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Editoria: governo inglese chiude a Murdoch, sue ambizioni su paytv vanno contro l´interesse pubblico

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Londra, 12 lug – Il Parlamento britannico si schiera compatto contro Rupert Murdoch: una mozione proposta per domani dai laburisti, che obbliga il magnate autraliano ad abbandonare la sua offerta per BSkyB, ha ricevuto l´appoggio della maggioranza. Il governo si prepara dunque ad approvare una mozione che di fatto dira´ allo ´squalo´ che le sue ambizioni sulla pay tv britannica vanno contro i voleri del Parlamento e ´´contro l´interesse pubblico´´. Una decisione senza precedenti, impensabile appena una settimana fa, quando il ministro della Cultura Jeremy Hunt – che domani non si rechera´ alla Camera a votare – sembrava pronto a dare l´ok all´acquisizione. E c´e´ di piu´: Rupert, il figlio James e la ´rossa´ Rebekah Brooks avrebbero accettato di comparire martedi´ prossimo di fronte alla commissione Cultura, Media e Sport. I tre non erano nemmeno obbligati a comparire e sarebbe la prima volta che una commissione ha la possibilita´ di interrogare personaggi di cosi´ alto profilo. Tom Watson, uno dei parlamentari membri della commissione, ha detto di voler chiedere a Brooks cosa ne sapeva dei versamenti alla polizia fatti dai suoi giornalisti e di voler interrogare James Murdoch sul suo ruolo nell´autorizzazione dei ´´pagamenti in cambio del silenzio´´ a Gordon Taylor, direttore della Professional Football Association, dopo che il suo cellulare era stato intercettato. La convocazione stessa, inoltre, e´ un´ulteriore indicazione che i giorni d´oro di Murdoch in Gran Bretagna, quando i suoi giornali godevano di un potere spropositato sulla politica, sono finiti. E anche il suo ´amico´ David Cameron, compagno di cene e battute di caccia, e´ furioso. La notizia della violazione della privacy di Gordon Brown – la fibrosi cistica del figlio Fraser era finita in prima pagina sul Sun – e´ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il primo ministro l´ha condannata con veemenza e ha dato tutta la sua solidarieta´ a Brown, che dal canto suo e´ andato anche oltre, accusando i giornali di Murdoch di avere ´´legami con il mondo del crimine´´. Oggi e´ stata una brutta giornata anche per Scotland Yard. Quattro dei suoi uomini sono finiti davanti alla commissione parlamentare per gli affari interni e hanno dovuto spiegare perche´ nel 2009 non avevano riaperto l´inchiesta condotta nel 2006 sulle intercettazioni del ´News of the World´. L´ex capo della forza di polizia, Lord Ian Blair e l´ex assistente commissario Peter Clarke se la sono cavata, ma non e´ andata altrettanto bene all´attuale capo dell´antiterrorismo John Yates e all´ex assistente commissario Andy Hayman. La commissione, guidata dal laburista Keith Vaz, li ha interrogati in maniera pressante per scoprire se quanto ipotizzato in un articolo del New York Times – ovvero che il News of the World si era messo a intercettare anche alcuni poliziotti che nel 2006 indagavano sul domenicale – era vero e soprattutto se gli agenti avevano deciso di abbandonare le indagini perche´ sapevano di essere anche loro intercettati e, percio´, ricattabili. Yates ha ammesso di essere pressoche´ sicuro che il suo cellulare fosse stato intercettato, ma ha detto di non aver riaperto l´inchiesta nel 2009 semplicemente perche´ News International non aveva passato informazioni sufficienti. Hayman, che ora ha lasciato la forza di polizia e lavora come editorialista del Times, un altro dei quotidiani di Rupert Murdoch, si e´ trovato invece a doversi difendere dalle accusa di essere stato ´´comprato´´ da News International. La bufera non accenna a diminuire. (ansa)

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