dichiarano, ´e´ un errore grave, determinera´ un danno serio ai conti dell´Azienda e mortifica il servizio pubblico che ha come missione la garanzia del pluralismo´. L´intesa per l´uscita, comunicata dalla Lei il 6 giugno scorso, era contestata dall´opposizione soprattutto per la clausola di non concorrenza. Di qui la richiesta, nel Consiglio del 16 giugno, di mettere gli atti della transazione a disposizione della segreteria del Consiglio. Una settimana dopo è il consigliere di minoranza Nino Rizzo Nervo a sollevare in Cda il tema della competenza, e il Presidente Garimberti chiede quindi il parere del collegio dei sindaci. Nel frattempo un altro consigliere d´opposizione, De Laurentiis, presenta un ordine del giorno con cui si impegna la Dg, fermo restando l´accordo con Santoro, a trovare soluzioni che possano assicurare la presenza del giornalista in azienda. Ordine del giorno che oggi però in Cda è stato respinto (contraria la maggioranza, astenuto il Presidente Garimberti). Un esito che Santoro in qualche modo si aspettava, scettico sulla possibilità che l´intesa potesse tornare in qualche modo in Consiglio (o perché non di competenza della Dg o con l´approvazione dell´ordine del giorno De Laurentiis). Il giornalista, ora in vacanza, continua però a lavorare sul progetto di una ´rete zero´, un prodotto su multi piattaforma che consenta di realizzare eventi simili a ´Tutti in piedi´ ma non unici. E con la Rai potrebbe valutare la collaborazione, magari per la prossima primavera, magari per le famose docu-fiction. Ma su questo sarà la Dg Lei a decidere. (tmnews)